Narrativa

Veleno d’amore

Eric-Emmanuel Schmitt

Descrizione: Quattro liceali amiche per la pelle. Ognuna tiene un diario, e le pagine dei loro diari sono la forma narrativa scelta da Schmitt per raccontarci gli eccessi a cui può far giungere l’amore. Le protagoniste hanno diciassette anni, sono compagne di scuola, e vivono quel difficile periodo in cui da ragazza si diventa donna, pensano con ansia e frenesia all’amore fisico, al sesso, si chiedono come sarà la “prima volta” con il desiderio impaurito di farlo il prima possibile. Quello che raccontano alle amiche non è quello che raccontano a se stesse. I fatti avvengono, hanno un loro svolgimento oggettivo, ma la visione che ognuna ha degli stessi fatti è ben diversa, come vediamo dalle pagine dei loro diari. Il grande evento dell’anno scolastico è la recita del Romeo e Giulietta a cui tutte e quattro collaborano, due di loro addirittura come ruoli principali, nella parte di Giulietta e di Romeo. Si allestisce lo spettacolo, si fanno le prove, ma con il passare dei giorni le storie private delle quattro ragazze si intrecciano sempre più con le vicende del dramma di Shakespeare, fino ad arrivare a un sorprendente finale in comune che squarcerà il velo sulle tante illusioni che tutti ci facciamo sull’argomento “amore”.

Categoria: Narrativa

Editore: E/o

Collana: Dal mondo

Anno: 2015

ISBN: 9788866326038

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

L’amore che unisce, l’amore che divide. Una storia vecchia quanto il mondo.

Schmitt la racconta attraverso le esperienze di quattro adolescenti, Julia, Anouchka, Colombe e Raphaelle, che frequentano il liceo Marivaux e sono amiche per la pelle, di quelle che si confidano ogni segreto e condividono ogni dispiacere.

Sono i loro diari a farcele conoscere, svelando le più intime paure.

A sedici anni, si sa, si vive nell’assoluto, non si è ancora capaci di riconoscere e apprezzare le sfumature. Ogni affetto si trasforma in passione pura e ogni passione è condotta all’estremo. Bello, bellissimo… ma pericoloso.

Ecco perché l’adolescenza è meravigliosamente tragica: tutte le certezze che essa costruisce sono inesorabilmente destinate a sgretolarsi, a poco a poco o anche con la violenza di un uragano.

Così il tono delle confessioni, all’inizio molto leggero, s’incupisce progressivamente per portare allo scoperto la contraddittorietà che è sempre insita nei rapporti umani, creando un brusco e sorprendente cambio di prospettiva che rappresenta la nota migliore del testo.

Probabilmente la struttura e il registro scelti dall’autore sono da intendersi solo quale pretesto, quale mero espediente narrativo: le pagine dei diari sono uniformate, troppo consapevoli e mature. Non si notano particolarità nel modo di esprimersi delle ragazze né c’è alcun approfondimento psicologico. Semplicemente Schmitt decide di descrivere i fatti usando quattro voci che però formano un coro e cantano la stessa melodia, trasmettendo un unico messaggio malinconico e amaro.

Il risultato? Una lettura gradevolmente drammatica.

 

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