Letteratura americana

Tenera è la notte

Fitzgerald Francis Scott

Descrizione: La storia di un amore divorante, la denuncia della seduzione del denaro e la confessione dell'inevitabile sconfitta della sensibilità. Il testamento di Francis Scott Fitzgerald.

Categoria: Letteratura americana

Editore: BUR

Collana: I grandi romanzi

Anno: 2012

Traduttore: Flavio Santi

ISBN: 9788806174538

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Quel giorno non amoreggiarono, ma quando lui la lasciò davanti alla desolata porta sullo Zurichsee e lei si girò per guardarlo, capì che ora il problema della ragazza era di entrambi.

Ci sono Dick e Nicole. C’è l’Hotel du Cap a Cap d’Antibes. L’anno è il 1925. Gli eventi conducono al mare della Costa Azzurra e a un tempo in cui i protagonisti trascorrono i giorni concedendosi tutto il divertimento possibile. Americani in trasferta senza problemi reali se non il proprio personale e imbarazzante egoismo. Abbienti e viziati appaiono pericolosamente annoiati in fuga da se stessi e dai terribili segreti del loro passato.

La stesura di questo romanzo (più versioni riviste da Fitzgerald nell’arco di un tempo lungo nove anni) si riflette nelle tormentate vicende dei suoi personaggi.
Lo psichiatra Dick Diver dopo l’incontro in una clinica a Zurigo con la giovanissima e avvenente Nicole Warren afflitta da un disagio mentale dalle radici profonde, decide di abbandonare la precoce e brillante carriera per sposarla. La loro vita di coppia, all’apparenza invidiabile, è logorata dai fantasmi della malattia di fronte alla quale lo stesso Dick, nonostante le promesse fatte a se stesso e alla moglie, dovrà arrendersi.

La diffusa magia del caldo e dolce Sud si era insinuata tra di loro – la notte dal soffice passo e lo sciabordio spettrale del Mediterraneo laggiù in fondo; poi la magia lasciò queste cose e si fuse ai due Diver, diventando parte di loro.

L’incontro con la giovanissima attrice americana Rosemary Hoyt sulla spiaggia di Cap d’Antibes sembra sconvolgere il già precario equilibrio della coppia, ma solo per il tempo di qualche bacio rubato tra una serata mondana e l’altra. Il contorno di dissolutezza e amicizie fittizie contribuisce a rendere ogni cosa precario ed evanescente. Ciò che rimane ai protagonisti Dick e Nicole è la ferocia di una realtà che si manifesta puntualmente per quello che è. Le falsità e l’ipocrisia di un’annoiata classe borghese, quella americana, trapiantata nel vecchio continente per l’occasione, sono il leitmotiv di questo complesso romanzo.
I contatti con le classi aristocratiche americane avevano lasciato in lui il marchio del loro snobismo incerto ed esitante, la loro gioia nell’ignoranza e la loro deliberata volgarità, tutte caratteristiche mutuate dagli inglesi senza alcuna considerazione per i fattori che rendono il filisteismo e la volgarità inglesi voluti e applicati in una terra dove un po’ di cultura e di civiltà valgono più che altrove: atteggiamento che ha raggiunto il culmine nello “stile Harvard” di inizio Novecento. […] Il loro gruppo era prepotentemente americano, e talora scarsamente americano. Dick restituiva a ciascuno il proprio io, offuscato dai compromessi di molti anni.

Il nucleo è scandito dagli anni centrali del matrimonio della coppia (1919-1929), dalla Costa Azzurra alla Svizzera, passando dall’America all’Italia, i coniugi Diver dovranno fare i conti con la caduta a picco della loro relazione e dalla sconsideratezza delle loro decisioni passate. L’intenso sentimento che li aveva uniti in passato rendendoli ciechi di fronte alle inevitabili complicazioni, si trasformerà con il tempo in un legame soffocante e perverso, capace di trascinarli in un’insana e spietata follia.
In quei nove anni lei gli aveva fatto varcare molte volte il confine, trascinandolo dalla sua parte, neutralizzandolo con una pietà disarmante o un impeto di spirito, fantasioso e incoerente, e soltanto a fatto compiuto lui si rendeva conto, con la consapevolezza dovuta al rilassamento dalla tensione, che lei aveva segnato un altro punto contro il suo buonsenso.

Francis Scott Fitzgerald attinge abbondantemente dalla propria esperienza autobiografica, tanto nella creazione dei suoi personaggi quanto nella descrizione dei luoghi. Così Nicole Warren ricorda la compagna di una vita Zelda, mentre Rosemary rimanda all’attrice Loan Moran incontrata da Fitzgerald nel 1927 a Hollywood.
Anche per i personaggi minori come il musicista Abe North e l’ex legionario Tommy Barban, lo scrittore americano attinge dalla propria memoria e dalla propria cerchia di amici e conoscenti. I luoghi come l’Italia e la Costa Azzurra ricordano i lunghi periodi trascorsi da Fitzgerald in questi Paesi, come il suo soggiorno a Cap d’Antibes nel 1925.

Uscito nel 1934 e tradotto in italiano da Fernanda Pivano, Tender is the Night è un romanzo profondo, dai molteplici significati. L’analisi sociale si alterna a quella psicologica dei suoi protagonisti attraverso una padronanza tale delle descrizioni e delle immagini da rendere la narrazione fluida e travolgente.
Francis Scott Fitzgerald ci regala un’opera straordinariamente poetica e un ritratto memorabile di un’epoca.

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