Narrativa

STORIA DI UNA VITA

Appelfeld Aharon

Descrizione: "La memoria custodisce ciò che sceglie di custodire. Come il sogno, anche la memoria cerca di attribuire agli eventi un qualche significato." Aharon Appelfeld in questo libro autobiografico accetta infine il confronto con la propria memoria. Impresa dolorosa che scortica l'anima perché la sua memoria nasconde l'esperienza di un'infanzia spezzata dall'orrore della Storia, nasconde la solitudine di un bambino costretto a vagare da solo per mesi nei boschi con l'incubo di essere riconosciuto, nasconde il suo peregrinare per mezza Europa fino all'arrivo in Israele e il suo difficile inserimento in una nuova realtà. Appelfeld sfida il dolore e disseppellisce quei ricordi che per poter continuare a vivere aveva spinto nelle zone buie e cieche della propria memoria, ci racconta la lotta di un ragazzo che ricostruisce la propria identità a partire dallo sradicamento degli affetti, della cultura, della lingua.

Categoria: Narrativa

Editore: Guanda

Collana: Narratori della Fenice

Anno: 2011

ISBN: 9788860889065

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

 

“Alla fine del primo anno di scuola terminarono per me gli studi regolari: era scoppiata la Seconda guerra mondiale e la nostra vita ne fu sconvolta. Nel giro di poche settimane il bambino di sette anni, circondato da molto calore e amore, si trasformó in un orfano di madre, in un trascurato bambino del ghetto, che più tardi finì col trascinarsi dietro a suo padre nelle marce punitive attraverso le steppe dell’Ucraina”.
Appelfeld racconta la sua storia con la spontaneità di chi si lascia guidare dai ricordi e non si preoccupa di mettere ordine tra i frammenti di memoria.
La sensazione che se ne ricava è di una confessione liberatoria e matura, di quelle che la penna riesce a cogliere solo dopo un travagliato percorso interiore che conduce alla consapevolezza.
“Molto si è perso e molto è stato consumato dall’oblio. Ció che è rimasto a tratti sembra un nulla e, malgrado ció, quando ho accostato le parti ho sentito che non solo gli anni le uniscono, ma anche un senso”.
L’autore passa dalla serena infanzia nella casa dei genitori agli orrori della guerra, dal lavoro nei campi agli anni dell’università sino alla scoperta di sè e del proprio destino nel mondo, il tutto senza appesantire la narrazione con facili pietismi: sono i luoghi stessi ad esprimere le emozioni, diventando protagonisti e simboli eloquenti.
“Il destino delle astrazioni è di colpirti per un momento e poi svanire: solo le parole che producono immagini si conservano dentro di noi, tutto il resto è vanità”.
“Storia di una vita” è un esempio interessante di tecnica-non tecnica, di pensieri abilmente strappati al turbinio della mente. Dopo il mutismo a cui lo avevano costretto il ghetto e il campo di concentramento, Appelfeld riesce a recuperare faticosamente la propria voce grazie alla scrittura, prima sogno ambizioso e poi difficile conquista, e ci regala pagine di intensa immediatezza.

 

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La morte della Pizia

Dürrenmatt Friedrich