Narrativa

TUTTE LE FAMIGLIE FELICI

Fuentes Carlos

Descrizione: 'Tutte le famiglie felici si somigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo": comincia così Anna Karenina e da quando Tolstoj ha usato queste parole per introdurre la storia di una delle famiglie più infelici della letteratura di tutti i tempi, a sentir parlare di "famiglie felici" vengono subito i brividi. Nemmeno le famiglie di Fuentes si sottraggono a questo destino: sedici racconti brevi intervallati da altrettante prose in versi in cui, inutile dirlo, nessuna famiglia è davvero felice né lo sarà mai. Un padre in punto di morte impone un diabolico rituale di lutto alle sue tre figlie. Un marito abbandona la sua bellissima moglie per una cugina molto meno avvenente. Una madre intrattiene una corrispondenza con l'assassino di sua figlia. Un fratello scredita l'altro pur di non compromettere la sua carriera. Un amante gay tradisce il suo storico partner per un giovincello.

Categoria: Narrativa

Editore: Il Saggiatore

Collana:

Anno: 2009

ISBN: 9788842814474

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Nella letteratura ci sono poche famiglie felici…perché, giustamente, la letteratura non è fatta per ritrarre la felicità, ma la disgrazia

(C. Fuentes).

Per lo scrittore messicano Carlos Fuentes la famiglia è il contenitore tragico, in cui l’individuo raramente può trovare la propria realizzazione. Il nucleo familiare, con le sue numerose contraddizioni, diventa la gabbia da cui il singolo desidera fortemente allontanarsi, ma che finisce inevitabilmente per diventare lo specchio del proprio fallimento. Tale convinzione arriva quando, inesorabile, la vita ha fatto il suo corso e l’uomo si trova a dover fare i conti con i segni del tempo.

E’ la disillusione della cantante di boleri e moglie Elvira Morales di fronte alla “paccottiglia della vita coniugale“; è il mondo di miseria e di violenza dei coniugi Cordelia e Alvaro, vittime e carnefici della fine di un amore che ha il sapore acido del disprezzo; è la morale religiosa con il suo retaggio di ipocrisie e riti ancestrali che produce la castrazione di ogni slancio amoroso perchè, come la giovane e bella moglie Ana Fernanda dice, “Amare è non parlare d’amore“; è anche l’amarezza dei giorni perduti e non vissuti degli amanti
Lucila e Manuel.

Fuentes insinua il seme della ribellione nei rapporti tra genitori e figli, tra l’individuo e la società, tra l’aspirazione personale, le naturali inclinazioni ed il comune sentire.

E’ la ribellione silenziosa ed efficace di Marcos, figlio disubbidiente di Isaac Buenaventura “ancorato al suo posto a capotavola”, che non si lascia plasmare da un destino imposto e non condiviso; è quella sofferta ed urgente del padre Generale Marcelino Miles, diviso tra il dovere di annientare un gruppo di rivoluzionari ed il rispetto per il figlio ribelle al loro comando, nella convinzione ancora più rivoluzionaria che “il traditore è esecrabile, il ribelle rispettabile“; è la speranza della madre Dona Medea per un mondo di
pace e normalità in un quartiere dove il crimine è rimasta “l’unica risorsa”.

I racconti di Fuentes, la cui narrazione si dispiega attraverso lettere, testimonianze, flussi di pensieri e di coscienza, sono scanditi da brevi poemi, i cori, che rappresentano “la voce della collettività“, l’urlo disperato degli “umiliati”, degli indifesi e dei discriminati, delle bande giovanili in un Messico che non lascia scampo ai poveri, assoldati spesso dall’esercito del narcotraffico. E’ l’urlo di coloro a cui la società moderna ha tolto la voce.

Tra quei versi c’è tutta la realtà del vivere: le paure, la rassegnazione, l’amarezza, il conflitto, la morte, la rabbia e la miseria. Quelle voci sono figlie di quei contenitori tragici, di quelle gabbie dorate in cui si consumano le vite dei singoli.

L’autore, tra gli altri, de “La morte di Artemio Cruz” e de “L’Ombelico della Luna”, tratteggia in maniera esemplare e dissacrante la famiglia, scardinando convinzioni e certezze, mettendo a nudo miserie e debolezze di un sistema arcaico e crudele, dove i più deboli rimangono intrappolati e i più audaci emarginati.

La sfida di Fuentes è forse quella di destabilizzare il lettore e spingerlo verso una “redenzione” costruttiva della famiglia, quale espressione e realizzazione delle aspirazioni dei suoi componenti, senza alcuna cieca mortificazione degli slanci e delle identità dei singoli.

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