The Giver. Il donatore

Lowry Lois

Descrizione: Ambientato in una società del futuro prossimo dove sono state annullate le differenze individuali, la percezione del dolore, la passione e i sentimenti più profondi, il libro racconta un anno di vita di Jonas, un ragazzo di dodici anni che viene insignito del compito di ricevere le Memorie dell'Umanità. Mentre Jonas raccoglie i ricordi di The Giver, provando sulla propria pelle tutte quelle sensazioni che nessun altro membro della comunità conoscerà mai, scopre il terribile segreto della Società in cui vive. E realizza che la strada verso la conoscenza è un cammino senza ritorno Età di lettura: da 9 anni.

Categoria:

Editore: Giunti

Collana:

Anno: 2010

ISBN: 9788809743793

Trama

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Paul Léautaud, piccolo classico del Novecento e mito discreto, aveva fatto nella sua vita ciò che ognuno almeno una volta ha vagheggiato: aveva trasformato una gelosa, ermetica solitudine in un osservatorio sulle assurdità e le bassezze del tempo. Ed anche questi tre rari racconti non concedono nulla di prevedibile al lettore: buoni sentimenti, riferimenti ideologici, appartenenze letterarie, perfino l’inevitabile speranza, di ciò tutto è estraneo a una scrittura che odia ogni preziosismo e resta elegantissima e crudele mentre affonda nelle lacerazioni di una vita: «Nessuno mi avrà conosciuto. Sono stato, sotto il mio riso, il disincanto, la disperazione assoluta. Non l’ho mai mostrato per pudore, nel timore del ridicolo». Il primo dei tre, Il piccolo amico, considerato da molti il suo capolavoro, è una cronaca-confessione di straziante distacco, pur nell’immagine che vuol offrire di quasi gaio cinismo, del suo rapporto con la madre eterna assente: Léautaud, abbandonato a pochi giorni dalla nascita, la rivide solo dopo vent’anni (tranne per brevi incontri occasionali) e ne fu appassionato così intensamente da turbarla e spingerla ad allontanarsi per sempre. La storia procede in due tempi: nel primo, la madre appare e scompare in tutte le figure di «amiche» che popolano l’infanzia e la prima giovinezza, e tutto è immerso nel luccicante incanto del tempo sfuggente, dell’infanzia e dei luoghi di Parigi; il secondo tempo è «un bel romanzo d’amore con la madre»: romanticamente, il protagonista cerca di rivivere la voluttà di un ricordo di bambino, quando, tra profumi e abbracci, poté la seconda volta incontrare la madre. Gli altri due racconti si riconnettono in realtà a quel travolgente amore: In memoriam ricorda la morte del padre (uomo di spettacolo e persona non meno evanescente), e Amori, ancora una storia di abbandono, racconta della prima esperienza erotica e del primo innamoramento per una «amica» che poi dovette sposare il suo protettore.

AMORI

Léautaud Paul

Il dottor Amin Jaafari, cittadino israeliano di origine araba, lavora come chirurgo in un ospedale di Tel Aviv. Il giorno in cui un kamikaze si fa esplodere in un ristorante nel centro della città, Amin soccorre freneticamente per lunghe ore i feriti che arrivano al pronto soccorso. Ma questa orribile giornata di morte e distruzione inaspettatamente prende per lui una piega molto personale quando scopre che la terrorista kamikaze è sua moglie Sihem. Sospeso tra disperazione e bisogno di capire, comincia una sua personale e dolorosa investigazione alla ricerca della verità e delle ragioni che possono aver spinto una donna affascinante, intelligente, moderna, a diventare un mostro. Dalla terrificante scena iniziale dell'attentato fino all'epilogo disperato e dolente, L'attentatrice è un libro implacabile, capace di dipingere con lucidità e commozione, senza chiavi di lettura ideologiche preconfezionate, l'universo più misterioso e agghiacciante: l'orrore quotidiano del mondo di oggi.

L’ATTENTATRICE

Khadra Yasmina

L'autrice di Paura di volare fa il punto sulla donna del terzo millennio. Un ritratto affettuoso che le donne vorranno leggere per capirsi e gli uomini per cercare di capirle.

Cosa vogliono le donne

Jong Erica

«Ricordo i ragazzi con cui giocavo sui bordi del vecchio tubo di cemento che usciva dallo sfiatatoio e a noi sembrava uscisse dal mare. Cos’era un mare, allora non lo sapevamo mica. Ce ne parlavano i vecchi a ridosso, alzavano lo sguardo e noi giovani associavamo quello sguardo al mare. Era sopra di noi, di questo avevamo la certezza, e per raggiungerlo si andava attraverso le fessure fino allo sfiatatoio e lassù c’era il tombino e da qualche parte il mare.»

LA RICERCA DEL LEGNAME

Magliani Marino