Saggi

Viva il re!

Travaglio Marco

Descrizione: Qualcuno lo aveva previsto, qualcun altro lo invocava, altri lo temevano. Non era mai successo. Marco Travaglio racconta i retroscena dell'elezione del presidente della Repubblica più difficile e drammatica della storia italiana. Cosa sta succedendo? Siamo alla fine della Repubblica dei partiti, siamo alla vigilia di un sommovimento istituzionale? La democrazia rappresentativa è arrivata al punto della sua massima crisi e non si sa cosa possa esserci oltre. Travaglio mette in fila gli eventi a modo suo, lucido e implacabile. Ma per capire come si è giunti fin qui è necessario anche ricomporre la storia del passato. E così, insieme alla ricostruzione dell'oggi, l'autore ci propone una carrellata delle passate elezioni, una galleria dei personaggi e degli eventi che hanno segnato la nostra storia repubblicana, da Enrico De Nicola, il primo presidente, a re Giorgio Napolitano. Sarà questa l'ultima elezione del presidente della Repubblica, così come finora l'abbiamo conosciuta?

Categoria: Saggi

Editore: Chiare Lettere

Collana: Reverse

Anno: 2013

ISBN: 9788861904842

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Marco Travaglio e il suo giornalismo d’inchiesta tornano a colpire. Il bersaglio è un personaggio eccellente, un rappresentante dello Stato che, per il ruolo che ricopre, dovrebbe operare al di sopra di ogni sospetto. I fatti, però, e la cronaca di questi anni, per quanto quest’ultima accomodante e fuorviante, ci forniscono un’immagine non proprio irreprensibile del capo dello Stato.

Il paladino della Costituzione e del buon andamento della democrazia si trasforma così – per le decisioni prese e per la deriva antidemocratica delle proprie azioni a partire proprio dalla ricandidatura – in un soggetto certamente discutibile.

Giorgio Napolitano e i suoi sette anni – più il bis, ma non solo – sono al centro dell’analisi spietata ma lucida del vicedirettore del Fatto Quotidiano. Nulla a che vedere con una biografia, ma – come la definisce lo stesso Travaglio – la “controstoria” in cui si racconta “il suo lato B, finora – salvo rare eccezioni – ignorato o relegato nel dimenticatoio, alla voce lesa maestà.”

Certo il nostro è un Paese che ben si presta all’approssimazione e al raggiro, fosse anche delle leggi e, in assenza di una politica seria e di politici validi, le garanzie di controllo sulla buona amministrazione dello Stato vanno a farsi benedire.

Così, quando una legislazione di emergenza, come quella dei decreti legge ad hoc, finisce per colmare le lacune e le mancanze delle istituzioni e dei suoi rappresentanti, il Presidente della Repubblica dovrebbe intervenire o per lo meno evitare di avallare un certo modo di governare il Paese.

Viva il re!” è una ricostruzione degli accadimenti politici, giudiziari e istituzionali che hanno fatto la storia di questi ultimi anni, con un’attenzione particolare – ma mai ossessiva – all’operato dell’uomo che ricopre, ancora oggi, la prima carica dello Stato. L’inchiesta di Travaglio può piacere o non piacere. Certo è che impone una riflessione doverosa anche al lettore più scettico, fornendo gli strumenti (i fatti appunto) per formulare un giudizio del tutto libero, ma soprattutto rigoroso su ciò che è accaduto e che tuttora accade nel nostro Paese.

Il 13 giugno 2012 la Procura di Palermo conclude la sua indagine sulla trattativa fra Stato e mafia e deposita 120 faldoni di atti a disposizione degli avvocati dei dodici indagati. Sei per la mafia […]. E sei per lo Stato […]. Lo stesso giorno il Corriere della Sera e la Repubblica anticipano la sorpresa più clamorosa – almeno dal punto di vista politico – dell’inchiesta appena chiusa: intercettando i telefoni di Mancino, gli inquirenti si sono imbattuti in una serie di sue conversazioni con il consigliere giuridico del Quirinale, il magistrato Loris D’Ambrosio, per discutere su come allontanare le indagini sui politici da Palermo. […]. Inizia, così, il lungo Romanzo Quirinale: un film giallo-noir che è bene riepilogare, fotogramma per fotogramma, partendo dal principio.

Da leggere.

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Intervista a Travaglio Marco


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Ampelio il nonno, Aldo l’intellettuale, il Rimediotti pensionato di destra, e il Del Tacca del Comune; sono i quattro vecchietti detective del BarLume. Attorno al nuovo biliardo sezionano gli ultimi fatti di Pineta, tra cui il terribile incidente della statale: è morto un ragazzino e sua madre è in coma profondo. Abituati a indagini e delitti i quattro si autoconvincono che non si sia trattato affatto di un incidente. Ritornano i quattro vecchietti detective del BarLume di Pineta, con il nipote Massimo il «barrista» e la brava banconista Tiziana. Dopo La briscola in cinque e Il gioco delle tre carte, con Il re dei giochi si può dire che ora siamo alla serie, sia per la caratterizzazione ben sagomata e viva di ciascun personaggio che lo rende familiare, sia per il brio naturale con cui, come un meccanismo ben avviato, funziona l’eccentrico amalgama che struttura le storie. Marco Malvaldi incardina senza sbalzi tre generi: la farsa comica della diatriba ininterrotta dei quattro amici pensionati al bar, stolidi, politicamente scorretti, malignamente affamati di pettegolezzi intorno alle abitudini dei loro compaesani; l’intreccio dell’investigazione deduttiva, da giallo logico alla, per dirne una, Miss Marple; e infine la commedia d’ambiente, che inscena più o meno intera una comunità: l’immaginario, ma realissimo, paesino di Pineta, sul litorale nei pressi di Pisa, in tutta la sua profonda toscanità, cioè l’umore popolaresco, iconoclasta, ridanciano, orgogliosamente localistico. Re dei giochi è il biliardo nuovo all’italiana giunto al BarLume. Ampelio il nonno, Aldo l’intellettuale, il Rimediotti pensionato di destra, e il Del Tacca del Comune (per distinguerlo da altri tre Del Tacca) vi si sono accampati e da lì sezionano con geometrica esattezza gli ultimi fatti di Pineta. Tra cui il terribile incidente della statale. È morto un ragazzino e sua madre è in coma profondo. Sono gli eredi di un ricchissimo costruttore. La madre è anche la segretaria di un uomo politico impegnato nella campagna elettorale. Non sembra un delitto. Manca il movente e pure l’occasione. «Anche quest’anno sembrava d’aver trovato un bell’omicidio per passare il tempo e loro vengono a rovinarti tutto». Ma la donna muore in ospedale, uccisa in modo maldestro. E sulle iperboliche ma sapienti maldicenze dei quattro ottuagenari cala, come una mente ordinatrice, l’intuizione logica del «barrista», investigatore per amor di pace.

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