Giallo - thriller - noir

Storia di una ladra di libri

Zusak Markus

Descrizione: Nella Germania della Seconda guerra mondiale, quando ogni cosa è in rovina, una bambina di nove anni, Liesel, inizia la sua carriera di ladra. All'inizio è la fame a spingerla, e il suo bottino consiste in qualche mela, ma poi il vero, prezioso oggetto dei suoi furti sono i libri. Perché rubarli significa salvarli, e soprattutto salvare se stessa. Liesel infatti sta fuggendo dalle rovine della sua casa e della sua famiglia, accompagnata dal fratellino più piccolo e diretta al paese vicino a Monaco dove l'aspetta la famiglia che li ha adottati. Nell'inverno gelido e bianco di neve, il bambino non ce la fa, ed è proprio vicino alla sua tomba che lei trova il primo libro. Il secondo, invece, lo salva dal fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. Col passare del tempo il numero dei libri cresce e le parole diventano compagne di viaggio, ciascuna testimone di eventi terribili ai quali la bambina sopravvive, protetta da quei suoi immortali, straordinari, amorevoli angeli custodi.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Sperling

Collana:

Anno: 2014

ISBN: 9788820055905

Trama

Le Vostre recensioni

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Markus

Zusak

Libri dallo stesso autore

Intervista a Zusak Markus


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Leone Ginzburg fu un eroe della Resistenza. Un eroe mite e integerrimo: non imbracciò mai le armi, lavoratore tenace, antifascista irriducibile. Fondò la casa editrice Einaudi e mandò avanti una famiglia sotto le bombe. Questa è la sua storia vera dal giorno in cui viene cacciato dall'università perché rifiuta di sottomettersi al fascismo fino a quello in cui è stato ucciso in carcere dai tedeschi.

Il tempo migliore della nostra vita

Scurati Antonio

Presentazione dell'Autore È la storia di una donna che con ironia e spirito di osservazione mette in pratica gli insegnamenti di un filosofo, un maestro che le ha insegnato a rinascere. Dal rischio di sprofondare nell'anoressia si eleva, mettendo le ali, a filosofa lei stessa, e nella frenesia di aiutare gli altri si salva iniziando una nuova vita. Impara a non soccombere più alle prevaricazione e lo insegna a tutti quelli che incontra. Non mancano nel racconto episodi esilaranti al limite del paradosso e varie storie di sesso raccontate con eleganza, come quella del diritto all'orgasmo. Francesca, la protagonista, diventa il simbolo del riscatto femminile, una donna che non accetta più di auto-infliggersi punizioni, ma rivendica il suo ruolo paritario accanto all'uomo. Dietro la maschera di Francesca si nasconde una storia vera e un mondo di relazioni tra donne e uomini elaborate sulla panchina del dialogo. Un libro scritto per le donne e utile anche agli uomini. Dalla quarta di Alberoni: "un libro divertente e delizioso che vi darà di certo molti spunti per cavarvela nelle piccole e grandi difficoltà della vita". Informazioni sull'autrice: Maria Giovanna Farina, nata a Milano nel '62, si è laureata in Filosofia all'Università Statale di Milano e svolge la professione di consulente filosofico nella stessa città. Pioniera nel campo delle pratiche filosofiche, sempre a Milano fonda lo studio professionale Heuristic Institution prima e l'associazione culturale L'accento di Socrate poi. Collabora con varie riviste e ha una rubrica su www.siamodonne.it dove videointervista personaggi della cultura e dello spettacolo. Sul suo sito si trovano tutte le sue attività www.mariagiovannafarina.it

Ho messo le ali

Farina Maria Giovanna

Tutta giocata di sponda è la partita di biliardo (umano) su cui si impernia questo romanzo giallo: o meglio "antipoliziesco", giacché sin dall'inizio ci esibisce l'assassino. La prima palla a finire in buca, per un colpo a la bande, è la testa calva del professor Winter, esimio germanista: centrato dai proiettili dello squisito consigliere cantonale Kohler, cade con la faccia nel piatto di tournedos Rossini che stava gustando nel ristorante Du théâtre. Quindi, a una a una, rotoleranno in buca le altre palle - un playboy, una squillo d'alto bordo, una perfida nana, un protettore -, delineando un autentico rompicapo: "II comandante era disperato. Un omicidio senza motivo per lui non era un delitto contro la morale, bensì contro la logica". Kohler, poi, in galera è l'uomo più felice del mondo: trova giusta la pena, meravigliosi i carcerieri, e intreccia serafico ceste di vimini. Ha un unico desiderio: che l'avvocato Spät, squattrinato difensore di prostitute, si dedichi finalmente a un'impresa seria (ma a lui sembrerà pazzesca) e riesamini il caso partendo dall'ipotesi che non sia Kohler l'omicida: "Deve solo montare una finzione. Come apparirebbe la realtà, se l'assassino non fossi io ma un altro? Chi sarebbe quest'altro?". Accettata la sfida, Spät precipiterà ben presto in un gorgo, in una surreale commedia umana e filosofica che tiene tutti - lettori in primis - col fiato sospeso: per quale ragione Kohler è di umore tanto allegro? E perché mai ha ucciso Winter?

Giustizia

Durrenmatt Friedrick

Manda una poesia d’amore alle Parole di Lilly