Narrativa

TUTTI PRIMI SUL TRAGUARDO DEL MIO CUORE

Genovesi Fabio

Descrizione: Per migliaia di chilometri, in auto, a piedi, su traghetti, bus e funivie, una carovana piena di colori tenta di stare dietro al ritmo furibondo imposto dai ciclisti che in tre settimane girano tutta l'Italia, dalla costiera amalfitana agli aspri profili del Vajont. Fa parte della carovana anche uno scrittore, che fin da bambino sognava di partecipare al Giro d'Italia e affronta questa avventura con entusiasmo assoluto, pronto a infiammarsi per l'epica che il ciclismo da sempre sprigiona. Ma presto scoprirà che la tenacia e la passione dei corridori sono solo una parte della storia. Perché sarà proprio tutto quello che accade intorno alla corsa a rendere il viaggio strepitoso. Lungo le strade secondarie, nel cuore selvatico o cementificato della provincia italiana, si rischia di perdersi a ogni bivio mentre si incontrano folle festanti e personaggi clamorosi, paesini pazzeschi come la gente che li abita, assessori dediti alla promozione di figlie cantanti, pompieri ballerini di break dance, maturi musicisti da pianobar che cercano di infilarsi in casting riservati agli adolescenti, oscuri poeti a caccia di editori... le mille impossibili follie che solo la vita vera ci può regalare. Alla passione ardente per il ciclismo - grandissima metafora della fatica e della gloria nascosta a ogni curva della vita - Fabio Genovesi unisce il suo impareggiabile umorismo, facendo di queste pagine la cronaca di un'impresa sportiva straordinaria e insieme il racconto stralunato e memorabile del nostro Paese, delle sue debolezze e dei suoi grandi sogni.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana: Libellule

Anno: 2013

ISBN: 9788804634188

Trama

Le Vostre recensioni

La retrospettiva romanzata del “Giro d’Italia 2013” comincia citando il colonnello Custer (“Non conta quante volte cadi, ma quante volte ti rimetti in piedi”), Dino Buzzati (citazione che non svelo) e Albert Einstein (“La vita è come andare in bicicletta. Per stare in equilibrio, devi continuare a muoverti”). La premessa già indica l’intento di quest’opera, veloce come la rotazione delle ruote della bici da corsa di un campione: vivere l’Italia grazie a un itinerario che combina paesaggi, emozioni, amore per lo sport e per la gente (“Certo la Ferrari è roba di classe, e il Motomondiale è spettacolare, ma l’Italia vera la trovi rappresentata nel suo modo di correre in bicicletta”).

Tutto nasce da un amore infantile (“Io quando sono grande faccio il Giro d’Italia”), da un sogno (“I sogni sono così, lisci e luminosi, e se ne fregano delle mille meschine esigenze di quella rompipalle che è la realtà”) che “il piccolo Fabio” non può realizzare per meriti sportivi, e allora… “all’epoca non l’avrei mai detto che al Giro poteva servire uno scrittore”!

Così Fabio Genovesi parte, nello staff del Corriere, con l’amico-autista (più amico che autista) Enzo, per un’avventura a tappe (“Paolo Tomaselli, il vero giornalista inviato dal giornale, ha a disposizione un’altra auto, guidata da un altro autista che si chiama Fabrizio”).

Con una prosa emozionante e ironica al tempo stesso, Fabio Genovesi conduce il lettore attraverso lo Stivale. Si parte dai colori di Napoli (“E poi scopri che, nello stesso giorno del tuo matrimonio, a Napoli arriva il Giro d’Italia e la salita per Posillipo è bloccata da mattina a sera”), si attraversano zone agresti (“Paolini è maglia rosa, i fagioli di Controne continuano a crescere pochissimi e buonissimi, e se passi da Spineta Nuova troverai una strada che è sempre spazzata di fresco”), si percorre la mitologica Calabria (“Allora ci provo, alzo la testa e chiedo agli dei chi vincerà il Giro”), sulla Cosenza-Matera si recita “un lungo rosario di paesini fantasma tra Calabria e Basilicata”, si attraversano tradizioni (“A Bari son giorni di festa per san Nicola. Stasera nella basilica si saprà se il santo ha donato la manna, un liquido trasparente e profumato miracolosamente prodotto dalle sue ossa, poi diluito in boccette a uso dei fedeli”), si affrontano dislivelli (come a Pescara “lungo strade che salgono e scendono di continuo”), si lambiscono le coste (per ritrovare a Gabicce Mare “una spiaggia di sabbia bella dritta e un pontile in mezzo”), si accarezzano sogni e illusioni degli italiani (“Passando da Arezzo… si sono mischiati per un attimo con un’altra folla di comparse che trascorrono la domenica in fila sperando di avere un piccolo ruolo nel prossimo film di Pieraccioni”)…

In breve tempo si raggiunge il Nord: dal Friuli (“Piccole cascate si buttano giù dai monti e si spaccano sulla roccia trasformandosi in un vapore magico, che formerebbe di sicuro mille arcobaleni se solo ci picchiasse un raggio di sole ogni tanto”) si passa in Slovenia e si smarrisce la strada, si trapassano dolori e lutti (come quello del  Vajont: “Io guardo la diga e la ferita del monte, viva come allora, e quella roccia friabile e ripida a strapiombo lassù”) incastonati nella “gola là in fondo a questi mondi affilatissimi”.

Ancora: si assaporano gusti unici (nelle Langhe: “Ma io non voglio finire a parlare di tartufi e salami, e nemmeno di barolo o dolcetto…”), si sfida il nebbione della tappa Cervere-Bardonecchia (“Oggi ho visto una tappa bellissima. Anzi, non l’ho vista, e forse è per questo che mi è piaciuta tanto, perché invece di vederla l’ho ascoltata”), si raggiungono picchi e vette (“Il Moncenisio piazzato a metà tappa per frollare le gambe in attesa del finale, è un paesaggio natalizio di casette col tetto bianco e il comignolo…”) per godere della “visione maestosa del Galibier” o per “vedere il monumento a Marco Pantani, lassù sul Galibier”

Nel romanzo di Genovesi gli sportivi e non (come il sottoscritto!) potranno rivedere gesta e curiosità relative ai più grandi corridori di tutti i tempi, ma soprattutto ciascuno potrà penetrare il segreto-paradosso della “solitudine del ciclista”, che in fondo è quello della solitudine dell’uomo: “Quando le tappe sono adatte alla volata, i tuoi compagni non hanno il passo per starti accanto e lanciarti nello sprint, quando invece ci sono le montagne, loro se ne vanno lassù a tutta velocità mentre tu annaspi da solo in fondo al gruppo, sperando di sopravvivere in qualche modo”.

Un romanzo che fonde cronaca, emozioni, nostalgie, valori umani e gusto per la vita. Un romanzo che si lascia leggere tra sensazioni agrodolci e un vago senso d’orgoglio per il nostro essere italiani.

… Bravo Fabio, forse io non ho titolo per dirlo, ma secondo me sei diventato davvero un ottimo ciclista!

 

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( 1 commento )

Chi manda le onde – i-LIBRI

[…] le onde? Sicuramente Fabio Genovesi, un autore che da queste pagine abbiamo già commentato con “Tutti primi sul traguardo del mio cuore”. E che, in questo romanzo, alterna la narrazione alla prima persona dell’ingenua Luna con la […]

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Fabio

Genovesi

Libri dallo stesso autore

Intervista a Genovesi Fabio

"Il libro più intelligente - ma anche il più divertente - di questi ultimi anni." Lars Gustafsson, Der Spiegel "Il libro è così ricco che permette tutti i livelli di lettura... Eco, ancora bravo!" Robert Maggiori, Liberation "Brio e ironia. Eco è andato a scuola dai migliori modelli." Richard Ellmann, The New York Review of Books "Precisamente il genere di libro che, se fossi un milionario, comanderei su misura." Punch "Quando Baskerville e Adso entrarono nella stanza murata allo scoccare della mezzanotte e all'ultima parola del capitolo, ho sentito, anche se è fuori moda, un caratteristico sobbalzo al cuore." Nicholas Shrimpton, The Sunday Times "E' riuscito a scrivere un libro che si legge tutto d'un fiato, accattivante, comico, inatteso..." Mario Fusco, Le Monde "E' un tipo di libro che ci trasforma, che sostituisce la nostra realtà con la sua... ci presenta un mondo nuovo nella tradizione di Rabelais, Cervantes, Sterne, Melville, Dostoevskij, lo stesso Joyce e Garcfa Marquez." Kenneth Atchity, Los Angeles Times "Mi rallegro e tutto il mondo delle lettere si rallegrerà con me, che si possa diventare best seller contro i pronostici cibernetici, e che un'opera di letteratura genuina possa soppiantare il ciarpame... L'alta qualità e il successo non si escludono a vicenda." Anthony Burgess, The Observer

Il nome della rosa

Eco Umberto

La guerra è finita da due anni e Charlie St Clair non ha ancora notizie della cugina Rose, dispersa in Francia. Stanca di quell'incertezza e dell'atteggiamento rassegnato della famiglia, per cui l'intraprendenza di Rose è sempre stata motivo d'imbarazzo, Charlie scappa di casa per andare a cercarla. Con sé ha un unico indizio: l'indirizzo di una donna di Londra. Tuttavia Eve Gardiner si rifiuta di collaborare. Sta per mettere alla porta quella ragazzina insolente, quando Charlie fa il nome di René, l'uomo per cui lavorava Rose. Allora Eve ci ripensa. Perché, cercando Rose, potrebbe finalmente trovare la vendetta che aspetta da trent'anni... Nel 1915, Eve Gardiner arriva a Lille con un documento falso e con l'entusiasmo dei suoi diciassette anni. Con quel faccino innocente, è la spia perfetta. Infatti viene subito assunta in un bistrot e gli ufficiali tedeschi che lo frequentano non si fanno remore a discutere i loro piani davanti a lei. L'unico che sembra accorgersi della sua presenza è il proprietario, René Bordelon, un collaborazionista scaltro e spregevole, che inizia a corteggiarla. Eve ancora non lo sa, ma René segnerà il suo trionfo e la sua rovina... Charlie ed Eve sono molto diverse, eppure condividono la stessa determinazione, lo stesso coraggio nel combattere per quello in cui credono. Facendo affidamento l'una sull'altra, intraprenderanno un cammino costellato di tradimenti e di segreti e, insieme, riusciranno finalmente a ritrovare la verità e, con essa, la pace.

Fiori dalla cenere

Quinn Kate

La casa di Asterione

Borges Luis Jorge

A dieci anni dal grande successo de "Il delfino", Sergio Bambarén torna a narrare le avventure oceaniche di Daniel Alexander Dolphin, con un percorso che si svolge fra le onde del mare aperto e nelle profondità del mondo interiore di Daniel. Questa volta Daniel dovrà capire se la sua continua ricerca di pace interiore possa coniugarsi con il desiderio e la necessità di creare una famiglia e di accudire una nuova vita che sta per nascere.

IL DELFINO

Bambarén Sergio