Narrativa

TRE CONCERTI

Bocchi Vittorio

Descrizione: Nell'incanto sospeso sulle rive del Grande Fiume, un uomo, finalmente in pace con se stesso, rievoca dall'oblio in cui era caduta una storia di seducente passione, dove musicisti e amanti, spie e combattenti, seguendo le note dei tre concerti per pianoforte di Ciajkovskij, percorrono una strada di amore e morte.

Categoria: Narrativa

Editore: Edizioni Pontegobbo

Collana:

Anno: 2012

ISBN: 9788896673270

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

 

Al concerto avevo un posto in prima fila […] Vidi entrare la sua figura […]. Indossava un lungo vestito azzurro che lasciava nude le spalle, sulle quali giocavano i capelli. Era ancora più bella se possibile. Nel ricordo, agli applausi del pubblico per quella apparizione si unisce la musica del primo movimento del primo concerto: Allegro non troppo e molto maestoso. Allegro con spirito […] L’intero primo concerto fluì tra le sue dita, come l’acqua nell’accogliente letto del fiume. Nel finale Allegro con fuoco, lampi di colore si dispiegarono sul ricordo dei luoghi della nostra infanzia”.

Il pensiero corre al paese sul fiume, in cui il protagonista di queste pagine torna ogni anno per trascorrere le vacanze estive e rivedere i suoi amici di sempre. Tra di loro Matilde, intensa e ribelle come le note che, inesorabile, l’animo di lei incide sulla tastiera del pianoforte e nel cuore del suo caro amico.

Le gite sul fiume, la pesca, le balere e la spiaggia, la musica di Matilde, il giardino tropicale di zia Giovanna e l’allegria di Agnese, rendono quei giorni d’estate il tempo ideale in cui rifugiarsi – anche a distanza di anni – dalla vita. Il luogo in cui perdersi e sempre ritrovarsi.

Fino all’estate del 1937, quando la realtà irromperà nelle loro esistenze: l’impegno antifascista di Matilde e l’arrivo di Jurij – esule trozkijsta – li allontaneranno, loro malgrado, sino ai giorni di Londra e al concerto in cui il protagonista ritroverà, insieme alle note di Ciajkovskij, la sua amata e con lei la memoria dei giorni perduti.

Nel secondo concerto, quella sera, Matilde carpì il segreto di tale spirito musicale; malinconia, felicità, tristezza, eroismo titanico, si dispiegarono nell’aritmetica delle note. In fondo ella stava suonando la sua esistenza: nel primo la dolcezza dell’infanzia, nel secondo la passione d’amore e la passione civile di una giovane donna. Aveva sempre vissuto all’estremo, nell’imminenza della gioia e della tragedia. Questo, lo si sentiva nella sua musica”.

Nel mezzo, tra l’amore disperato di Matilde per Jurij, la sua fuga in Spagna – dove sull’Ebro, combatterà la dittatura franchista – e l’azione del protagonista sull’Appenino a fianco delle formazioni partigiane, si compirà il loro destino che, improvviso, tornerà a travolgerli sulle note del terzo concerto di Ciajkovskij.

Qualcuno entrò nella sala che già iniziava il terzo concerto; un unico anomalo movimento, che ironicamente porta il nome di Allegro. Mai Allegro ha profuso tanta disperata passione […]. Riprese a suonare col tempo giusto, e con la musicò evocò gli anni più intensi della sua vita. Che furono anche gli anni miei, di Agnese, dei nostri amici, di una gioventù che volò attraverso le tempeste e gli splendori della passione”.

Vittorio Bocchi scandisce il tempo della storia con il ritmo incalzante di un Allegro. La scrittura fluisce sullo spartito traducendo il lettore in una dimensione incantata, sulle rive di un fiume noto della campagna italiana, lungo i giorni della memoria.

La storia di amicizia e di amore, appassionata e a tratti violenta, dei suoi protagonisti viene raccontata con estrema delicatezza ed eleganza. Le pagine del breve romanzo attraversano, cariche di emozioni, le vite dei personaggi tratteggiandone con abilità le intense vicende umane, anche alla luce dei drammatici eventi storici di quel periodo.

Lo scrittore mantovano ci conduce in luoghi familiari attraverso un viaggio in bianco e nero, che evoca orizzonti ed ideali ormai lontani e fa riaffiorare ricordi ancora vivi nella memoria collettiva. La lettura procede al ritmo delle note musicali del grande compositore russo, protagonista straordinario di queste pagine.

Friedrich Nietzsche affermò che avrebbe dato tutta la felicità dell’Occidente per contro avere un po’ della tristezza dei russi”. Aveva ascoltato Ciajkovskij.

Da leggere.

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