Saggi

Terroni

Aprile Pino

Descrizione: Fratelli d'Italia... ma sarà poi vero? Perché, festeggiati i centocin-quant'anni dall'Unità d'Italia, il conflitto fra Nord e Sud pare aver superato il livello di guardia. Per Pino Aprile, pugliese doc, la storia di oggi è ancora quella di ieri. Ripercorrendo gli eventi di quella che per alcuni fu conquista, per altri liberazione, l'autore porta alla luce una serie di fatti, volutamente rimossi nella retorica dell'unificazione, che aprono una nuova, sconvolgente finestra sulla facciata del trionfalismo nazionalistico.

Categoria: Saggi

Editore: Piemme

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788866216025

Recensito da Enza Iozzia

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Tra i sondaggi che ci vengono propinati praticamente ogni giorno dai mass-media, quelli riguardanti la situazione dell’istruzione nel meridione delineano un quadro più o meno di questo genere:  al costante incremento di studenti che non riescono a portare a termine neppure il ciclo della scuola dell’obbligo fa da ovvio riscontro la diminuzione delle lauree.

Nel suo “Terroni” (Piemme Editore – 303 pagine – 13 €) il giornalista pugliese Pino Aprile, però, mostra di pensarla diversamente.

In realtà, nonostante dall’Unita’ d’Italia in poi proprio dal sud vengano molte delle migliori idee, l’autore verifica e dimostra il perdurare di obsoleti ma sempre odiosi pregiudizi.
L’autore non è affatto tenero nei confronti della politica, tanto meno quella dell’attuale governo,fornisce una descrizione coraggiosa, nonché documentata, di quello che gli italiani hanno fatto a se stessi.
E cita qualche esempio.
Le autostrade? Nel civilizzato nord sono a pagamento, nell’assistenziale e arretrato sud (in particolare in Sicilia), invece, a percorrenza gratuita.

Ma è proprio così o, in realtà, non si tratta che dell’ennesima  “trappola assistenziale”, mediante la quale altre, e molto più importanti, rivendicazioni
sociali ed economiche vengono tenute alla catena?
Viene consumata una rapina da un malvivente meridionale al settentrione? Giù tutti a sacramentare contro l’esportazione della delinquenza nel civilizzato nord, l’espandersi del cancro della camorra, della mafia, della ‘ndrangheta.
Accade l’esatto contrario? Ecco plotoni di sociologi pronti a interrogarsi in tv e sulla carta stampata circa le motivazioni che possono indurre anche un uomo onesto a delinquere: la pessima congiuntura economica, il declino dei valori familiari, la mancanza di idonee strutture sociali…
La scuola? Pessima al sud; ancora accettabile, nonostante il generale degrado, al nord.

Ma forse non si tiene conto che la stragrande maggioranza degli insegnanti, anche ad Aosta o a Bolzano, viene proprio dalle regioni meridionali,dove è costretta a trasferirsi per sfuggire in qualche modo alla tagliola di un sempre più pesante precariato.
La conclusione è che, purtroppo, sarà sempre così, almeno finché una classe politica senza più solidi riferimenti ideologici, continuerà a tenersi
abbarbicata al potere col vecchio (e sporco) gioco del “divide et impera”.
L’unica risposta, il superamento dei reciproci pregiudizi e l’avvio di una azione comune, determinata e convinta, per restituire dignità a un Paese che
pure di dignità, fino a pochi anni fa, ne ha avuta sempre da vendere.

 

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