Narrativa

Un cuore pensante

Tamaro Susanna

Descrizione: "Cuore pensante" è il romanzo di una formazione spirituale di una bambina diversa dalle altre, che portava i pantaloni, che soffriva e amava la solitudine, che non seduceva i ragazzi scimmiottando modelli da rotocalco, che faceva molte domande, che coglieva il sacro nel dettaglio quotidiano, che sapeva sorprendersi della natura, delle sue leggi e delle sue meraviglie. Susanna Tamaro offre ai suoi lettori un personalissimo diario spirituale, un libro confessione che si legge come un romanzo e che mette a nudo, come mai aveva fatto sinora, la sua spiritualità concretissima, che non sacrifica la realtà al mistero ma coglie il mistero nella realtà.

Categoria: Narrativa

Editore: Bompiani

Collana: Letteraria italiana

Anno: 2015

ISBN: 9788845278884

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Susanna Tamaro affida a “Un cuore pensante” il difficile compito di ispirare la scrittura di un’opera autobiografica nella quale ripercorrere il cammino sofferto e difficile verso la spiritualità.

Nella prima parte (Tentativi di volo) la scrittrice ripercorre l’infanzia caratterizzata da un temperamento orgoglioso (“Tentavo di trasformare la tigre dentro di me in un gatto di pezza”), poco identificata nel cliché della brava bambina, con spiccata propensione per l’avversione al genere (“Fino all’ingresso alla scuola elementare, ho sempre usato per me stessa, invece del mio nome, uno maschile”) e agli schematismi comportamentali (“Che felicità indossare una divisa!”).

È la sezione a parer mio più interessante, nella quale si manifestano – già nei giochi (“La prima collezione che feci fu quella dei sassi”) – aspirazioni all’autenticità, rifiuto delle imposizioni e preferenze che inducono la bimba a sentirsi diversa (“La diversità che rivendicavo era legata a cose modeste. Poter indossare i pantaloni, avere i capelli corti… aspirare a mestieri allora proibiti alle donne”), particolare, a volte prevaricata (“La mitezza, la profondità dell’animo attirano le attenzioni perverse di chi di quelle qualità è privo, come la calamita il ferro”), complessivamente irrealizzata (“Sì, ero straordinariamente infelice”).

Nella seconda parte (La parte non misurabile), l’autrice individua la fase biologica nella quale le contraddizioni vengono problematizzate nei quesiti fondamentali (“Chi aveva creato la vita aveva anche creato la morte? E per quale ragione?”) che rimarranno una costante della vita. Domande alle quali la religione tradizionalmente intesa non sa rispondere (“Quel Dio con la barba bianca… aveva chiesto ad Abramo di uccidere suo figlio e, non appena ne aveva avuto uno suo di figlio, Gesù, aveva pensato bene di mandare a morte anche quello”). Perché riproduce gli schemi sociali che ci stanno perdendo: “In un mondo in cui ormai tutti vivono con gli auricolari conficcati nelle orecchie e gli occhi costantemente rivolti a qualche schermo luminoso, è sempre più difficile che… irrompa la straordinaria grazia di un incontro”.

La Terza parte (Un faro nella notte) idealmente rappresenta il momento della risposta ai quesiti, ammesso che una risposta sia possibile: quando la religiosità (“Mi capitò di vedere il film di Zeffirelli su san Francesco… Quel ragazzo parlava con gli animali, come facevo sempre io quando mi trovavo sola nella pace dei boschi”) trasborda dalla ritualità delle tradizioni sacramentali (“Il potere…è… l’antitesi dell’amore”) all’intimità del sentirsi parte di una spiritualità che attraversa il mondo. Il faro e il “fiume carsico” dell’esistenza sono due modalità per rappresentare questo momento di passaggio e di conquista, nella consapevolezza critica che ogni attività umana debba essere valutata con integrità e indipendenza: “Il brutto ha invaso ogni campo dell’umano. Un libro è esaltato quando esibisce il degrado cinico dell’uomo, la musica quando sfugge alle leggi dell’armonia; le arti visive propongono sempre più spesso opere discutibili che solo l’astuto mercato dell’arte riesce a imporre come capolavori”.

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Susanna

Tamaro

Libri dallo stesso autore

Intervista a Tamaro Susanna


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Avrebbe voluto, per la sua sepoltura, e lo disse, non fiori; bensì piccole ciotole col miglio per gli uccelli... Premio Campiello 1971.

RITRATTO IN PIEDI

Manzini Gianna

Quando facciamo una scelta - che si tratti di amore, lavoro, casa, figli - il più delle volte non è il 100% di noi a prendere la decisione. Una parte non piccola continua a essere innamorata dell'uomo che si sta lasciando, dell'appartamento da cui si sta traslocando, delle pause caffè con i colleghi di sempre. Queste cose non scompaiono come avviene nei film o nei romanzi. Lí, il protagonista sceglie di cambiare vita, si sposa o divorzia, emigra, butta all'aria la carriera, diventa un ladro o una spia. Ma comunque vadano le cose, quello che si è lasciato alle spalle rimane, appunto, alle spalle. Nella vita reale, invece, le scelte che non abbiamo fatto continuano a vivere accanto a noi, e non occorre provare rimpianto per volere un po' di bene a quelle vite scartate per un soffio. Il più delle volte scegliamo tra due opzioni che non sono vestite una di bianco e una di nero, sono due nuances di grigio. E finiamo per scegliere quella che convince di più una parte di noi, il 51%, ad esempio. E il restante 49%, quello rimasto in panchina, non scompare, rimane lì. Capita di rincontrarlo. O di andare a cercarlo, come succede in questo libro. Nelle facce e nelle storie delle persone che, invece, hanno scelto di fare proprio le cose a cui noi abbiamo rinunciato.

Le scelte che non hai fatto

Perosino Maria

Tiziano ha 45 anni, è nato a Cortona e vive a Torino. Si considera un ex scrittore perché ha pubblicato un solo libro da giovane. Ha rinunciato quando ha conosciuto una certa editoria, quella fatta di scambi di favori e di squallidi prodotti commerciali. La stessa per cui oggi lavora. Da anni infatti è un ghostwriter, pagato per rielaborare manoscritti scadenti e farne libri di successo. Una notte d'estate, però, sul terrazzino del piccolo appartamento dove vive con la gatta, Tiziano decide di tornare a scrivere. "Vicolo del Precipizio" sarà il titolo del suo nuovo libro, una raccolta di fatti ambientati a Cortona, un viaggio nella memoria: racconti toscani, amori finiti male, preti donnaioli, episodi partigiani ma anche fatti che riguardano la sua famiglia. Mentre prende corpo questo "libro nel libro", l'intera narrazione si riempie di personaggi e vicende, di episodi ora drammatici e ora grotteschi; leggende legate a Cortona e storie contadine, anche boccaccesche, che vanno a intrecciarsi ai ricordi personali di Tiziano, per confluire nel suo presente.

Vicolo del precipizio

Bassini Remo

Quando una donna viene lasciata, tanto più se di punto in bianco, le ambasce del cuore possono travolgerla e spingerla a entrare nel tortuoso tunnel delle supposizioni, delle attese spasmodiche - più o meno sensate - di un segnale, magari nella speranza che non sia proprio l'ultimo e che lui ritorni. Ma così non va. C'è una cosa che le donne dovrebbero imparare dagli uomini, e cioè l'arte di dimenticare. Nessuno ci insegna come si fa ad amare, a evitare di essere infelici, a dimenticare, a spezzare le lancette dell'orologio dell'amore. Come si fa a non tormentarci, a lottare contro la tirannia delle piccole cose, a neutralizzare il complotto dei ricordi e ignorare un telefono che resta muto. Esiste qualcuno che, mentre siamo lì a singhiozzare per un torto d'amore, ci dice che un giorno rideremo di quella stessa cosa che oggi ci fa piangere? Attraverso le confidenze di amiche e conoscenti, proverbi e una ricchissima raccolta di aforismi di personaggi famosi - poeti, scrittori, filosofi arabi e non - questo libro è una sapiente e gustosa raccolta di pillole di saggezza per prendere le distanze da una storia finita e creare i presupposti per una nuova. Una meditazione piena di stile e ironia su come sopravvivere all'amore e ai suoi danni.

L’ARTE DI DIMENTICARE

Mosteghanemi Ahlam