Narrativa

Storia di una ladra di libri

Zusak Markus

Descrizione: Nella Germania della Seconda guerra mondiale, quando ogni cosa è in rovina, una bambina di nove anni, Liesel, inizia la sua carriera di ladra. All'inizio è la fame a spingerla, e il suo bottino consiste in qualche mela, ma poi il vero, prezioso oggetto dei suoi furti sono i libri. Perché rubarli significa salvarli, e soprattutto salvare se stessa. Liesel infatti sta fuggendo dalle rovine della sua casa e della sua famiglia, accompagnata dal fratellino più piccolo e diretta al paese vicino a Monaco dove l'aspetta la famiglia che li ha adottati. Nell'inverno gelido e bianco di neve, il bambino non ce la fa, ed è proprio vicino alla sua tomba che lei trova il primo libro. Il secondo, invece, lo salva dal fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. Col passare del tempo il numero dei libri cresce e le parole diventano compagne di viaggio, ciascuna testimone di eventi terribili ai quali la bambina sopravvive, protetta da quei suoi immortali, straordinari, amorevoli angeli custodi.

Categoria: Narrativa

Editore: Narrativa Frassinelli

Collana:

Anno: 2014

ISBN: 9788820055905

Recensito da Maria Darida

Le Vostre recensioni

Prima i colori. Poi gli esseri umani. Ė così che di solito vedo le cose. O almeno ci provo… Un semplice fatto… Prima o poi morirai”. Con questo breve incipit ha inizio “Storia di una ladra di Libri”, romanzo d’esordio nonché fenomeno editoriale che ha concesso fama e notorietà all’allora esordiente trentaquattrenne Markus Zusak.
Era il non lontano 2009 quando Frassinelli presentò l’opera di questo neofita, una storia semplice dal titolo “La bambina che salvava i libri”, un testo che spiccava tra gli scaffali delle librerie già solo per l’impatto visivo; aveva infatti una copertina accuratamente scelta per esaltare i due elementi pregnanti e costituenti del contenuto: una giovane fanciulla e il suo tesoro più grande, i libri.

Molching, Germania 1939. Liesel Meminger ha già conosciuto la morte in quello che doveva essere il viaggio della salvezza, pertanto, ben poco si aspetta quando giunge al numero trentatré di Himmelstrasse – la via del Paradiso – e incontra i due tedeschi, Herr e Frau Hubermann, che da quel momento avrebbero costituito la sua nuova famiglia. A queste figure si alternano e si uniscono svariati singolari personaggi che scandiranno l’adolescenza della fanciulla, in un contesto che le consentirà di scoprire la lealtà, l’affetto, il coraggio, il terrore, la forza e la potenza delle parole, tanto scritte quanto rubate. Non solo: curando, ospitando e proteggendo dalle persecuzioni naziste l’ex pugile ebreo Max Vandenburg, la ragazza imparerà quanto è importante avere rispetto degli (e per gli) altri, quanto le libertà siano essenziali, quanto l’uomo sia meritevole di tutela in quanto tale a prescindere da razze, religioni, sesso, etnie, preferenze sessuali, etc. etc.
Così, in quello che è il semplice scorrere delle giornate, la piccola Liesel abbandonerà i panni della “ladra di libri” per rivestire quelli della “scuotitrice di parole”, perché le parole possono distruggere, manipolare, devastare, ma anche creare, plasmare e salvare vite.

Molto si è detto su questo romanzo, opinioni discordanti si sono susseguite, in particolare per il diverso modo con cui il tema dell’olocausto viene trattato. Ma è proprio in questa diversità che risiede la bellezza dell’opera. L’io narrante tanto improbabile quanto originale, la morte, accarezza l’anima di chi legge, accompagna l’esploratore pagina dopo pagina e lo conducendolo tra le fila dei vocaboli, dei significati, dei gesti in un clima che a tratti può apparire fiabesco. Poi, d’un tratto, la magia della novella viene spezzata; la brutalità della realtà storica prende il sopravvento. Max deve scappare. Liesel perderà inesorabilmente tutto quello che ha faticosamente costruito. Ne uscirà distrutta per poi nuovamente trovare la forza di ricominciare, perché la vita, nonostante tutto, va avanti.
E nel suo proseguire, trascorrere e consumarsi come in un battito di ciglia, la vita, come la storia, ci invita a non dimenticare quel che è stato, a non relegarlo nella pagina buia che è stata la persecuzione, a non viverlo come qualcosa che non riaccadrà, come una parentesi passata e conclusa, un ricordo lontano che i nonni potrebbero raccontare ai nipoti, a non percepirlo come un qualcosa di irreale o di intangibile per effetto del passare del tempo… L’Olocausto è una realtà, è attualità.

Una lettura originale, genuina, che lascia il segno.

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