Giallo - thriller - noir

Un appartamento a Parigi

Musso Guillaume

Descrizione: Parigi, un appartamento senza inquilini nel centro della città, silenzioso, troppo perfetto per non nascondere misteri. Madeline, una giovane poliziotta di Londra, lo prende in affitto per cercare un po' di riposo, dopo una serie di casi non risolti e la crisi della sua storia d'amore. Per un errore tecnico, nella stessa casa arriva anche Gaspard, venuto a Parigi per isolarsi e scrivere in tranquillità la sua nuova opera teatrale. Queste due anime solitarie e irrequiete sono così costrette a vivere assieme per qualche giorno. L'appartamento era di proprietà del celebre pittore Sean Lorenz che lo usava anche come studio, e in quelle stanze si respira ancora la sua passione per i colori e per la luce. Distrutto dall'assassinio del giovane figlio, Lorenz è morto l'anno precedente l'arrivo dei due inquilini, lasciando in eredità tre dipinti, che tuttavia risultano oggi scomparsi. Affascinati dal suo genio e colpiti dai molti misteri che avvolgono la sua vita e, soprattutto, la sua morte, Madeline e Gaspard decidono di unire le forze per ritrovare le opere dell'artista. Ma per arrivare a scoprire il segreto che si nasconde dietro l'enigmatica figura di Sean Lorenz, Madeline e Gaspard dovranno affrontare i loro demoni in un'indagine che li cambierà per sempre.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: La nave di Teseo

Collana: Oceani

Anno: 2017

ISBN: 9788893441841

Recensito da Elpis Bruno

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Per un equivoco Madeline e Gaspard si ritrovano in Un appartamento a Parigi (“Cursum Perficio era una casa-atelier degli anni Venti”): quello appartenuto al talentuoso pittore Sean Lorenz, ex graffitaro. Prende così il via il nuovo romanzo di Guillaume Musso, per certi versi connesso ad alcuni romanzi precedenti (“Il caso Alice Dixon l’aveva distrutta”) dello scrittore francese.

Entrambi i protagonisti sono alle prese con problemi personali: Madeleine insegue una maternità desiderata, il drammaturgo Gaspard deve scrivere l’ennesima opera, ma la sua misantropia comincia a stargli stretta rispetto a un ciclo vitale privilegiato ma insoddisfacente (“E poi, sei mesi di navigazione attraverso le Cicladi… E lui tornava a rifugiarsi in territorio americano, nel suo chalet nel Montana… E poi c’era quel famoso mese di scrittura a Parigi”). Per contro, i misteri che avvolgono la vita e la morte del pittore sono coinvolgenti, affascinanti, stimolanti e passano attraverso l’ambiguità di due colleghi graffitari, una moglie tanto amata quanto raffigurata (“Le 21 Pénélopes”), un figlioletto che sembra perito nel corso di un tragico rapimento.

Il consueto vortice di avventure rocambolesche (“La zebra è un codice QR”) s’intreccia con il sottofondo artistico (“Il cranio di diamanti di Damien Hirst e le sue tassidermie in formaldeide, le aragoste di Jeff Koons esposte al castello di Versailles… gli spray provocatori di Bansky, l’abete natalizio a forma di sex toy di Paul McCarthy…”) e drammatico, tipico dei romanzi di Guillaume Musso. Nella memoria del lettore queste vicende si mescolano e lasciano un retrogusto ibrido: di déjà vu (“È giunto il tempo di accendere le stelle”), di nostalgia per i primi romanzi che rappresentavano una novità.

Bruno Elpis

Il sito web di Guillaume Musso

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Quando facciamo una scelta - che si tratti di amore, lavoro, casa, figli - il più delle volte non è il 100% di noi a prendere la decisione. Una parte non piccola continua a essere innamorata dell'uomo che si sta lasciando, dell'appartamento da cui si sta traslocando, delle pause caffè con i colleghi di sempre. Queste cose non scompaiono come avviene nei film o nei romanzi. Lí, il protagonista sceglie di cambiare vita, si sposa o divorzia, emigra, butta all'aria la carriera, diventa un ladro o una spia. Ma comunque vadano le cose, quello che si è lasciato alle spalle rimane, appunto, alle spalle. Nella vita reale, invece, le scelte che non abbiamo fatto continuano a vivere accanto a noi, e non occorre provare rimpianto per volere un po' di bene a quelle vite scartate per un soffio. Il più delle volte scegliamo tra due opzioni che non sono vestite una di bianco e una di nero, sono due nuances di grigio. E finiamo per scegliere quella che convince di più una parte di noi, il 51%, ad esempio. E il restante 49%, quello rimasto in panchina, non scompare, rimane lì. Capita di rincontrarlo. O di andare a cercarlo, come succede in questo libro. Nelle facce e nelle storie delle persone che, invece, hanno scelto di fare proprio le cose a cui noi abbiamo rinunciato.

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