Esordienti

Virus

Canassa Vigliani Alessandro

Descrizione:

Categoria: Esordienti

Editore: Pulp Edizioni

Collana:

Anno: 2010

ISBN:

Trama

Le Vostre recensioni

Virus di Alessandro Canassa Vigliani, autore all’esordio nella narrativa, è un libro che deve leggersi dalla copertina. Non è possibile difatti poter cominciare la lettura del romanzo senza aver dato uno sguardo al lavoro grafico pregevole del libro edito da Pulp Edizioni, casa editrice frusinate che dopo il “Testamento di Don Rodrigo” di Stefano Testa e “Un uomo marro’” di Massimo Savona sembra aver colpito ancora con un altro romanzo, come tra l’altro ci suggerisce Luigi Milani nella prefazione, dipinto a tinte noir ma intriso di denuncia sociale.

Lo stile di Canassa Vigliani è scorrevole e sembra rifarsi a tutta quella lunga produzione di autori post-modernisti che insieme a una narrativa scarna sanno associare anche i caratteri critici di una società da cui i i protagonisti delle storie cercano di sfuggire, oppure da cui ne sono completamente sommersi, quasi perduti.

Nella narrativa del Canassa Vigliani non mancano i riferimenti tra le righe: interessante il dialogo che si trova nel testo e che fuoriesce da un televisore: dalle battute, nemmeno troppo velatamente, si lascia trasparire l’ammirazione per il cinema d’epoca e, nella fattispecie, “La cena delle beffe” con un magistrale Osvaldo Valenti; in più, volendo cercare anche un paragone nel classicismo, la stanza entro cui Ribaldi, il protagonista del romanzo, viene rinchiuso è tanto simile alla caverna che Platone aveva già ipotizzato per gli uomini del futuro.

Di seguito riportiamo anche parte della prefazione del libro:

 […]E il romanzo consegnato alle stampe da Alessandro emana un odore inequivocabile: quello del sangue, elemento immancabile nel Noir, screziato però anch’esso da altri ingredienti. In primis, un senso di disfatta e tragedia immanenti, la disperazione senza limiti di esistenze allo sbando, la terribile hubrys che troppo spesso ghermisce chi si trova in ruoli di grande prestigio e potere.

Il protagonista della vicenda, noto conduttore televisivo, manager e produttore, è una sorta di prototipo in negativo: un uomo privato della sua umanità, che sembra vivere in funzione del potere e dell’autocelebrazione. Un personaggio tratteggiato con spietatezza dall’autore, nel quale il lettore non faticherà a riconoscere persone e volti di questa Italia del nuovo millennio.

Una società ossessionata dall’immagine, dalla vacua illusorietà della dimensione televisiva, dove niente è davvero reale e l’unico obiettivo sembra essere la ricerca incessante e spasmodica del successo transitorio offerto da un passaggio televisivo in prime time. Qui, a ben vedere, siamo già oltre l’abusato paradigma del quarto d’ora di celebrità teorizzato da Andy Wharol nei lontani anni Sessanta. L’esistenza di Ribaldi è una non-esistenza, sembra voler suggerire – in maniera neanche troppo velata – l’autore. E infatti Max Ribaldi è un uomo privo di affetti reali; eppure tale condizione pare non pesargli affatto, perso com’è nel suo pericoloso sogno estetizzante. […]

(Dalla prefazione di Luigi Milani)

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Alessandro

Vigliani

Canassa

Libri dallo stesso autore

Intervista a Canassa Vigliani Alessandro


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Quattro amiche di lunga data decidono di fare una vacanza insieme. Lontano dai mariti, dai figli, dal lavoro, circondate dal paesaggio del Cile del Sud, si raccontano, senza inibizioni, le proprie personali esperienze.

Noi che ci vogliamo così bene

Serrano Marcela

Un ragazzino di tredici anni che è ancora bambino, ma che comincia ad avvertire la pulsione di scoprire la vita; una madre, vedova, che è ancora fiorente e desiderosa di vivere; L'inquietudine, la difficoltà dei rapporti, la scoperta del sesso. I turbamenti sessuali ed esistenziali di un adolescente che scopre la vita in un grande romanzo che ha segnato un'epoca: un libro scritto nel 1941 ma giudicato troppo scabroso dalla censura fascista, uscito in libreria solo nel 1944.

Agostino di Alberto Moravia

Moravia Alberto

Protagonisti sono Mosè e suo fratello Enrico, lo scatenato Vanni (appassionato di pesca subacquea) e Pedro, immigrato dall'Argentina. Hanno trentanni, sono amici da sempre e hanno molta voglia di divertirsi. Hanno anche tutti i problemi che può avere oggi un giovane cresciuto in una delle tante periferie italiane: il lavoro, i soldi, i rapporti di coppia (Viviana ha appena lasciato Enrico...). Vite qualunque e però piene di avventure sgangherate e divertenti, finché Enrico, improvvisato infermiere e badante, non inizia a occuparsi di Adelaide, un'anziana che, dopo essere stata rinchiusa per trentanni in manicomio, può finalmente tornare a casa propria. Quando entra nell'appartamento di Adelaide, resta sbalordito: la donna ha inciso tutte le pareti con scritte quasi illeggibili, fitte fitte: è il racconto di una vita, forse la traccia di un tesoro.

Poco più di niente

Calamini Cosimo

I due protagonisti – e autori – sono fratelli, ma non si frequentano molto, forse nemmeno si sopportano. Adesso però gli tocca stare insieme, almeno per qualche ora: devono dare un’ultima occhiata alla casa di villeggiatura della loro infanzia – la casa nel bosco – prima di consegnare le chiavi al nuovo proprietario. Qui ha inizio un viaggio nella memoria, un inventario buffo e struggente di oggetti, luoghi, odori, storie, sapori: qui ha inizio la riconciliazione. Un memoir a quattro mani che racconta di amicizie perdute, di amori rubati, di vecchi fumetti e di torte di ricotta. Un ricettario, non solo metaforico, dell’infanzia, dell’adolescenza e di un’età adulta ancora capace di riservare sorprese.

La casa nel bosco

Carofiglio Gianrico e Francesco