Narrativa

Teorema Catherine

Green John

Descrizione: Da quando, ha l'età per essere attratto da una ragazza, Colin, ex bambino prodigio, forse genio matematico forse no, fissato con gli anagrammi, è uscito con diciannove Catherine. E tutte l'hanno piantato. Così decide di inventare un teorema che preveda l'esito di qualunque relazione amorosa. E gli eviti, se possibile, di farsi spezzare il cuore un'altra volta. Tutto questo nel corso di un'estate gloriosa, passata con l'amico Hassan, a scoprire posti nuovi, persone bizzarre di tutte le età, ragazze speciali che hanno il gran pregio di non chiamarsi Catherine. Età di lettura: da 14 anni.

Categoria: Narrativa

Editore: Rizzoli

Collana: Oltre

Anno: 2009

ISBN: 9788817029353

Trama

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John

Green

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Intervista a Green John

The White Album è un intenso reportage giornalistico che indaga i grandi miti dell'America degli anni Sessanta, la cultura, gli idoli, la vita quotidiana, le icone pop. Joan Didion descrive e analizza gli eventi chiave e le principali tendenze di quell'epoca, soffermandosi sulle vicende di alcuni personaggi cruciali. Da Charles Manson a Doris Lessing, dalla pittrice Georgia O'Keeffe alla storica organizzazione afroamericana delle Pantere Nere, dai centri commerciali "che fluttuano nel paesaggio come piramidi" alla Villa Getty di Malibu: ogni cosa è vista attraverso il suo sguardo lucido e impietoso, fragile e inquieto. The White Album è un reportage attuale e imprescindibile, un grande classico moderno del giornalismo narrativo, con cui Didion ha contribuito a raccontare l'America e il suo immaginario.

The White Album

Didion Joan

Nato come allegro tributo ai festival letterari italiani, questo giallo comico d'ambientazione paesana vede quattro tipologie di giallisti gareggiare per risolvere il delitto avvenuto nella locanda che li ospita. Abbiamo l'anziana autrice di gialli storici, il navigato scrittore mantenuto dalla moglie, la bella romanziera di sexy mistery e il giallista in erba. Chi riuscirà a stanare il colpevole? Uscito nel 2014 all'interno di Novelle col morto ‒ che conteneva anche La Pieve della Buona Morte ‒, ora La Locanda del Giallo torna single e va alla conquista dei lettori del giallo comico.

La Locanda del Giallo

Conventi Gaia

Quando fa il suo ingresso nell’aula di tribunale in cui verrà giudicata per l’omicidio del suo giovanissimo amante, Gladys Eysenach viene accolta dai mormorii di un pubblico sovreccitato, impaziente di conoscere ogni più sordido dettaglio di quello che promette di essere l’affaire più succulento di quanti il bel mondo parigino abbia visto da anni. Nel suo pallore, Gladys evoca davvero l’ombra di Jezabel, quell’ombra che nell’Athalie di Racine compare in sogno alla figlia, che così la descrive: «Non ne aveva, il dolore, smorzato la fierezza; / aveva anzi, ancora, quella finta bellezza / mantenuta con cure, con espedienti labili, / per riparar degli anni le sfide irreparabili». Sì, è ancora molto, molto bella, Gladys Eysenach: il tempo sembra averla «sfiorata come a malincuore, con mano cauta e gentile», quasi si fosse limitato ad accarezzarla teneramente, e le donne presenti nell’aula si sussurrano con invidia i nomi dei suoi innumerevoli amanti. Ma pochi giorni dopo, allorché vengono pronunciate le arringhe, tutta la sua bellezza pare averla abbandonata, e Gladys è ormai soltanto una donna vecchia e sfinita, che a mani giunte supplica i giudici di infliggerle la pena che merita. La condanna sarà lieve, invece, solo cinque anni: il movente passionale ha fatto sì che le venissero concesse le attenuanti previste dalla legge. Ma qual è la verità – quella verità che Gladys Eysenach ha cercato ad ogni costo di occultare? Qual è il vero movente dell’omicidio da lei commesso? Capace come pochi altri scrittori di scavare nel cuore femminile con implacabile, chirurgica precisione, Irène Némirovsky ci svela a poco a poco il segreto di questa donna che ha desiderato più di ogni altra cosa di sconfiggere il tempo, di rimanere immutabilmente bella, di essere amata per sempre – e che per questo è arrivata a uccidere.

Jezabel

Némirovsky Irene

La donna è sola, inquieta, in fuga: non vuole più restare dove non c’è amore. Ha lasciato la città, nella quale tutto è frenetico e in vendita, ed è tornata nella vecchia baita dell’infanzia, sul Monte. Qui vive senza passato, aspetta che la neve seppellisca i ricordi e segue il ritmo della natura. C’è un inverno da attraversare, il freddo da combattere, la solitudine da farsi amica. Ci sono i rumori e le creature del bosco, una volpe curiosa e un gufo reale che bubola sotto il tetto. E c’è l’uomo dal giaccone rosso, che arriva e che va, come il vento. A valle lo chiamano lo Straniero: vuole risistemare il rifugio e piantare abeti sul versante nord della montagna, per aiutarla a resistere e a tornare fertile. Una notte terribile riporta la paura, ma la donna si accorge che ci sono persone che vegliano su di lei: la Guaritrice, muta dalla nascita, che comprende il linguaggio delle piante e fa nascere i bambini; la Rossa, che gestisce la locanda del paese; la Benefattrice, che la nutre di cibo e premure. Donne che sanno dare riparo alle anime rotte, e che come lei cercano di vivere pienamente nel loro angolo di mondo. Mentre la montagna si prepara al disgelo e a rifiorire, anche la donna si rimette in cammino. Arriverà un altro inverno, ma ora il Monte la chiama.

La donna degli alberi

Marone Lorenzo