Favole

Storia della piccola volpe che mi insegnò il perdono

Bambarén Sergio

Descrizione: «Per chi non la conoscesse già, vorrei presentare la protagonista di questa storia. Chiqui è una piccola volpe che è entrata nella mia vita quando decisi di lasciarmi alle spalle i ritmi frenetici di una società che sentivo sempre più estranea. Quando vivi seguendo i tuoi sogni, il tempo vola e io ancora stento a credere che siano già trascorsi tre anni da quando Chiqui è entrata nella mia vita e nel mio cuore. Questo breve racconto è un tributo alla piccola volpe che ho avuto il privilegio di conoscere e che ha contribuito a rendere incredibili questi tre anni nella Casa di Luce. La forza con la quale affronta le avversità è stata una lezione preziosa, ma, cosa più importante, Chiqui mi ha permesso di condividere il suo mondo, i suoi amici, e quello che ho imparato seguendola e scoprendo ciò che lei conosceva, e io ignoravo, mi ha dato la spinta per imbarcarmi in una nuova, grande avventura: dedicare tutte le mie energie a difendere chi non può farlo da solo e a diffondere tra i miei simili la consapevolezza del danno che stiamo arrecando alla nostra casa comune, la Terra. Spero davvero che anche voi, cari amici, possiate apprendere da lei come ho fatto io, e impegnarvi in prima persona per cambiare le cose.» (Sergio Bambarén)

Categoria: Favole

Editore: Sperling & Kupfer

Collana: Parole

Anno: 2017

ISBN: 9788820061739

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Chiqui è il protagonista della Storia della piccola volpe che mi insegnò il perdono di Sergio Bambarén, il seguito della precedente opera La casa di luce.

Chiqui vive sulla spiaggia, come Sergio che abita in una casetta ecologica, e allarma l’uomo ogni volta che un animale è in difficoltà.

I due amici salvano un formichiere (“Era stato costretto a lasciare il suo habitat per rifugiarsi in un immondezzaio dove riusciva a stento a sopravvivere”), una tartaruga (“È Maggie, la tartaruga nera. Devi soccorrerla, sta affogando!”), un gabbiano (Raphaelle “aveva le ali e il corpo trafitti da ami che gli trapassavano la pelle da parte a parte”)…

Anche se l’uomo sembra essere giunto al limite dell’autodistruzione (“La foresta di cui parli non esiste più da un pezzo”), forse non è ancora troppo tardi per un ravvedimento sul filo del rasoio…

Manterremo la nostra promessa, Chiqui. Ci batteremo per tutte le creature che non possono difendersi da sole”.

Bruno Elpis

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