Narrativa

YURI E IL MISTERO DELLE SCARPE BLU

Magro Elvira

Descrizione: Per fare bene il mestiere di malato bisogna essere sani! È questa la paradossale conclusione a cui giunge la narratrice di questa complessa storia di malattia. Il mestiere di malato richiede infatti "mente lucida, nervi saldi, grande pazienza". Quel "mondo dei sani", che è stato il suo fino a poco tempo prima, diventa ora un territorio nuovo, estraneo, da scoprire, da esplorare. Nulla è più indicativo di questo sconvolgimento relazionale del rapporto con le badanti, e a ragione la narratrice dedica ad esso molte pagine. "Badante" non è una professione né un mestiere; non è in genere neanche una scelta, un progetto di vita. Si tratta di donne costrette ad abbandonare casa e affetti per necessità economica; donne per le quali l'assistito rappresenta più che una persona un'opportunità economica. Denuncia con intenzionale consapevolezza le difficoltà in cui incorre quotidianamente l'ammalato cronico: nella relazione con il sistema sanitario e l'apparato medico, con l'assistenza privata, con il mondo esterno e nella gestione delle vita quotidiana. La malattia diventa veicolo di indagine e di crescita interiore.

Categoria: Narrativa

Editore: BookSalad

Collana:

Anno: 2012

ISBN: 9788898067008

Recensito da Francesca Barile

Le Vostre recensioni

 

Il titolo del libro potrebbe trarre un attimo in inganno un lettore disattento, poiché evoca mondi fantastici propri dell’immaginario infantile con un vago sapore di thriller story.

Si tratta invece del racconto autobiografico scritto da Elvira Magro, docente di lingua tedesca nelle scuole superiori, donna di rara sensibilità e cultura (come si evince dal livello e dalle citazioni del suo scritto), entrata nel tortuoso labirinto della malattia oncologica.

 

Con lucida determinazione e un pizzico di ironia, l’autrice descrive la sua metaforica discesa all’inferno e ritorno partendo dai primi sintomi fino all’attuale e miracoloso miglioramento della patologia. Non mancano pagine dolorosissime, come quelle che parlano del “soggiorno” della scrittrice nel reparto dei lungodegenti, tra pazienti anziane allettate da tempo, abbandonate a se stesse da infermieri poco coscienziosi, e quelle relative alla progressiva perdita di autonomia da parte dell’autrice, percorso a ritroso che la porta alla doverosa necessità di ricorrere alle cure di una cosiddetta “badante”. Lunghi capitoli sono dedicati alle varie lavoratrici che si sono avvicendate a casa di Elvira: la relazione con la degente è spesso riuscita difficile forse un po’ per scarso spirito di adattamento della committente ma molto per il legame falsato che lega datrice di lavoro e lavoratrice. L’assistenza a un ammalato, da sempre demandata alla famiglia o a chi vuole occuparsi del non sano richiede una buona dose di amore e dedizione che chi è costretto per mera questione economica a svolgere tale funzione troppe volte non può dare, soprattutto se ha a che fare con un malato assolutamente non autosufficiente e quindi sicuramente esigente.

Yuri, delicato nome russo, è il nomignolo che Elvira da’ al suo inquilino moroso che si è insediato dentro e che però l’ha costretta a un riesame della sua esistenza. Le scarpe blu del titolo, misteriosamente scomparse, simboleggiano la “vita di prima”, il desiderio di shopping e di sfoggiare proprio dell’essere femminile e maschile.

 

Un libro che fa pensare a una seduta di psicoanalisi che l’autrice effettua lasciando alla parola scritta libero sfogo, ma anche una testimonianza di come affrontare la brutta bestia che spesso assale lasciando basiti e inermi chi ne è colpito e i familiari. Il mondo della sanità e ciò che ruota intorno ad esso è un altro oggetto della disamina asciutta e precisa della scrittrice Magro.

 

Definitivamente, anche se per alcuni aspetti le descrizioni possono sembrare “forti” per animi particolarmente sensibili, è un testo da leggere per riflettere su molti aspetti dell’esistenza e per imparare a riformularsi.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Elvira

Magro

Libri dallo stesso autore

Intervista a Magro Elvira


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Nell’anno del Signore 1364, stritolata dal terribile morbo della Peste Nera, l’intera Europa appare come una landa desolata: una terra senza speranza in cui, simili agli spettri, si aggirano i corpi scheletrici di chi è sopravvissuto alla catastrofe. In questo regno di fame e paura, dove il prossimo non è altro che un nemico da tenere a bada con la forza delle armi, il terrore è tenuto vivo da storie che parlano di streghe e di demoni, creature malvagie sempre pronte a gettarsi sui vivi per consegnare nuove anime al mondo dei dannati. Hegel e Manfried Grossbart, però, non temono nessuna maledizione. E, convinti di godere della protezione della Vergine Maria a cui sono devoti, sbarcano il lunario svaligiando cimiteri. Guai a chi, per troppo coraggio o semplice ignavia, dovesse incrociare la strada dei due ladri di tombe. Fedeli a un solo desiderio – raggiungere l’Egitto per depredare le necropoli dei faraoni – Manfried ed Hegel, oltre che ladri, sono anche assassini senza scrupoli. I protagonisti di un viaggio che, in un romanzo in bilico tra il folklore dei fratelli Grimm e la vena dissacrante di Quentin Tarantino, saprà parlare di fattucchiere passionali e di morti viventi, di crociate e di eresie, di mostri assetati di sangue e di preti reietti. Un medioevo spaventoso ma vivo, in grado di trascinare il lettore in una storia dove i colpi di scena rappresentano la regola e i lati oscuri delle antiche leggende escono dai libri per impossessarsi della realtà.

La banda del cimitero

Bullington Jesse

Che sconquasso di passioni, commissario, quante falene intorno alla fiamma. Quando in una serie romanzesca come quella di Ricciardi irrompe un personaggio come l’aristocratica, misteriosa e bellissima Bianca, che si rivolge a lui perché non crede che il marito sia un omicida, è chiaro che il ciclone farà danni in quantità. Con Anime di vetro il già precario equilibrio sentimentale di Ricciardi è destinato a saltare, portandosi dietro un turbine di vicende. Con grande godimento dei lettori e delle lettrici.

Anime di vetro

De Giovanni Maurizio

Dario Villalta ha due grandi passioni nella vita: le vedove e i maestri del Rinascimento. Finito in una galleria d'arte milanese dov'è costretto a vendere opere contemporanee che disprezza incontrando inoltre grandi difficoltà nel reperire l'oggetto della sua stravagante passione amorosa, langue finché dal Sud arriva Vera Gallo, che è non solo una vedova devota, ma anche - parrebbe proprietaria di una inestimabile scultura di santo di Mantegna. Vera sembra dunque in grado di appagare al massimo grado entrambe le passioni del gallerista; ma non è tutto oro quel che luccica, e avremo modo di accertarcene nella girandola dì avvenimenti che si origina dalle ristrettezze in cui precipita la polputa vedova, ormai ridotta sul lastrico. Nel frattempo incontreremo una variopinta galleria di irresistibili personaggi, dal trance-psicanalista Aaron Kaminsky al padre di lui Shloime, mago e guaritore; dallo stravagante inventore Carmine Palomino alla languida pasticcerà Ritarosa Latella; dall'oligarca russo Viktor Aleksandrovic Dudorov all'esuberante Maria Sofia Madrasca, chef misconosciuta benché detentrice del segreto del pacchero estremo.

LA VEDOVA, IL SANTO E IL SEGRETO DEL PACCHERO ESTREMO

Cappelli Gaetano

I proventi di questo ebook andranno totalmente all’Associazione onlus Franca Cassola Pasquali, una bella realtà che opera sul nostro territorio soprattutto a sostegno della Senologia di Tortona. Otto racconti che hanno per protagoniste altrettante donne. Persone comuni, come lo sono di solito i personaggi delle mie storie, che vivono delle situazioni particolari e che si ritrovano a dover compiere delle scelte, capaci, nel bene e nel male, di condizionare la loro vita. Sono donne ben diverse l’una dall’altra, sia per età che per estrazione sociale, sia per le problematiche del loro vivere che per il modo in cui ognuna le affronta, ma in egual modo ricche di sentimenti e di quella sensibilità speciale che caratterizza l’animo femminile. E’ diversa anche l’atmosfera che si respira nei vari racconti, in alcuni triste se non addirittura tragica, in altri più lieve e persino venata di ironia e di umorismo. E anche lo stile si adatta al contenuto. Ho raccolto i racconti accostandoli a due a due, puntando su un aspetto, che, in qualche modo, accomuna le protagoniste. Filomena e Altea. Essere prigioniere del marito e della casa può risultare orrendo, oppure qualcosa a cui non si vuole rinunciare. Tutto dipende dalla situazione personale. Pinuccia e Teresa. La condizione di suocera non è facile, specie se col marito della propria figlia esiste un feeling decisamente scarso. Anna e Carmela. Un figlio può costituire un problema se se lo si desidera intensamente e ci viene negato, ma anche se una gravidanza inaspettata arriva ad aggiungere difficoltà a una situazione familiare già non facile. Silvana e Angela. Entrambe le protagoniste si rivolgono a una persona cara, la madre e la figlia, e traggono dal loro ottimismo, dalla loro positività, coraggio e speranza.

8 marzo – Storie di donne

Sanna Silvana