Narrativa

TUTTO É VANITÁ

Schwarz Christina

Descrizione: Le due amiche d'infanzia Margaret e Letty, entrambe trentacinquenni, sono molto insoddisfatte della propria vita. Margaret decide di dare una svolta alla sua esistenza licenziandosi dal lavoro per dedicarsi anima e corpo alla scrittura, certa di diventare un'autrice di bestseller. Letty, madre di quattro figli, stretta nella morsa della quotidianità, approfittando della promozione del marito, concentra tutti i suoi sforzi nell'apparire e nel farsi accettare dalla "high society" di Los Angeles. Ma Margaret, che non ha una vera storia da raccontare, quasi inconsciamente inizia piano piano a rubare all'amica i suoi momenti di vita per trasporli a sua insaputa nel suo romanzo.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana:

Anno: 2003

ISBN: 9788804511830

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Quando l’ambizione ti divora e dventa la tua ragione di vita, è facile perdere il controllo.

Margaret non è riuscita a realizzare il suo grande sogno, diventare una scrittrice di successo, e, come spesso accade, si è accontentata di un lavoro che le dà certezze ma non la entusiasma, che le garantisce l’approvazione della “gente comune” ma non è in grado di regalarle la serenità e l’appagamento di cui ha bisogno.

Così, fortemente convinta del proprio talento, decide ad un certo punto di rischiare il tutto e per tutto: lascia l’insegnamento e comincia a dedicarsi esclusivamente alla stesura del suo capolavoro.

Purtroppo ed inaspettatamente, però, l’ispirazione langue… Che fare? Margaret è in preda al panico.

Poi, l’idea: anziché inventare una storia di sana pianta, inizia a rubare particolari dalla vita dell’amica Letty.

In effetti, è qualcosa che fanno un pò tutti gli scrittori: in ogni libro si rispecchia sempre la vita di chi lo ha scritto e delle persone che l’autore ha incontrato sul proprio cammino.

Il problema è che Margaret varca il confine e, per rendere più avvincente il suo romanzo, arriva addirittura a condizionare la vita dll’amica…

Il finale, molto amaro, è una fustigazione della vanità.

Mette tristezza, Margaret, tradita dai suoi sogni e traditrice di ciò che si accorge troppo tardi essere veramente importante.

Ma è davvero responsabile di ciò che è accaduto? O preferisce crederlo per preservare il suo amor proprio e vivere il fallimento come una giusta punizione e non come una vera disfatta?

Voto: 9

Avevo scoperto molto presto che non tolleravo di avere torto. Ero piena di comprensione quando gli altri sbagliavano, ma, sventuratamente, lo facevo soltanto in parte per gentilezza d’animo. Per il resto, la mia capacità di perdonare derivava dalla convinzione che gli altri non potessero essere all’altezza degli scopi smisurati che io mi prefiggevo. Tutti facevano errori, ma io non ero tutti

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