Giallo - thriller - noir

Tutto questo ti darò

Redondo Dolores

Descrizione: Quando una coppia in divisa bussa alla sua porta, Manuel, scrittore di successo ossessivamente dedito alla stesura del prossimo bestseller, intuisce all'istante che dev'essere accaduto qualcosa di grave ad Alvaro, l'uomo che ama e al quale è sposato da anni. E infatti il corpo senza vita del marito è stato ritrovato al volante della sua auto, inspiegabilmente uscita di strada tra le vigne e i paesaggi scoscesi della Galizia, a chilometri di distanza dal luogo in cui Alvaro avrebbe dovuto trovarsi al momento dell'incidente. Sconvolto, Manuel parte per identificare la salma. Ma giunto a destinazione si ritrova invischiato in un intrico di menzogne, segreti e omissioni che ha al centro la ricca e arrogante famiglia d'origine del marito. Con l'aiuto di Nogueira, poliziotto in pensione dal carattere ruvido, e di Padre Lucas, il prete locale amico d'infanzia di Alvaro, Manuel indaga sulle molte ombre nel passato dei Muñiz Dávila e sulla vita segreta dell'uomo che si era illuso di conoscere quanto se stesso.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: De Agostini

Collana:

Anno: 2017

ISBN: 9788851153274

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Tutto questo ti darò di Dolores Redondo, romanzo vincitore del premio Bancarella 2018

Un po’ come accade ne Le fate ignoranti di Ozpeteck , la doppia vita di Alvaro si manifesta – dopo la sua morte – all’ignaro Manuel, uno scrittore (“L’insegnamento… sarebbe tornato, una volta terminata la sua breve avventura con quella grande prostituta della letteratura che era la narrativa”) che ha conosciuto il giovane gallego a una fiera editoriale (“Me lo firmi, gli aveva chiesto porgendogli per l’ennesima volta il libro”) e se ne è innamorato. 

Dal tragico momento in cui Manuel apprende che Alvaro è perito in un incidente stradale, è tutto un susseguirsi di spiacevoli scoperte (“Alvaro desiderava essere sepolto nel cimitero di famiglia”) che gettano un sinistro cono d’ombra su un rapporto coniugale che sembrava perfetto, un crudele senso di estraneità (“Tutti gli apparivano estranei, così come il marchese di Santo Tomé, l’uomo senza la fede al dito o il proprietario di quell’altro cellulare”) e anche il sospetto del tradimento (“Tonino spaccia tutto per campare, ma è anche un noto marchettaro”) e di altro ancora (“Magari si drogava”).

Manuel scopre nell’ordine che Alvaro gli ha mentito sulle sue assenze, appartiene a una famiglia nobile della Galizia, frequentava un postribolo con il fratello Santiago (“Sapevi che quando è morto non portava la fede al dito? Sapevi che andava a puttane con suo fratello?”) e dirigeva una fiorente attività vinicola. Senza contare che Manuel scopre altresì di essere l’erede universale del marito (“Grinan… sono un notaio, mi occupavo degli affari di suo marito e sono il suo esecutore testamentario”) e, perciò, il nuovo proprietario delle sue ricchezze e tenute.

Dispiacere dopo dispiacere, Manuel si lascia convincere dal tenente Noguera (“Era suo… suo marito, lei potrebbe addirittura richiedere un’autopsia”) che l’incidente di Alvaro in realtà è un omicidio (“Presentava una ferita sul fianco destro”) e, in compagnia del poliziotto in pensione e di don Lucas (“Sono stato con Alvaro in seminario”), un prete amico di Alvaro, s’inoltra nei complessi rapporti familiari della nobile stirpe del marito.

Qui emergono un passato di abusi e un presente di menzogne e ipocrisie, ove le apparenze della nobiltà (“Il Corvo… lei è sempre qui a vigilare”) nascondono veleni, inganni e fatti inspiegabili (“Era stato lui a infilargli nelle tasche le gardenie?”).

Il voluminoso romanzo scorre veloce, ma produce un senso di sazietà da eccessi: di malvagità, di presunti fratricidi, di falsità.
Alla fine, la storia – una vera ecatombe per la discendenza del marchese Muniz de Davila – risulta poco credibile, travolta com’è da lutti e menzogne.

Bruno Elpis

Il sito web di Dolores Redondo

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