Giallo - thriller - noir

Trappola per lupi

Vallepiano Bruno

Descrizione: Mauro Bignami, professore di filosofia, ha due amici che gestiscono un B&B ed ospitano alcuni americani che soggiornano nella loro struttura. Sul green del Golf Club di Pleasant Valley, un caddy viene colpito a morte da un fucile di precisione durante una partita di golf, e questo evento coinvolge direttamente uno degli ospiti del B&B. Bignami spinto da curiosità e senso della giustizia, si lascia coinvolgere in questa vicenda, correndo grossi rischi ma imprimendo alla torbida faccenda lo sviluppo conclusivo.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Golem Edizioni

Collana: Le vespe

Anno: 2020

ISBN: 9788885785939

Recensito da Ornella Donna

Le Vostre recensioni

Trappola per lupi

Bruno Vallepiano, autore di numerosi libri, ha esordito come autore di libri gialli noir con Violazione di domicilio, a cui hanno fatto seguito Buio in sala, La dama blu, So dove parcheggi, In ginocchio da te, Non senza dolore, Oscuri percorsi, e Gioco fatale (ndr: clicca qui per leggere il nostro commento a La pietra delle masche). Ora torna in libreria con Trappola per lupi (ndr: clicca qui per acquistare il libro su www.amazon.itun bel giallo che contiene in sé tutte le caratteristiche del genere a cui appartiene.

La vicenda narrata si svolge su due piani temporali e ambientali nettamente differenti. Il primo vola lontano, a Washington, dove sul campo da golf viene ucciso un caddy con un colpo di fucile a precisione. Dall’altro andiamo a Gariola, paese della provincia Granda, vicino a Mondovì, dove Mauro Bignami con la bella moglie decide di andare ad aiutare dei cari amici, in difficoltà perché lei ha un cancro, nella conduzione di un albergo. Si trovano così a soggiornare in un noto B&B di proprietà dei loro amici, Paolo e Clotilde, dove conoscono degli strani americani, venuti in valle per ristrutturare un vecchio casale appartenuto ai loro antenati.

Chi sono costoro?

”Adam era decisamente quello più socievole dei tre. (…) Gabriel e Ryan erano meno socievoli. Non che fossero antipatici, intendiamoci, semplicemente parlavano meno e mostravano meno entusiasmo. Sembravano al traino di Adam. Soprattutto Ryan che appariva tra tutti il più taciturno e che in quel momento era arrivato nel cantiere insieme a Netty.”

Chi sono in effetti costoro? Cosa lega vicende avvenute in luoghi così lontani?

Nuove indagini si aprono per l’amato professore di filosofia, Mauro Bignami, con l’hobby della investigazione.

Il libro si divora con frenesia. È scritto con un linguaggio fluido e preciso, dove traspare l’amore che l’autore nutre per il territorio e in particolare per le montagne. Il romanzo, specchio di mali che affliggono la società moderna, tratta con sagacia narrativa temi importanti, quali l’amicizia vera, il ruolo importante e saggio degli anziani, la bramosia e la cattiveria di alcuni lupi a “due gambe” che agiscono sugli altri con vivida scaltrezza, il ruolo del territorio e l’importanza della sua salvaguardia. La costruzione narrativa è condotta con metodo, spesso intervallata da dialoghi frizzanti e a tratti ironici. La lettura si rivela molto intrigante e avvincente e coinvolge il lettore anche in considerazioni storico-politiche. Davvero un’ottima prova letteraria condotta con grande saggezza e precisione da un autore che dimostra, ancora una volta, di essere di grande qualità.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Bruno

Vallepiano

Libri dallo stesso autore

Intervista a Vallepiano Bruno

Le stazioni del vento

Nicoletta Vinciguerra

Presentazione dell'autore. La storia si ispira a un film cult della tensione in bianco e nero: “La scala a chiocciola”, una vicenda nella quale l’assassino elimina persone affette da difetti fisici. In questo romanzo l’omicida seriale uccide donne che soffrono di fobie, con una particolarità sorprendente: “firma” i delitti depositando una maschera sul viso della vittima. Secondo la criminologia, quando un assassino copre – generalmente con un lenzuolo – la sua vittima, nell’atto esprime pietà tardiva o un legame affettivo con il cadavere. Se l’omicida seriale de “Il carnevale dei delitti” nasconde i suoi misfatti non con un lenzuolo, ma con una maschera, cioè con un oggetto altamente simbolico, ecco che allora la Bautta, la maschera d’oro di Tutankhamon, il Quetzalcoatl azteco o Brighella costituiscono indizi da interpretare, all’interno di una follia criminale che serpeggia tra le fiabe e la psicanalisi. Gli omicidi vengono compiuti sullo sfondo di situazioni torbide o di manifestazioni evocative: una villa ove si pratica lo scambismo, il carnevale di Venezia, la spettacolare spiaggia delle uova di Ventimiglia … L’indagine si svolge nell’atmosfera magica del lago di Como

Il carnevale dei delitti

Elpis Bruno

Napoli e la sua gente, il presente e il passato di una città e di un'intera nazione affamati di speranza e di futuro. Ermanno Rea torna con "La comunista" sui suoi passi, torna a "Mistero napoletano", ma il personaggio che ci presenta non è più, come in quel vecchio romanzo, una donna in carne e ossa bensì il suo fantasma, una creatura evanescente anche se, a momenti, terribilmente reale, capace di parlare, sorridere, piangere, come quando era viva e colmava ogni possibile vuoto con la sua incontenibile esuberanza. Anche adesso, benché fantasma, Francesca riempie di sé la scena del racconto, svelando pian piano la ragione del suo "ritorno" a Napoli. Testimone e messaggera, questa presunta donna-scandalo allude a una resurrezione ancora possibile della città, che può essere salvata - ella dice - soltanto dall'utopia, da un pensiero folle, da una passione, dalla capacità collettiva di credere nell'impossibile. Anche "L'occhio del Vesuvio" è una storia che ha, a sua volta, i colori e lo spessore dell'allucinazione. La trama è lineare, soltanto che è sovrastata dalla presenza minacciosa del Vesuvio, trasformato esso stesso in attore, personaggio neppure troppo secondario della vicenda. Distruggerà Napoli? La domanda è ripetutamente evocata, soprattutto dal co-protagonista del racconto, il grecista Lucio Ammenda, insaziabile e disordinato collezionista di libri, parte dei quali dedicati proprio al "formidabil monte" e ai suoi misteri.

La comunista

Rea Ermanno

Pubblicato nel 1957 nella collana einaudiana "I Gettoni", sotto la direzione di Elio Vittorini, torna in libreria "Gymkhana-Cross", di Luigi Davì: racconti sulla quotidianità di piccoli eroi, ragazzi di ieri divisi tra fabbrica, ragazze, compagni, in una città, Torino, che con la Fiat marciava a grandi passi verso la modernità. Con una scrittura vivace, gergale, asciutta, Gymkhana-Cross descrive un tempo e un mondo in cui gli operai avevano ancora un paradiso, e qualche santo a cui rivolgersi: Davì narra ciò che vede e sperimenta, nell'orizzonte circoscritto di giornate umili e banali, alla periferia di tutto, spesso anche dei cambiamenti. Per portare fino a noi il sapore di gesti semplici (un bicchiere di vino, una partita a bocce), declinati, oggi, con il sentimento dolce della malinconia.

GYMKHANA – CROSS

Davì Luigi