Narrativa

Vecchiaia e gioventù

Giancane Gaetano

Descrizione: Con un'analisi antropologica l'autore racchiude nella figura di Arturo - che all'inizio è presentato come un piccolo orfano, per poi ritrovarsi, alla fine della storia, un uomo anziano, saggio e fonte di consigli preziosi per le nuove generazioni - tutte le riflessioni sull'esistenza umana. Infanzia, primi amori, matrimonio, famiglia, lavoro, pensione, vedovanza, sono temi affrontati con vera introspezione psicologica, che costituiscono uno specchio di verità per chiunque si accosti a questa lettura. La vita del protagonista è scandita da una continua lotta con l'oscuro destino, la cui ingovernabilità rispetto alle vite altrui non sarà che un'amara accettazione. Nonostante le rinunce e i dispiaceri, un'energia però è in grado di animare ancora la speranza di Arturo, quella dirompente dell'amore, che lo sosterrà fino a età matura, quando a essa si affiancherà un'altra forza, quella dei ricordi, che come un'ancora gli permetterà di stare a essi aggrappato, come se ancora ogni cosa fosse possibile e in viaggio verso la realizzazione.

Categoria: Narrativa

Editore: NarrativaePoesia

Collana:

Anno: 2019

ISBN: 9788855000239

Recensito da Ornella Donna

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Vecchiaia e gioventù

Gaetano Giancane è generale di Corpo d’Armata della Guardia di Finanza in pensione. Nel 2010, dopo aver firmato parecchi saggi di carattere finanziario, approda alla narrativa con il libro intitolato L’operaio e il generale. Ora torna in libreria con Vecchiaia e gioventù, un testo che induce alla riflessione sul vero significato della vita, sul percorso che ogni individuo compie, sulle scelte, e infine sul tramonto ineluttabile dell’individuo.

Arturo è l’indiscusso protagonista della vicenda narrata. Di lui si conosce tutto il percorso di vita: dall’infanzia, orfano, con tante difficoltà da affrontare, ma anche sorretto da tanta forza intima; alla giovinezza, per terminare con le riflessioni della vecchiaia, spesso frutto di stanchezza e di amarezza. Di particolare bellezza è il racconto del suo amore per Anna: “Si troverà durante la sua vita ad affrontare il seguente dilemma: rassegnarsi al suo destino o difendere il suo amore per Anna, contrastato da una serie di eventi, causati sia dalle decisioni individuali che dal fato, a dimostrazione di quanto entrambi possano influire sul futuro di una persona.”

Al termine, dunque, le meditazioni di un uomo giunto alla fine della vita: è stato un marito, un padre e infine un uomo che si domanda qual è la sua posizione nel mondo. Si sente un peso per i familiari che dovrebbero, invece, assicurargli tranquillità e benessere, e si domanda se non sarebbe meglio togliere il disturbo. Si aggrappa, così, al ricordo che “come un’ancora gli permetterà di stare a essi aggrappato, come se ancora ogni cosa fosse possibile e in viaggio verso la realizzazione.”

Il libro è scritto con una prosa limpida, ferma, priva di inutili fronzoli. Induce alla ponderazione sul ruolo degli anziani nella società odierna e sui loro valori, da rivalutare e da collocare nella giusta dimensione. Un romanzo importante, profondo, filosofico, anche su “l’ineludibilità del tempo che passa”. Una lettura da cui imparare.

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IL CIRCOLO DEL LIBRO

Due poesie di Szymborska Wislawa

"Io sono per il finale aperto. Diciamo che sono uno strenuo difensore dei puntini sospensivi. [...] Sono perle predisposte a diventare girocollo e ruota panoramica da Luna Park quando gli scrittori si incontrano nello stesso libro, anche se alcune storie puzzano di zolfo prevale l'essenza di zucchero filato. Un'essenza che passando per le narici arriva 'dritto al cuore'. [...] Puntini sospensivi non sono solo canzonette questi racconti. Se scrivi solo di 'testa' ti può venire un'emicrania, se scrivi di 'pancia' rischi la pancreatite, se scrivi di 'cuore' hai un fine, non una fine." (dalla prefazione di Andrea G. Pinketts) "Molti potranno pensare che sia di cattivo gusto pubblicare racconti di morti, delitti e misteri a favore dei bambini, ma abbiamo voluto indirizzare l'antologia non a chi conosce e vive l'Ospedale Bambino Gesù, ma ai lettori accaniti di un genere che non ha età. Non ci interessa che siano i genitori dei supereroi ad acquistare una copia di Dritto al Cu ore, ma speriamo che siano soprattutto i lettori che non hanno idea di cosa significhi vivere mesi e anni nell'attesa che la medicina risponda a silenziose domande di speranza." (dall'introduzione di Sira Terramano)

Dritto al cuore

Autori vari

Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...

La strada

McCarthy Cormac