Narrativa

Le sultane

Oliva Marilù

Descrizione: Tre donne regnano sovrane sul palazzo popolare di via Damasco, a Bologna. Sono soprannominate le sultane e hanno dai settant’anni in su. C’è Wilma, che nomina incessantemente il suo morto: è piccola e astuta, un’abile mercante che venderebbe l’acqua santa al diavolo. C’è Mafalda, la donna più tirchia sulla faccia della Terra. E infine Nunzia, bigotta fuori e golosa dentro, incapace di contenersi. Le loro imperfezioni sono state marchiate a fuoco da una vita poco gentile: Wilma non sa fare i conti col suo lutto e litiga in continuazione con la figlia Melania, una disgraziata adescata da una setta satanica che bussa alla porta solo quando necessita di un piatto caldo. Mafalda è costretta ad accudire il marito malato di Alzheimer. Nunzia, in delirio tra i suoi crocifissi, trova sempre il tempo per estorcere pettegolezzi e per concedersi i peccati che riesce ad arraffare. I loro desideri sono palliativi al grande sconforto dell’indifferenza che suscitano. Sono ignorate da un mondo a misura di giovinezza, un mondo incarnato dalla frastornante vicina del secondo piano, Carmela, cui Wilma prova a chiedere maggiore educazione e rispetto delle regole. Ma niente, quella continua a riderle in faccia. Le vecchie sono abituate a non ricevere considerazione, ragion per cui, quando improvvisamente l’esistenza le costringe a una svolta forzata, osano quello che non hanno mai osato fare e rompono tutti i tabù. Così, come tre parche potenti che inseguono disperate lo scoccare del loro tempo, nell’ombra filano i destini di chi ha tentato di metter loro i bastoni tra le ruote...

Categoria: Narrativa

Editore: Elliot

Collana: Scatti

Anno: 2014

ISBN: 9788861925571

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Chi sono “Le sultane” di Marilù Oliva?

Sono tre donne che hanno irrimediabilmente imboccato la via del tramonto anagrafico, ma che – non per questo – sono sprovviste di vitalità, sogni e desideri.
Le sultane (“Ci chiama le Sultane quando vuole canzonarci, perché dice che siamo le signore indiscusse di questo palazzotto di via Damasco”) sono Wilma, Mafalda e Nunzia: tre personaggi perfettamente caratterizzati nel crescendo di un romanzo che ci fa scoprire le sue eroine attraverso gesti, azioni, pensieri.

Wilma, narratrice in prima persona in capitoli alternati alla storia raccontata dalla scrittrice, è ancora attiva come instancabile venditrice. Ha la vita massacrata da vicende familiari dolorose: l’amato figlio Juri è tragicamente morto in un incidente stradale; la figlia Melania è blandamente ostaggio di una setta satanica; a lei – nondimeno – Wilma riserva un amore imperfetto, che ambisce al riscatto… Nei momenti d’intimità, la Sultana narrante indossa guepière e scarpette griffate e si ammira nello specchio sulle note di un disco di Mina.
Mafalda è taccagna fino al midollo… non fosse che il suo midollo è prosciugato da un marito affetto da demenza senile e da due figli che hanno sempre preso, senza mai ricambiare.
Nunzia ha un fisico a imbuto per via dell’elefantiasi delle gambe, è bigotta all’inverosimile, superstiziosa, e vive ignara delle vicende sentimentali della figlia. Nonostante queste caratteristiche recessive, riserva al lettore una sorpresa con la “S” maiuscola.

Le tre donne si tengono compagnia, si spalleggiano, sono legate da un’amicizia vera che non recede nemmeno di fronte al crimine…  un crimine che ha la leggerezza di “Arsenico e vecchi merletti” (“Chi mai potrebbe sospettare di due inoffensive vecchiette che trascorrono il sabato sera insieme per svagarsi a scala quaranta?”) e i risvolti truci del ”Grottesco” di Patrick McGrath (“Io non ho mangiato Carmela”), costituisce il sottofondo umoristicamente nero (“E basta con quella faccia. Non hai mica ammazzato nessuno”) che Marilù Oliva imbastisce per condurre il proprio ragionamento sulla senescenza e sui suoi drammi: sentirsi derisi o rifiutati (“Ma non ti rendi conto che sei ridicola, brutta vecchiaccia?… In quella frase è concentrata l’essenza profonda di come viene considerata la vecchiaia dalla stragrande maggioranza della società. Ridicola, inappropriata. Inutile.”), vivere il conflitto tra l’energia interiore e la decadenza dell’aspetto esteriore (“I birilli sono un dono della vecchia sgangherata del condominio di fianco, quella con la gobba e la ricrescita bianca”), macinare sogni in una progettualità che deve fare i conti con il tempo ancora a disposizione, aver paura della morte (“È quando arriva la vita che bisognerebbe aver paura, semmai, non quando scende la morte”)…

Il romanzo di Marilù Oliva è sfaccettato, proprio come la vita nella multiformità delle sue fasi: è divertente e malinconico, semplice e complicato, giovane e attempato, aspro e dolce, disperato e speranzoso (“Secondo te possiamo desiderare tutto quello che vogliamo?”)…

Bruno Elpis

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Intervista a Marilù Oliva, autrice de “Le sultane” – i-LIBRI

[…] – A beneficio di chi ti ha conosciuto soltanto con ““Le sultane”, potresti parlarci della trilogia della Guerrera? R – La Trilogia ruota attorno a Elisa […]

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