Esordienti

Un incontro d’amore

Capolongo Antonio

Descrizione: Presentazione dell'autore. Argomento principe della storia, narrata in questo romanzo, è il tormento che Sofia e Marcello sono costretti a subire ad opera della sorella di lei, Viviana, che con l'aiuto dei genitori ostacola, con tutte le sue forze, l'unione dei due amanti fino ad ottenerne la separazione. Viviana va oltre… ma prima di raccontarlo bisogna fare un passo indietro. Sofia e Marcello si innamorano quando entrambi sono rispettivamente fidanzati da oltre dieci anni. Sarà proprio questa loro condizione a far scatenare Viviana che, attraverso il suo impianto accusatorio fondato su pregiudizi e retaggi culturali, oltre a separare i due amanti, costringerà Sofia a riconciliarsi con Roberto, il vecchio fidanzato. La forzata separazione porrà Sofia e Marcello in uno stato inverosimile, di totale disperazione, dal quale cercheranno con ogni forza di tirarsi fuori per rivendicare la loro vita… il loro amore.

Categoria: Esordienti

Editore: Arduino Sacco

Collana:

Anno: 2011

ISBN:

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Aprire un cassetto, una scatolina rossa, una bella cassapanca coi piedi di leone, un'angoliera - tutti oggetti che stavano nella vecchia casa di famiglia - e trovarci dentro "un richiamo come all'indietro". Un richiamo a un passato ricevuto in eredità ma di cui il cinquantenne Ugo ha solo pochi ricordi: la casa di Guzzano, un tempo piena di vita ma già vuota dopo la sua nascita, già solamente casa di vacanze, e poi la zia Bruna, la zia Maria, la zia Fila, il nonno, lo zio Renato, lo zio Arrigo... Di fronte a questo vuoto, a questo buco impossibile da riempire ma che è ormai necessario attraversare, Ugo non può che inventarsi il proprio modo per creare "un piccolo centro d'ordine in mezzo alle forze del caos". E il modo che si inventa è raccontare. Allora ecco che dal passato sorgono frammenti, piccole avventure, le corse in macchina con il nonno, l'aia di notte, il favo dei calabroni nel sottotetto, l'amore alla falsa diga del Limentra, visi in penombra, frasi che ritornano, che non si è mai finito, sembra ieri, forza e coraggio. Ma soprattutto emozioni, piccole angosce, malinconie, un po' di sollievo. Sennonché chi racconta ha l'abitudine di evitare, di scantonare, di "slaterare", perciò alle emozioni sigillate dentro a quei cassetti antichi arriva piano e slaterando, appunto, parlando di chi ha conosciuto appena per arrivare infine alla perdita dei genitori: allo smantellamento degli affetti più cari.

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