Narrativa

Thomas Jay

Libutti Alessandra

Descrizione: Thomas Jay è uno scrittore di culto. Dal chiuso di una cella racconta la sua incredibile storia ad Ailie, una studentessa che sta scrivendo una tesi sulla sua opera. Dopo un'infanzia povera ma fantasiosa, accanto a una nonna rivoluzionaria e una zia amorevole, Thomas Jay viene spedito in America. A dodici anni entra per la prima volta in riformatorio; trova il modo di scappare e si rifugia nella lavanderia di Max. Maestro silenzioso e discreto, Max accende nel ragazzo l'amore per la letteratura ma soprattutto lo incoraggia a scrivere. Anche il critico Samuel Atkinson crede in lui e fa pubblicare il suo romanzo “In the Dim, in the Light”, destinato a diventare una pietra miliare della narrativa contemporanea. Carattere inquieto e ribelle, Thomas Jay passa l'intera giovinezza fuggendo da un riformatorio all'altro per approdare al carcere, quello vero, e all'ergastolo. Intanto i suoi romanzi, eccezionali allegorie della vita, incantano il mondo. «Chi lo incontra firma un contratto con l'eternità», dice il professor Hatkinson ad Ailie per metterla in guardia dal suo scrittore preferito. Ma Ailie si è innamorata di Thomas Jay prima ancora di conoscerlo e vuole raccogliere i suoi ricordi e l'ultimo, estremo desiderio d'amore. Un romanzo commovente che parla di libri. E soprattutto del potere delle parole, dell'anima di chi le ha scritte e di chi le legge.

Categoria: Narrativa

Editore: Fazi

Collana: Le Strade

Anno: 2012

ISBN: 9788864112213

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

L’ingegnosa campagna pubblicitaria messa a punto da Fazi Editore ha creato molto scompiglio. C’è stato chi ha scagliato strali al veleno e chi ha gridato al tradimento.

Personalmente, quando ho scelto di leggere Thomas Jay non sapevo nulla delle notizie diffuse sul web né tantomeno immaginavo di poter avere a che fare con la vera storia di un fantomatico scrittore condannato all’ergastolo. Ho deciso di leggerlo semplicemente perché la trama mi sembrava interessante e la copertina mi ha intrigato.

Ebbene, la conseguenza del mio scarso interesse per il gossip letterario (e non solo) è stata positiva. Ho avuto modo di leggere il testo senza alcun condizionamento, e scevro da condizionamenti è dunque il mio giudizio: Thomas Jay è un bel libro.

Dopo uno sfortunato esordio, il romanzo di Alessandra Libutti è stato rivalutato e (giustamente) salvato dall’oblio, conquistando il ragguardevole traguardo della finale al Premio Calvino.

Le prime pagine sono eccellenti. Thomas Jay ci racconta le giornate spensierate dell’infanzia e le sfortunate vicende che lo conducono dritto in riformatorio, fino all’incontro con quel personaggio straordinario che è Max. Sarà proprio il colto e sensibile proprietario della lavanderia a trasformare un ragazzo impaurito e ribelle nell’autore del capolavoro In the Dim, in the Light.

Quando ho visto (perché mi è sembrato davvero di vederlo) Thomas Jay davanti alla bellissima libreria di Max, mentre leggeva rapito i titoli dei libri e li memorizzava nella silenziosa attesa di poterne avere prima o poi uno tra le mani, mi son detta: a questo romanzo assegnerò senz’altro cinque stelline.

La forma epistolare crea un’atmosfera di intimità e calore, le parole sono sempre scelte con cura e incasellate senza sforzo, lo stile è leggero e rigoroso al tempo stesso.

Nella seconda parte il registro cambia, e Ailie, la studentessa a cui sono destinate le lettere che compongono la prima parte del libro, diventa co-protagonista.

La variazione non mi è dispiaciuta, anzi l’ho trovata piacevole, solo che il miele comincia a contaminare i dialoghi, e la storia delle ripetute fughe e dei sentimenti che vi stanno alla base a tratti si fa pesante. In più Samuel Atkinson, il secondo maestro che Thomas Jay incontra sul proprio cammino, appare poco convincente. Peccato.

Resta comunque innegabile la gradevolezza della lettura e l’originalità dell’idea. Consigliato.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Alessandra

Libutti

Libri dallo stesso autore

Intervista a Libutti Alessandra


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Una mattina d'aprile del 1941 Virginia Woolf usciva di casa e si dirigeva come per una passeggiata verso il vicino fiume Ouse. A cinquantanove anni, la più grande scrittrice del Novecento aveva scelto di spegnere nel silenzioso fluire delle acque la tensione ormai insostenibile della sua esistenza. Sulla scrivania, due lettere di congedo e l'ultimo romanzo, "Tra un atto e l'altro", il più rarefatto e insieme il più struggente dei suoi capolavori. Tra un atto e l'altro di un'ingenua rappresentazione dilettantesca in un paese della campagna d'Inghilterra, si liberano i "momenti dell'essere" più squisitamente woolfiani: gli uomini, gli spettatori della vita, sono colti nel loro stato di protagonisti. Rigurgiti ansiosi, voluttuose fantasticherie, accensioni di desiderio, guizzi di rivolta, sottomissioni, monologanti lirismi percorrono un tempo neutro, un'ora zero della vita, e confluiscono in un unico stream che si oppone con fluida, magnetica tenacia alla tragica, banale fissità degli avvenimenti rappresentati. "Tra un atto e l'altro" è il romanzo del presente, del mobile, del fuggevole, del frammentario che anela a comporsi in unità, in una compiuta polifonia.

Tra un atto e l’altro

Woolf Virginia

L'amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L'autrice scava intanto nella natura complessa dell'amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l'Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l'andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l'autrice ci ha abituati... Non vogliamo dirvi altro per non guastare il piacere della lettura. Torniamo invece all'inizio. Dicevamo che L'amica geniale appartiene a quel genere di libro che si vorrebbe non finisse mai. E infatti non finisce. O, per dire meglio, porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell'infanzia e dell'adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto. Altri romanzi arriveranno nel giro di pochi mesi, per raccontarci la giovinezza, la maturità, la vecchiaia incipiente delle due amiche.

L’AMICA GENIALE

Ferrante Elena

ALMENO IL CAPPELLO – di Andrea Vitali

Questo libro rappresenta prima di tutto la narrazione della vita di una donna decisamente fuori dal comune, Else Kirschner. Vivacissima e trasgressiva, nella Germania della prima metà del Novecento, Else, figlia di genitori ebrei, cresce tenendo fede a due promesse fatte a se stessa: vivere la vita fino in fondo, da protagonista, e avere un figlio da ogni uomo che ama. Ecco allora Fritz, Hans ed Erich, mariti, compagni, amanti, padri rispettivamente di Peter, Bettina e Angelika, tre facce diverse dell'universo maschile egoista, debole e inadeguato. Ed ecco la Prima guerra mondiale, i favolosi anni '20 trascorsi in un frenetico girotondo di concerti, teatri e feste, gli anni '30 e il nazismo, le leggi razziali e l'esilio in Bulgaria. In quegli anni si sperimentano tutte le possibili combinazioni nei rapporti e tutte le possibili trasgressioni. Mille tessere di un puzzle tenute insieme da una donna prorompente, per certi aspetti quasi mitica, sicuramente memorabile. Intellettuali e sognatori, anche gli altri personaggi hanno grande forza realistica, ed è affascinante riconoscere il meccanismo di rimozione della realtà contro qualsiasi evidenza che tanti tedeschi hanno messo in atto durante la dominazione nazista e la guerra. Else cerca in tutti i modi di nascondere ai figli la reale entità della tragedia e così facendo produce disastri. Commosso, il lettore vorrebbe quasi intervenire nella storia per riparare i guasti di una vita spericolata in un mondo tragico.

TU NON SEI COME LE ALTRE MADRI

Schrobsdorff Angelica