Narrativa

Voglio vivere una volta sola

Carofiglio Francesco

Descrizione: La vita di Violette è uguale a quella di tante bambine. Due fratelli, Jean e Augustin, una madre premurosa, un padre completamente assorbito dal lavoro. Un cane, Javert, conosciuto per caso e amato all’istante. E tante case: la prima a Roma, poi a Parigi, infine a Plouzané, in Bretagna, a pochi metri dal mare, il posto migliore per curare le ferite dei sogni non realizzati. Le giornate di Violette corrono leggere, come quelle di tanti bambini, tra passeggiate, chiacchiere, giochi e letture. Le notti sono diverse. Perché Violette non dorme, cammina al buio, i piedi scalzi, l’abito celeste. Riempie le ore contando i libri dei genitori, tremilaottocentosettantotto per l’esattezza, sistema tutti i ricordi nel ricordario, per non perderli più. E ogni giorno guarda il mondo e lo vede cambiare, le persone vanno a una velocità differente, crescono, invecchiano, spariscono. Invece lei rimane sempre la stessa, le stesse mani, lo stesso viso. Perché Violette è la bambina che non c’è. Non è mai nata, è il desiderio perfetto di tutti loro, mamma, papà, Jean e Augustin. Eppure vive, ride, corre, esiste, almeno fino a quando qualcuno continuerà a pensarla. Sulla linea sottile che divide la realtà dal sogno Violette ci racconta un mondo normale e fantastico con una leggerezza pensosa, raccogliendo gli attimi, le emozioni, e i gesti che nessuno riuscirebbe mai a pensare.

Categoria: Narrativa

Editore: Piemme

Collana: Piemme Open

Anno: 2014

ISBN: 9788856638189

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

In “Voglio vivere una volta solaFrancesco Carofiglio sviluppa un’idea interessante, che ha per protagonista… l’idea stessa! Perché Violette esiste, ma non è nata.
Violette è infatti la figlia che mamma Emma (“Mise una mano sulla pancia… Sarai la mia bambina”) e papà Leonard avrebbero voluto, la sorella che Jean e Augustin (“La sua prima parola è stata Viola. Sua sorella”) talvolta hanno desiderato, la padroncina alla quale il cane Javert si sarebbe affezionato…
La vita della famiglia italo-francese viene radiografata dall’insolito punto di vista della “ragazza mai nata” nelle diverse tappe abitative – a Roma, a Parigi, infine a Plouzané in Bretagna – e attraverso le vicende personali e sentimentali dei singoli componenti, che Viole affianca, assistendo anche il lettore nella scoperta di situazioni talvolta sorprendenti (“Ma non sempre succede quello che ci aspettiamo che accada”).

Cosa rappresenta Viola?
La coscienza familiare?
La potenza di un’idea che esiste non soltanto come rappresentazione?
Il desiderio di un’unità impossibile da realizzare nell’esperienza quotidiana e sensibile?

L’interpretazione rimane aperta e viene demandata al lettore mentre il romanzo scorre velocemente e la storia si dipana, soffusa di malinconia e vago pessimismo.

Bruno Elpis

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