Narrativa

VERA

Skorobogatov Aleksandr

Descrizione: “Vera” è una storia su come si può impazzire d'amore, una storia che seguiamo con gli occhi del protagonista, consumato da una gelosia immotivata. Il romanzo descrive la vita di ogni giorno di Vera, sposata all'alcolizzato Nikolai che soffre di una gelosia patologica. L'autore descrive i sentimenti distruttivi resi ancora più forti dall' alcol con realismo e brutalità. Ma dietro questa storia di gelosia e di una donna sottomessa emerge strisciante la critica al passato sovietico. Un romanzo che mostra una parte della società Russa di cui si parla raramente L'approfondimento psicologico di Vera, il suo stile, i flash allucinatori, i passaggi che descrivono gli stati mentali dei personaggi rendono “Vera” un romanzo che non si dimentica. Vera racconta di un universo allucinato popolato da pensieri ossessivi e uomini violenti e crudeli, mentre le loro compagne, dalla bellezza sconvolgente, sono donne gentili e votate al sacrificio. Un mondo i cui personaggi oscillano costantemente tra sogno e realtà, pazzia e lucidità. Mentre il libro si inserisce nella tradizione dei grandi romanzi russi, la scrittura sognante di Skorobogatov ha spinto la critica ad accostarlo a David Linch e Roman Polanski.

Categoria: Narrativa

Editore: Edizioni e/o

Collana: Dal Mondo

Anno: 2011

ISBN: 9788876419188

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Quando si addormentava si girava verso di lei, si alzava in silenzio […] accendeva la lampada vicino alla finestra, tornava a letto e iniziava a osservarle il volto. Questo accadeva quasi ogni notte, ma la cosa strana era che quella vista non lo saziava […]. Per qualche ragione non era in grado di appagare la sete della sua bellezza, tiepida nel sonno, famigliare e, come sempre, perfetta. Non ne era capace”.

Sono tante le cose che Nikolaj non riesce più a fare, ossessionato dall’idea dell’infedeltà di Vera, la sua bellissima moglie.

A nulla valgono le suppliche, le spiegazioni di quella donna tanto attraente quanto bugiarda. Nikolaj la vede – attraverso serrature e fori nelle pareti – mentre si lascia accarezzare, lasciva, dai suoi amanti nella loro casa o mentre si spoglia sul palco sotto lo sguardo famelico dei suoi ammiratori.

Perché Vera è una brava attrice nel lavoro ma anche nella vita e Nikolaj non può fare a meno di amarla. Non sa convivere con quella donna ma non può fare a meno di lei. E’ colpa della sua promiscuità se lui la colpisce con pugni e calci, se la obbliga ad abbandonare il lavoro in teatro e gli amici. Lei non fa altro che piangere, ma le sue lacrime non bastano a lavare via la rabbia di Nikolaj.

Solo Bertrand – l’uomo che fa visita alla sua casa per intrattenersi con Vera – lo capisce, perché ne ha conosciuto la bellezza e la lussuria. E’ lui a spronarlo, ad ascoltarlo, a suggerirgli la strategia per smascherare i tradimenti della moglie ed infliggerle punizioni.

Il delirio e la follia sono i protagonisti assoluti di questo romanzo, dove realtà e allucinazione si confondono nella mente del protagonista, invasa dai fantasmi della malattia e dai fumi dell’alcol.

Nessuno è in grado di salvare quest’uomo da se stesso e Vera, sua moglie, è l’unica a giustificarne la crudeltà, vittima essa stessa dell’insana follia del marito.

Cosa leghi i due personaggi – a parte la prematura morte del figlio – non si riesce a capire. Loro parlano di amore, ma tra le righe di questo romanzo di amore – a mio parere – non vi è alcuna traccia.

In Nikolaj si mescolano a tratti la crudeltà, la follia e la duplicità proprie dell’uomo, le stesse abilmente descritte da Stevenson ne “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, nonostante la distanza inevitabile tra i due romanzi.

 

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Aleksandr

Skorobogatov

Libri dallo stesso autore

Intervista a Skorobogatov Aleksandr


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Lei & Lui

Levy Marc

Varsavia, 1940. Adam aveva nove anni ed era alto un metro e ventisei; misurare la sua altezza era uno dei passatempi con cui lui e lo zio ingannavano la monotonia della vita nel ghetto. È nel filo spinato che separa quell'isola dimenticata nel cuore della città dal mondo esterno che, all'alba di un gelido mattino d'inverno, viene ritrovato il suo corpo senza vita: nudo, la gamba destra amputata sotto il ginocchio. Poi è la volta di Anna, quindici anni: anche lei è stata gettata nel filo spinato, ma a mancarle è la mano destra. In entrambi i casi, nelle parti mutilate la pelle presentava macchie o strane anomalie. La lotta quotidiana per la sopravvivenza non dà il tempo di soffermarsi sulle analogie che legano i due delitti: quando l'orrore è all'ordine del giorno, analizzarne i dettagli è una pratica che può condurre alla follia. Eppure, proprio nei particolari si scorge la strada verso la verità, e solo la ricerca della verità può in qualche modo placare il dolore e il senso di colpa di Erik Cohen, zio di Adam nonché psichiatra nella precedente vita da uomo libero. Quando Adam è scomparso, era lui a doverlo tenere d'occhio; è stato lui, dietro tanta insistenza da parte del bambino, che si annoiava in casa, a dargli il permesso di uscire a giocare, facendogli promettere di non allontanarsi dalla strada, neanche se i marziani fossero atterrati sulla sinagoga e avessero chiesto a lui in persona di negoziare un trattato di pace. L'uomo inizia un'indagine personale.

Gli anagrammi di Varsavia

Zimler Richard

Marcus Goldman ha conosciuto la gloria letteraria ma da qualche tempo è in piena crisi di ispirazione; per questo si rivolge a Harry Quebert, il suo anziano professore di letteratura che già anni prima l'aveva salvato da un percorso pericoloso, per chiedergli aiuto. Harry gli offre subito uno spunto narrativo: gli racconta infatti di una ragazza, Nola, con cui oltre trent'anni prima ebbe una storia tormentata (segnata dalla grande differenza d'età), che a un certo punto - era il 1975 - sparì all'improvviso. Pochi giorni dopo essere rientrato a New York, Marcus viene però a sapere che il cadavere della ragazzina è stato ritrovato proprio nel giardino di Harry e che quest'ultimo, accusato dell'omicidio, rischia ora la pena di morte. Ma Marcus non può credere a questa ipotesi e decide di indagare per scoprire la verità e scagionare il suo amico.

La verità sul caso Harry Quebert

Dicker Joël

La biografia di Bukowski include due tentativi di lavorare come impiegato, dimissioni dal "posto fisso" a cinquant'anni suonati, "per non uscire di senno del tutto" e vari divorzi. Questi scarsi elementi ricorrono con insistenza nella narrativa di Bukowski, più un romanzo a disordinate puntate che non racconti a sé, dove si alternano e si mischiano a personaggi ed eventi di fantasia. "Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo", ha scritto Beniamino Placido su "La Repubblica", aggiungendo: "in questa scrittura molto "letteraria", ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, Bukowski fa irruzione con una cosa nuova. La cosa nuova è lui stesso, Charles Bukowski. Lui che ha cinquant'anni, le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio Hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli; lui che ci sta per salutare adesso perché ha visto una gonna sollevarsi sulle gambe di una donna, lì su quella panchina del parco. Lui, Charles Bukowski, "forse un genio, forse un barbone". "Charles Bukowski, detto gambe d'elefante, il fallito", perché questi racconti sono sempre, rigorosamente in prima persona. E in presa diretta". Un pazzo innamorato beffardo, tenero, cinico, i cui racconti scaturiscono da esperienze dure, pagate tutte di persona, senza comodi alibi sociali e senza falsi pudori.

Storie di ordinaria follia

Bukowski Charles