Giallo - thriller - noir

Le Vendicatrici: Ksenia

Carlotto Massimo, Videtta Marco

Descrizione: Ksenia, giovane e bella siberiana, è costretta dalla povertà e dalla mancanza di prospettive a credere ciecamente a un fascinoso italiano che le ha promesso un matrimonio da favola. Un atroce inganno che la rende prigioniera del suo stesso sogno. Da sola non ce la farebbe a uscire dall'incubo ma con l'aiuto di Luz, Eva e di un'altra misteriosa donna, il riscatto può avere inizio e la vendetta compiersi. Senza esclusione di colpi.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Einaudi

Collana: Stlie Libero - BIG

Anno: 2013

ISBN: 9788806212698

Recensito da Alessandra Allegretti

Le Vostre recensioni

Ksenia” è il primo dei quattro romanzi della serie Le Vendicatrici di Massimo Carlotto e Marco Videtta.
Le vendicatrici sono quattro donne che intrecciano i loro destini in nome della vendetta. Ogni libro è dedicato a una di loro, che da vittima diventa strumento di redenzione.
La prima è Ksenia, ragazza siberiana, che arriva in Italia inseguendo il sogno di un buon marito e trova tutt’altro. Non conquista il quarantenne benestante che si aspetta,  ma viene “venduta” a Antonino Barone, strozzino di professione, “sessantenne tozzo e bolso, con una calvizie incipiente”. La prima reazione è subire in silenzio le sue perversità, ma dalla sofferenza scaturisce il coraggio di ribellarsi, con l’aiuto di altre amiche: Luz, prostituta colombiana; Eva, profumiera vittima di un marito vigliacco e dipendente dal gioco; e Sara, che investiga misteriosamente su tutti.

Il romanzo è scritto dal punto di vista di queste donne, senza troppa compassione. I personaggi maschili sono assolutamente negativi, quasi inconsistenti, non fosse per la loro crudeltà…
La vicenda ricorda la crudezza della famigerata Banda della Magliana e la Roma immorale e senza freni della malavita. Qualsiasi attività, svolta nella zona dove regna Antonino, subisce le angherie e paga il pizzo alla famiglia Barone: persino le banche e alcuni poliziotti sono iscritti nel suo libro paga.

La finzione letteraria, puro frutto di fantasia, prende spunto da un fenomeno reale, come spesso accade nei libri di Carlotto, che ama lasciarsi ispirare dalla cronaca. Qui è la volta della “tratta delle spose” e della malavita di quartiere.
Il romanzo è un noir sui generis: non importa indovinare come andrà a finire, perché la conclusione è prevedibile. Il fascino del libro consiste piuttosto nella capacità di immergere il lettore nelle perversità.
La cattiveria assoluta affascina, tanto più che da questo putridume emergono le personalità delle quattro amiche, che sanno lottare con tenacia per un futuro migliore.

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