Giallo - thriller - noir

Una giornata nera

Costa Aldo

Descrizione: Una brutta costruzione di cemento in equilibrio su un precipizio appare tra le curve della strada costiera. Sarà un bar? Una trattoria per camionisti? È comunque il primo locale pubblico dopo chilometri di curve percorse sotto il peso di un'afa opprimente. L'uomo e la donna viaggiano da ore sotto il sole implacabile, e sono di pessimo umore per qualcosa che è successo la sera prima. Quella breve vacanza avrebbe dovuto riavvicinarli, ma niente sta andando per il verso giusto. Hanno proprio bisogno di un caffè, così decidono di fermarsi. La breve pausa distensiva si prolunga però oltre ogni possibile previsione, caricandosi di una tensione crescente. L'oste, un personaggio sgradevole e untuoso, li stordisce di chiacchiere e continua a servirgli piatti che loro non hanno ordinato. All'arrivo del conto, esorbitante, l'irritazione dell'uomo raggiunge il culmine. È una catena di eventi che sarebbe possibile spezzare in qualsiasi momento, e che invece si dipana inesorabilmente fino all'attimo in cui tutto collassa, così che una giornata storta come ne possono capitare a chiunque si trasforma in un incubo senza ritorno. Tra Friedrich Dürrenmatt e Patricia Highsmith, un thriller psicologico ad alta tensione.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Marsilio

Collana: Lucciole

Anno: 2020

ISBN: 9788829705146

Recensito da Ornella Donna

Le Vostre recensioni

Una giornata nera è l’ultimo libro che Aldo Costa ha pubblicato prima di morire prematuramente all’età di 59 anni. Un libro che ho gustato, letto con impeto e interesse sin dalle prime pagine. Sull’onda di Friedrich Durrenmatt e Patricia Highsmith si dipana una vicenda che cattura immediatamente il lettore per l’atmosfera, soprattutto di attesa, snervante e al contempo ricca di malia, così ben descritta.

La storia è semplice: una coppia, mai chiamata per nome, ma sempre con un generico lei o lui, sta iniziando una breve vacanza in costiera. L’aria tra i due è pesante: “Il silenzio della donna soffia sulle braci di un senso di colpa, ma è un senso di colpa maschile quello con cui si misura, e non durerà a lungo. È una ferita aperta.

Ad un tratto, lungo una curva si nota una strana costruzione, che sembra quasi un’oasi in mezzo al deserto del nulla: “La costruzione spunta dopo una curva. Sembra davvero appoggiata sul nulla con metà edificio aggettante, mantenuto al suo posto da alcuni sostegni sottili e obliqui, di cui non si scorgono le fondazioni.”

I due decidono di fermarsi.  Appare l’oste, che immediatamente si rivela “asfissiante, inopportuno e intempestivo. L’oste è il personaggio più autentico da quando sono partiti.” Chiedono un caffè e lui tranquillamente porta loro ogni sorta di vivande. Perché si comporta così? Chi è veramente? E questo strano bar cosa cela in realtà? Ecco la partenza di quella che sarà una concatenazione di eventi che avranno un climax finale che stupisce e inorridisce.

Il libro è avvincente, scritto con una prosa che cattura, ricca di dialoghi serrati. Nella costruzione perfetta della storia nulla è come appare e si coglie un senso di attesa che pare non finire mai.  È il ritratto di “un giorno qualsiasi”, ad un ritmo che rivela un’innata sapienza narrativa dell’autore che colpisce dritto al cuore.

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