Giallo - thriller - noir

Supernotes

Carletti Luigi Agente Kasper

Descrizione: "Per i Supernotes si può morire, in spregio a qualsiasi legge, in barba a qualsiasi regola o accordo. Per i Supernotes si può finire all'inferno." Ma cosa sono i Supernotes? Dollari "falsi ma autentici" che circolano in notevoli quantità in alcuni Paesi, Stati "canaglia". "Segui i soldi" diceva il giudice Giovanni Falcone, e proprio per seguire i soldi gli americani chiedono un favore all'alleato italiano. C'è un agente - Kasper - un ex carabiniere che ha operato per il ROS, ex pilota militare, poi passato ai Servizi, infiltrato in Cambogia per indagare sui traffici orientali delle mafie italiane. Kasper è già stato protagonista di clamorose azioni anti narcos, come quando - da agente sotto copertura - ha fatto saltare un'intera organizzazione tra la Colombia e l'Italia. Kasper ha le esperienze e le conoscenze giuste. Indagando su chi stampa questo fiume di denaro, Kasper finirà all'inferno, nel campo di concentramento di Prey Sar, in Cambogia. Ma se gli aguzzini sono gli ex-khmer rossi, chi ha dato l'ordine di imprigionarlo? E perché le autorità internazionali (incluse quelle italiane) nascondono la vicenda? In questo libro Luigi Carletti raccoglie la testimonianza dell'agente Kasper e getta luce su uno dei segreti meglio custoditi dall'intelligence occidentale. Quel che ne esce è un romanzo di spionaggio internazionale. Con un unico difetto: è tutto vero.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Mondadori

Collana: Strade blu

Anno: 2014

ISBN: 9788804639831

Recensito da Elpis Bruno

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In “Supernotes”, Luigi Carletti si occupa di un sequestro internazionale che incontra il silenzio del potere costituito: il rapimento di Kasper (“… è un ex carabiniere e un ex pilota dell’Alitalia… a Phnom Penh fa l’impresario, ma ha anche aperto una sezione italiana dell’isola dell’amore fraterno… Un’organizzazione filantropica”), l’agente segreto che, dopo aver sgominato il narcotraffico con l’Operazione Sinai, si reca in Cambogia per indagare sulle supernotes.

Quando sta per rimpatriare, l’agente viene arrestato e, prigioniero, patisce torture e afflizioni degne dei lager nazisti: nei carceri ove viene segregato, nell’ospedale ove viene ricoverato dopo un tentativo di fuga e nel centro di rieducazione di Prey Sar, ove viene destinato per punizione.

Qual è il motivo della persecuzione?
Perché la Farnesina non si preoccupa di difenderlo e di negoziare la sua liberazione?
La risposta è sconcertante, perché le supernotes (“Con le supernotes si acquista un biglietto per l’inferno. Di sola andata”), ossia i dollari stampati in Indocina (“L’Orologiaio era un nordcoreano quarantenne che viveva in Germania. Un ingegnere specializzato in macchine tipografiche tra cui le famose stampa-banconote…”), sono il sistema che gli Stati Uniti hanno escogitato (“I cambogiani sono il braccio, gli americani la mente”), con la collaborazione dei paesi nemici asiatici, per finanziare i servizi segreti che controllano i fragili equilibri mondiali.

Le rivelazioni sono inquietanti (“È questa la vera guerra del terzo millennio. Né bombe, né cannoni. Montagne di valuta clandestina”) e calate in un paese come la Cambogia, che è stato teatro di stermini epocali, nel corso dei quali sono state messe a punto le peggiori tecniche di tortura (“il waterboarding alla cambogiana”) e violenza.

Bruno Elpis

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