Narrativa

UN GIORNO MI TROVERAI

Edwards Kim

Descrizione: Regione dei Finger Lakes, stato di New York. È una notte di luna piena. Lucy Jarret è di fronte alle acque del lago, illuminate dai riflessi del cielo. Le sembra ancora di vedere il padre nella sua ultima notte di vita, seduto nel giardino di casa, l’aria pensierosa e turbata, pochi istanti prima di salire su quella barca che l’avrebbe portato alla morte. Sono passati anni da allora, anni in cui Lucy ha cercato di dimenticare, di farsene una ragione, senza mai riuscirci. Lucy è tornata a casa, dopo un lungo periodo in Giappone. Nella grande tenuta in riva al lago tutto è rimasto come allora, i fiori di melo pallidi come le stelle e le stanze buie, rimaste sempre chiuse da quella terribile notte. In un anfratto, sommersa tra i vecchi strumenti di pesca del padre, Lucy scopre per caso alcune lettere, risalenti ai primi anni del secolo, e una coperta da neonato, con un ricamo di lune e fiori. Un figura identica a quella delle preziose vetrate della chiesa del paese dove compare una donna misteriosa, dai grandi occhi azzurri, con in mano un mazzo di iris della stessa varietà che crescono nel giardino di Lucy. Chi è questa donna? E chi è Rose, colei che firma le lettere misteriose? Lucy lo deve scoprire a tutti i costi. È convinta che lì, nei frammenti della vita dimenticata di due donne, e forse in quelli di una bambina abbandonata, si nasconda un segreto terribile. Un segreto che ha portato suo padre verso una strada senza ritorno.

Categoria: Narrativa

Editore: Garzanti

Collana: Narratori Moderni

Anno: 2011

ISBN: 9788811686262

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Non si può guardare serenamente al futuro senza prima sciogliere i nodi del passato, e Lucy da un po’ fatica a dormire, anche tra le braccia di Yoshi.

I terremoti che di tanto in tanto scuotono il bel villaggio giapponese in cui vive sono poca cosa rispetto all’inquietudine che sente dentro di sé: forse è arrivato il momento di raccogliere i frammenti della sua storia e fare i conti con il senso di colpa che non ha mai avuto il coraggio di affrontare.

Così, quando viene a sapere che la madre ha avuto un piccolo incidente, decide di tornare per qualche tempo al Lago dei Sogni, e qui, sullo sfondo di un paesaggio che sembra immoto e malinconico, scopre che il mondo della sua infanzia è invece completamente cambiato… Keegan, il suo ex ragazzo, ha un bellissimo bambino; suo fratello Blake lavora con lo zio Art, e sua madre pare intenzionata a vendere la casa: “Tutto quello che mia madre aveva detto aveva un senso, eppure odiavo l’idea che qualcun altro vivesse in quelle stanze, anche se era vero che non volevo viverci io”.

Solo lei, dunque, non è riuscita a buttarsi alle spalle i ricordi dolorosi e andare avanti? Lei sola non riesce a perdonarsi?

Se solo quella notte maledetta avesse accompagnato suo padre a pescare… Ma sarebbe servito davvero? Cos’era successo veramente quella notte?

Era caduto, così aveva stabilito l’autopsia, battendo la testa sulla barca, ed era scivolato sott’acqua, un incidente assurdo che non si poteva spiegare del tutto né annullare. Giorni dopo avevano recuperato la sua canna da pesca, impigliata tra i giunchi ai bordi della palude”.

Disorientata e spaventata dopo uno strano sogno, Lucy comincia a girovagare per la casa immersa nel silenzio e, forzando una piccola serratura, apre un armadietto nascosto che custodisce un mucchio di carte impolverate.

È così, per puro caso, che si ritrova tra le mani la prima lettera di Rose…

Chi sia Rose lo lascio scoprire a voi, perché è su di lei e sul suo rapporto con la famiglia di Lucy che si incentra la trama sapientemente tessuta da Kim Edwards.

“Un giorno mi troverai” è la storia di un viaggio interiore che parte dalla ricerca per giungere all’accettazione, e l’autrice ci invita a seguire Lucy e vivere con lei ogni segreto ed ogni scoperta passo dopo passo.

L’intreccio è fine e complesso, e la galleria dei personaggi molto varia e curata. Sullo sfondo, un suggestivo paese frutto della fantasia, ma ispirato alla regione dei Finger Lakes, dove la Edwards è cresciuta. Il mistero di Rose incuriosisce e fa scorrere le pagine (quasi sempre) senza noia, grazie anche ad una scrittura fluida e attenta.

Da leggere? Perché no… ma non si tratta di un libro memorabile.

Vi propongo questo splendido passaggio:

L’ultimo scatolone mi aspettava sul tavolo in noce, come promesso. Dalle tende filtrava la luce, che disegnava dei motivi sul legno lucido. L’aria sapeva di polvere e carta vecchia. File e file di libri erano allineate sugli scaffali e io vagai con lo sguardo sui dorsi rigidi, pensando a come erano umani i libri, pieni di idee e di immagini, mondi immaginati, mondi percepiti; pieni di impronte, risate improvvise e anche sospiri di lettori. M’intimidiva pensare a tutti quegli autori che si affannavano con una parola o una frase e annotavano i loro pensieri per persone che non avrebbero mai conosciuto. Allo stesso modo m’intimidivano i resti raccolti negli scatoloni: ricevute, appunti scribacchiati, fotografie senza scritte, tutto quanto tenuto insieme dal tessuto di vite ormai terminate e svanite”.

 

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