Letteratura femminile

Ti odio con tutto il cuore

Luzi Valeria

Descrizione: Susi ha trent'anni e vive a New York. Ha un fiuto straordinario per gli uomini sbagliati, tanto che ha inanellato una lunga serie di relazioni fallimentari. L'ultima le brucia ancora. Quando il padre decide di affidarle la gestione del ristorante di famiglia, "Da Totò", Susi è convinta che sia arrivata l'occasione giusta per dimostrare finalmente le proprie capacità. Ma una sorpresa indesiderata la attende dietro l'angolo: ad affiancarla ci sarà Michael Di Bella, chef tanto geniale quanto presuntuoso e maledettamente bello, per il quale Susi prova un odio profondo dai tempi del liceo... Ma, come spesso accade, la convivenza forzata, complici cibo e fornelli, può scatenare reazioni inaspettate e anche l'astio più antico può mutarsi in scintille. E passione...

Categoria: Letteratura femminile

Editore: Newton Compton

Collana: Anagramma

Anno: 2014

ISBN: 9788854168831

Trama

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Valeria

Luzi

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Intervista a Luzi Valeria

Venezia 1604. Una gondola fende l’acqua nera come il petrolio. La lanterna dell’imbarcazione illumina fiocamente il volto pensieroso di Paul Pindar, mercante dell’onorevole Compagnia del Levante. L’uomo si trova ormai a Venezia da diversi mesi e consuma le sue notti e il suo denaro tra gioco d’azzardo e cortigiane. Ma niente riesce a fargli dimenticare Celia, la sua promessa sposa, rapita dai turchi per la sua pelle di luna e i biondi capelli. La sua bellezza l’ha resa una delle favorite del sultano. Ma ora il suo destino è sconosciuto. Nessuno sa se sia ancora rinchiusa tra i cancelli dorati dell’harem di Costantinopoli, un mondo proibito e impenetrabile, o se sia scomparsa per sempre. Eppure, proprio quando Paul ha quasi perso la speranza di rincontrarla, ecco che fra le calli veneziane inizia a serpeggiare una voce sempre più insistente. Si dice che in città sia nascosta una misteriosa pietra, “L’Azzurro” del sultano, un diamante blu dal valore inestimabile appartenuto al sovrano di Costantinopoli. Pindar non ha dubbi: deve impossessarsene a tutti i costi. E’ convinto che il gioiello lo ricondurrà in qualche modo a celia. Ma la strada è irta di pericoli. Perché molti altri sono disposti a uccidere pur di averlo. L’unica in grado di aiutarlo è Annetta, una monaca che si trovain un convento di clausura nella laguna veneziana. Il suo è un passato oscuro, indissolubilmente legato al’harem. Pindar deve incontrarla e parlarle, almeno una volta. Niente è come sembra tra gli intricati corridoi del convento e dietro le grate delle celle monacali, che nascondono pericoli, rame silenziose e lotte di potere. E mentre l’ossessione del mercante per il misterioso diamante aumenta sempre più, diventa chiaro che ci sono altre forze segrete in gioco. Il diamante è reale o si tratta solo di un tranello per trascinarlo verso la rovina?

Il diamante dell’harem

Hickman Katie

Come ogni anno, un «padre che è anche un nonno» va in Svezia a curare i suoi interessi e visitare la famiglia che ha abbandonato. Il padre ha cultura e tradizioni che si scontrano con la «svedesità» dei figli. E il suo atteggiamento borioso non facilita di certo i rapporti. Un tacito accordo vincola il figlio a occuparsi di lui a ogni penoso ritorno. Ora che a sua volta ha dei figli, un lavoro che odia e una vita da cui vuole fuggire, forse in fondo non sopporta di vedersi riflesso nel padre. Anche sua sorella è già madre e incinta di un altro bambino che non è sicura di voler tenere: la sorte del feto sarà affidata a una singola connessione telefonica. Ma dieci giorni possono influenzare in modo inatteso le dinamiche di una famiglia tormentata dai fantasmi del passato e dai non detti del presente. Se per questi buffi personaggi, che potrebbero essere scappati dal set di un film di Wes Anderson, esiste una possibilità di riscatto, può venire solo dall’innocenza e dalla freschezza delle nuove generazioni.

La clausola del padre

Khemiri Jonas Hassen

Notizia sul testo, Note di commento, Cronologia della vita di Gabriele d'Annunzio a cura di Annamaria Andreoli. Nell'ebook si ripropone il testo di La figlia di Iorio raccolto in Tragedie, sogni e misteri, a cura di Annamaria Andreoli, con la collaborazione di Giorgio Zanetti, «I Meridiani», Mondadori, Milano 2013. Gli apparati informativi riproducono quelli pubblicati nell'edizione dei «Meridiani»; la Cronologia riproduce quella pubblicata nel primo tomo delle Prose di ricerca (a cura di Annamaria Andreoli e Giorgio Zanetti, «I Meridiani», Mondadori, Milano 2005). Scritta nel 1903, rappresentata nel 1904 e dopo due anni musicata, La figlia di Iorio è senza dubbio il capolavoro teatrale di Gabriele d'Annunzio, l'opera drammatica che più si avvicina, per toni e motivi, alla poesia delle Laudi. La vicenda appassionata e tragica di Aligi, che ha «dormito settecent'anni», e di Mila di Codro, peccatrice nel senso più arcaico e favoloso del termine, non ha infatti di reale che alcuni momenti indispensabili: il resto, il valore definitivo, bisogna ricercarlo nel modo con cui la realtà, per pura forza di poesia, riesce a trasformarsi in mito. La chiave di lettura di questa tragedia delle «nostalgie abruzzesi» è dunque nel senso totale della rappresentazione, nei sentimenti corali e religiosi che animano questi personaggi che, perduti i loro contorni concreti, si dissolvono in figure di sogno, in una dimensione lirica e senza tempo.

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La storia si snoda tra Italia e Argentina, intrecciando temi storici e politici in una trama avvincente, a metà tra thriller e spionaggio. Un anziano signore, Vincenzo Binetti, abita da solo in un appartamento nel quartiere Esquilino a Roma. Un giorno il vecchio sparisce e il suo vicino di casa, Flavio Bertone, commissario di polizia, cinquantenne, separato e con la delusione esistenziale di non essere diventato padre, si mette sulle sue tracce e scopre che il vero nome del vecchio non è Vincenzo Binetti, bensì Evaristo Torriani: un argentino dal passato avventuroso e contraddittorio, amico di Che Guevara, ma poi agente dei servizi segreti e, infine, nel ’78, anche cameriere personale di Jorge Luis Borges. Alcuni indizi, insieme all’intuito del commissario, fanno pensare che Torriani possa essere tornato nella sua città natale, Buenos Aires, dove vive ancora sua figlia Isabella. A Buenos Aires, il commissario incontra Isabella, convinta che il padre sia morto nel ’79, e poi scopre che i servizi segreti stanno cercando Torriani da trent’anni perché ritenuto responsabile di aver sottratto al governo una lista di nomi dei veri genitori degli orfani del regime di Videla.

IL CAMERIERE DI BORGES

Bussotti Mario