Narrativa

UNA GOCCIA TRA DUE OCEANI

Corrà Marcello

Descrizione:

Categoria: Narrativa

Editore: Sangel

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788897040392

Recensito da vanloon12

Le Vostre recensioni

Nel sottotitolo dell’opera, l’autore, lo scultore Marcello Corrà, afferma chiaramente la propria intenzione: un viaggio per l’anima, dove spazio e tempo si rincorrono sul profilo di una goccia d’acqua.

La goccia è quella che si può disegnare su una carta geografica qualsiasi congiungendo Malpensa con Dubai, l’isola di Maurizio, il Madagascar, il Sud Africa, le isole di Sant’Elena e Ascensione e di nuovo Milano. Una goccia tra i due oceani, appunto, Atlantico e Indiano, che Corrà percorre in un mese e mezzo e che descrive in un minuzioso, quotidiano, dettagliato diario di viaggio.

Una precisazione: dimenticate Chatwin o Terzani, non pensate nemmeno a Into the wild. Il viaggio che intraprende e che ci descrive Corrà è quello che potrebbe fare ciascuno di noi, così come le avventure e disavventure che capitano nel lungo tragitto. Per sua esplicita dichiarazione, nulla che abbia a che fare col vagabonding, anzi qualcosa di organizzato già in partenza. L’impressione è che il viaggio di Corrà sia fatto a tanti “oggi”, forse per aprire una serie di parentesi intime e personali tra uno ieri e un domani. Forse, ripeto. Chi può dirlo? Anche il motivo del viaggio è intimo e personale (il viaggio è fatto “per” l’anima, non “nell’anima” o “dell’anima). Improvvisamente, però, mentre racconta i suoi spostamenti, Corrà torna a rivolgersi a una “Piccola”, cui dedica l’opera in una sorta di proemio, che è chiaramente lontana. Lontana nello spazio (dall’Africa alla Russia… un mondo da percorrere) e anche nei sentimenti (anche qui, un mondo da percorrere). Un viaggio normale, un diario normale, una meta particolare.

L’idea iniziale è raggiungere Sant’Elena, ma il tragitto, poi, porterà proprio Sant’Elena a essere la meta meno visitata. Perché le cose non vanno sempre come si vuole, sembra dirci Corrà. C’è una sorta di ritualità quasi catartica in questo viaggio. Tanti oggi messi in fila per creare un futuro e per esorcizzare un passato che, volenti o nolenti, non tornerà. La presa di coscienza dell’autore è chiara, in questo senso. E anche noi lettori ce ne avvediamo assieme a lui, in mezzo a descrizioni sempre ridotte all’essenziale e a una serie di gesti e momenti quotidiani in cui, invece, ci riconosciamo facilmente.

Quante volte siamo tornati con le tasche piene di sassi raccolti nei nostri viaggi? Il nostro modo per portarci via qualcosa da dove siamo stati, per ripercorrere la parte finale della “goccia” con qualcosa in più che certamente pesa ma che si può riguardare in ogni istante. Corrà no, non lo farà. Lui i suoi sassi li regalerà. A chi? Perché? A voi la scoperta.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Marcello

Corrà

Libri dallo stesso autore

Intervista a Corrà Marcello

Il corpo senza vita di Chiara viene ritrovato nel greto di un torrente che scorre tra i boschi delle dorsali lariane. La zona del ritrovamento ha uno specifico interesse archeologico: lì si trovano i "massi avelli", antiche tombe dall'origine incerta e misteriosa. E proprio in prossimità di uno di questi monumenti funerari, le piogge alluvionali hanno dissepolto uno scheletro umano. Si tratta di un reperto che consentirà di progredire negli studi storici sulle civiltà lariane o di un altro delitto? Il commissario Giordàn torna, pungolato dall'impazienza e dall'esuberanza della nipote Gabriella, in un'indagine che dovrà svolgersi tra sedute spiritiche e allusioni demoniache, con lo scopo di individuare - oltre all'omicida - le cause profonde che inducono i comportamenti criminali. Per riportare a galla, tra le sponde innevate del lago di Como e nella magica atmosfera prenatalizia, pratiche estreme e complessi di colpa che pesano più dei massi avelli.

Il mistero dei massi avelli

«Ho scelto due "tipi" generalmente condannati dalla società: il matricida e l'arrampicatore sessuale – li ho ascoltati per mesi, mi stanno simpatici; potrebbero essere miei figli. Se li ho scelti non è solo perché amo le stranezze; la ragione per cui ho raccontato insieme le loro storie è più sotterranea e radicale: perché, sommandosi, i miei due eroi hanno fatto quello che avrei voluto fare io.» Nati alla periferia umana e urbana di due città italiane a pochi anni di distanza, percorsi dalla comune fierezza di chi deve guadagnarsi il proprio posto al sole, Filippo e Ruggero hanno due storie dall'incipit simile. Le loro vite, però, si muovono divergenti nella realtà e nel racconto che ascoltiamo dalla voce lucida e insieme partecipe di Walter Siti. Filippo ha vent'anni quando, sorvegliato dall'ombra dell'Etna, uccide la madre fedifraga e così amata, gesto estremo e vulcanico come il suo sentimento per lei. Ruggero ne ha qualcuno in più quando in America, col nome d'arte Carlo Masi, inizia la sua carriera di pornoattore; tornato a Roma, incontrerà Giovanni del Drago, l'uomo che farà di lui una principessa. In bilico tra tragedia e fiaba, quelle di Filippo e Ruggero sono vite amorali, davanti alle quali sospendere il giudizio, ma sono anche la filigrana attraverso cui, con una scrittura immersiva, Siti affronta il suo buio più segreto proprio mentre sperava di allontanarsene; perché i romanzi sono più intelligenti del loro autore e si parlano tra loro. Siti ci consegna un libro potente e disperato, scommettendo su una letteratura che sia ancora capace di farsi domande e di accettare l'imprevisto come risposta.

La natura è innocente

Siti Walter

Quando la vita va troppo veloce e quasi ti sfugge di mano, non è facile conservare un’identità precisa. Ci sei tu e c’è il personaggio che hai costruito per raggiungere i tuoi obiettivi.Carmen è una giovane donna divisa tra apparenza e verità. Da un lato, si crede fredda e sprezzante, e così si mostra agli altri; dall’altro, si scopre fragile e insicura, eppure continua ostinatamente a nascondere ciò che sente davvero.Anche la narrazione asseconda questa doppia natura. Azioni e pensieri sembrano appartenere a persone diverse, per ciascun evento le emozioni sono sdoppiate e contrastanti.Ma chi è veramente Carmen? Quando anche lei l’ha ormai dimenticato, ci pensa la vita a riscuoterla dal suo torpore e metterla davanti a uno specchio. E allora anche la narrazione abbandona il duplice punto di vista per seguire la rinascita di chi ha finalmente capito di essersi smarrito e decide di ritrovare la sua unità, il suo accento mancante…

LA E SENZA ACCENTO

Geena

In un elastico spettacolare di azzardi e tradimenti, di inseguimenti e azione, di disperazione e visionarietà, questo "romanzo criminale" scandinavo viene consegnato al lettore come un pacco che non si può mandare indietro, e la storia (realmente accaduta) dei tre ragazzi "uniti contro il mondo", il loro legame unico segnato dalla violenza, la loro reazione a un destino sfortunato ci rivela una volta per tutte quanto sia sottile la linea di demarcazione tra condanna e assoluzione. Scritto da Anders Roslund (autore, assieme a Börge Hellström, di bestseller mondiali come Tre secondi) e da Stefan Thunberg, sceneggiatore all'esordio narrativo e fratello di Carl, Johan Alin e Lennart Sumonja, i veri autori delle rapine sulla cui storia è basato il romanzo, Made in Sweden è stato salutato come una miracolosa sintesi tra Stieg Larsson e Romanzo criminale. Il libro è in via di traduzione in tutti i paesi del mondo, i diritti cinematografici sono stati acquistati dalla DreamWorks e, appena uscito, ha raggiunto in Svezia il primo posto in classifica.

Made in Sweden

Roslunf Anders, Thunberg Stefan