Classici

Walden. Vita nei boschi

Thoreau Henry D.

Descrizione: Nel luglio 1845, Henry Thoreau lasciava la sua cittadina natale per andare a vivere in una capanna nei boschi del vicino lago di Walden. Il suo voleva essere un esperimento, che assumeva però risvolti politici e sociali insieme: era una scelta di "disobbedienza civile" verso una società di cui non condivideva gli ideali mercantili. Nell'introduzione Piero Sanavio spiega come il vagabondo di Walden, nel suo solitario rapporto con la natura, ricercasse un alfabeto segreto: quello del mitico New England di due secoli prima, dimensione morale, estetica e metafisica, prima ancora che semplice territorio geografico.

Categoria: Classici

Editore: Rizzoli

Collana: BUR Classici

Anno: 1988

ISBN: 9788817166546

Recensito da Serena Vissani

Le Vostre recensioni

Il romanzo di Thoureau è un’autobiografia riferita ad un’esperienza di vita nel bosco durata due anni e due mesi, che l’autore ha voluto tramandare ai posteri in forma scritta con il pretesto che tanti erano stati i suoi vicini ad interrogarlo su come fossero trascorsi questi due anni.

Siamo negli Stati Uniti della metà Ottocento, quando ormai l’America si appresta a diventare la grande potenza che si imporrà sullo scenario europeo agli inizi del Novecento: la mentalità capitalista ha preso piede e si è radicata a tal punto che l’autore auspica un ritorno ad una vita ispirata dai valori della natura.

L’America aveva rappresentato la più concreta delle utopie, cioè dei non-luoghi nei quali realizzare un mondo migliore, ma questo tentativo di creare un Eden sulla Terra è fallito inequivocabilmente. L’unico modo, secondo Thoureau, per redimere l’uomo, è un auspicato ritorno alla vita semplice, senza più quelle imposizioni della società moderna che si palesano come delle necessità e riducono l’uomo a prigioniero del suo lavoro e dei suoi beni.

Nel primo capitolo non casualmente porta la contabilità delle spese avute per la costruzione della sua capanna: questa è l’unica casa che l’autore abbia mai avuto; prima aveva posseduto solo una barca, dimora senza fondamenta.

Potrebbe stupire a questo punto la presenza di un secondo capitolo intitolato alle letture: siamo di fronte a un personaggio che ha alle spalle una grande varietà di fonti e modelli e pone l’esigenza della lettura solamente come seconda rispetto a quella della costruzione della sua dimora. Thoureau parla dei libri come dei residui dei più grandi uomini del passato: è quanto ci resta e va valorizzato, interiorizzando certe riflessioni ed adattandole ai tempi. L’autore condanna la superficialità con cui l’attività dello scrivere e del leggere sono considerati: dopo le prime attività didattiche si dovrebbe passare allo studio dei classici, cosa che invece non avviene. I classici, dice, sono scritti sempre in lingua morta, anche se tradotti, perché in effetti l’uomo moderno non sarà mai capace di riadattare il testo a quei valori e a quelle interpretazioni a cui possono giungere i fruitori contemporanei. Tuttavia la grandezza di un’opera sta proprio nel riuscire a superare il limite del tempo.

La formazione culturale dei suoi concittadini, secondo Thoreau, dovrebbe andare oltre la praticità e aspirare alla ricezione di un pensiero alto, in modo da formare una collettività che agisca secondo lo spirito delle istituzioni. La natura che è alla base dell’identità dell’uomo si allea con la poesia e l’arte: l’autore precisa apertamente, evitando qualsiasi possibile fraintendimento, che la rinuncia al capitalismo non consiste in nessun modo nel rifiuto della cultura.

L’opera è un inno alla vita, alla verità, alla purezza a cui l’uomo aspira ma alla quale già sa di non poter arrivare; quest’asindeto però non deve scoraggiare l’individuo. Thoreau l’ha sperimentato con la sua esperienza e attraverso la letteratura ha voluto trasmettere l’idea di una natura che sì, non mette l’uomo al centro del suo equilibrio, ma gli fornisce comunque quanto necessario per rimanere fedele a se stesso e sopravvivere dignitosamente.

Il romanzo ha avuto un largo successo nel Novecento, soprattutto in seguito alla diffusione dei movimenti ambientalisti, ed è considerato oggi uno dei classici della letteratura americana.

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D.

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