Narrativa

Tre donne

Maraini Dacia

Descrizione: Ogni donna è una voce, uno sguardo, una sensibilità unica e irripetibile. Lo sono anche Gesuina, Maria e Lori, una nonna, una madre e una figlia forzate dalle circostanze a convivere in una casa stregata dall'assenza prolungata di un uomo. Tanto Gesuina, più di sessant'anni e un'instancabile curiosità per il gioco dell'amore, è aperta e in ascolto del mondo, quanto Maria, sua figlia, vorrebbe fuggire la realtà, gli occhi persi tra le carte di traduttrice e i sentimenti rarefatti rivolti a un altrove lontano. Il ponte tra questi due universi paralleli è Lori, sedici anni fatti di confusione e rivolta, che del cuore conosce solo il ritmo istintivo dell'adolescenza. Ma il fragile equilibrio che regola la quotidianità di queste tre generazioni è destinato a incrinarsi quando un uomo irrompe nelle loro vite, e ristabilirne uno nuovo significherà abbandonarsi alla forma più pura di passione, quella per la libertà. Tre donne illumina i percorsi nascosti e gli equilibri impossibili del desiderio, li fotografa con un taglio inedito che ne coglie le delicate sfumature in tutte le età della vita.

Categoria: Narrativa

Editore: Rizzoli

Collana: Rizzoli narrativa

Anno: 2017

ISBN: 9788817096966

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Tre donne di Dacia Maraini – Gesuina, Maria e Lori rappresentano tre generazioni e tre punti di vista, forse anche tre fasi dell’evoluzione esistenziale della donna.

Sessantenne che intende gustare ancora i piaceri della vita (“Ti rendi conto che quello è un ragazzo, ha la mia età e tu potresti essere sua nonna!”) e non disdegna di affacciarsi al nuovo mondo social, con i suoi miraggi e le sue degenerazioni, Gesuina ha un passato di attrice (“Finché sono viva mi voglio divertire, Come Mirandolina?”) e un presente d’infermiera a domicilio (“Devo mantenere la mia fama di regina della siringa”).

Quarantenne che apprezza la cultura e sogna l’amore vero (“Molto più soddisfacente sognare attraverso le parole scritte che attraverso una macchina diabolica che sembra avvicinare le persone nel momento stesso in cui le allontana”), Maria vive di traduzioni (“Flaubert mi fa dannare. Perché ha detto Emma Bovary sono io, se poi la bistratta, la disprezza, la considera una nemica?”) e coltiva un sentimento puro per un transalpino.

Giovane superficiale e umorale, Lori frequenta un compagno benestante (“Il tuo drago sulla schiena”) e dedica un po’ del suo tempo libero a una clochard alla quale confida i suoi segreti.

Un bel giorno François s’introduce nella casa delle Tre donne e, come già fece l’ospite nel Teorema di Pasolini, spariglia l’equilibrio tra le Tre donne (“Non è colpa tua, François, i corpi a volte tradiscono. Le conseguenze di solito sono nulle ma in questo caso avete concepito un figlio e tutto è diventato più complicato”). 

Dacia Maraini ancora una volta affresca una storia nella quale la donna è protagonista indiscussa.

E l’uomo?
L’uomo è il coreografico e apatico François (“François diventa sempre più ozioso e sempre più bello, addirittura splendente come un san Michele pronto a trafiggere il drago”), è Simone il fornaio – impotente, infedele, con il desiderio di figliare – o il fedifrago Filippo, che Gesuina conosce via web e che cerca d’imporre una nuova logica di dominio e supremazia (“Secondo me neanche lui vuole veramente incontrarmi, ma possedermi via etere, virtualmente farmi sua, tutta sua e pronta a un abbraccio che non avverrà mai anche se avverrà tutti i momenti nella sua immaginazione e forse anche nella mia”)…

Bruno Elpis

A questo link trovate la nostra intervista a Dacia Maraini

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Dacia

Maraini

Libri dallo stesso autore

Intervista a Maraini Dacia


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

“Ci sono momenti nella vita…” in cui si vorrebbe scomparire, “mandare avanti veloce”, come davanti a un film dell’orrore. E questo per Consolata Bogetto, nome dovuto alla delirante fede di sua madre, è uno di quei momenti. Mentre aspetta l’autobus, sotto una pioggia scrosciante, ovviamente sprovvista di ombrello, in attesa di raggiungere l’odiato ma inevitabile pranzo domenicale dai suoi, incontra l’uomo che le ha spezzato il cuore. E ovviamente lei non è, come in tutti i sogni a occhi aperti che ha fatto nell’ultimo anno (e tre mesi e relativi giorni e ore), accompagnata da un uomo meraviglioso e adorante, fasciata in un abitino sexy, nel privé di un locale trendy. Ma è in mezzo alla strada, con i capelli incollati al volto e il trucco sciolto, mentre lui la saluta da un ombrello formato gigante accanto alla nuova impeccabile compagna e a una carrozzina rosa. Quando si dice “fortuna”. Meno male che nella sua vita ci sono alcuni punti fermi. La famiglia: una madre logorroica che per vederla sposata sarebbe pronta a uccidere e una sorella minore già sistemata da anni. Il lavoro in una libreria che le ha dato grandi soddisfazioni, come passare dal reparto “Hobby e Turismo” a “Gola e Cucina” dopo solo dieci anni. Per non parlare del suo migliore amico che, da quando ha ben pensato di innamorarsi della donna perfetta (cuore di Madre Teresa e corpo di Nicole Kidman), la trascura. Ma forse a tutto questo c’è una soluzione.

QUASI QUASI M’INNAMORO

Mittone Anna

Che cosa può spingere un vecchio fantasma aristocratico sull'orlo della depressione? Il povero Sir Simon di Canterville, che in preda a uno scatto d'ira uccise la moglie, è condannato a un eterno vagare per il castello, con l'unica gioia rimastagli di far scappare dalla paura ogni nuovo inquilino. Ma non ci sono catene scricchiolanti e ululati sinistri che tengano, quando ad abitare il castello arrivano il ministro americano Hiram B. Otis e famiglia. Contro il loro scetticismo, le burle dei gemelli e il pragmatismo della signora Otis che lava le pozze di sangue con lo smacchiatore, il povero fantasma finisce nel ridicolo, fino a desiderare di morire di nuovo.

Il fantasma di Canterville

Wilde Oscar

Le nostre conoscenze sull’umano, sulla vita, sull’universo, sono in piena espansione. Sono anche separate e disperse. Come legarle fra loro? Come affrontare problemi che sono nello stesso tempo complessi e vitali? La risposta di Edgar Morin è luminosa di intelligenza e accessibile a tutti. L’autore ci invita a “pensare globale”, cioè a considerare l’umanità nella sua natura “trinitaria”, poiché ciascuno è nello stesso tempo un individuo, un essere sociale e una parte della specie umana. L’umanità è trascinata nella corsa sfrenata della mondializzazione: la riflessione di Morin ci propone di scrutare il suo futuro senza cedere alla facilità dei luoghi comuni né alle ingiunzioni dell’attualità.

Sette lezioni sul pensiero globale

Morin Edgar

Testamento spirituale del maggiore poeta finlandese. i "Canti di Pentecoste", raccolta di ballate, leggende e miti, sono le tappe di un viaggio in un immaginario intimo e primitivo e un maestoso sforzo poetico di sintesi tra coscienza europea, tradizione balto-finnica e simbolo universale. Redatti in due tomi (1903 e 1916) ed ispirati alle "cerimonie liriche di Pentecoste" o helkajuhla di Ritvala, rito pagano della fertilità permeato da elementi del cristianesimo medioevale, i ventinove poemi sono riflessioni originali e profonde sulle questioni centrali del pensiero moderno: il superuomo e la volontà eroica di fronte alla morte, lo slancio faustiano e la magia come riscatto cosmico dell'io, l'identità nazionale, l'interpretazione romantica e la dimensione tragica, vero sigillo d'equilibrio tra forze apollinee e dionisiache.

Canti di Pentecoste

Leino Eino