Narrativa

ZIA ANTONIA SAPEVA DI MENTA

Vitali Andrea

Descrizione: Ernesto Cervicati si è sempre occupato di zia Antonia. L'ha tenuta in casa finché lei - ormai anziana - non ha preferito trasferirsi nella Casa di Riposo di Bellano, un po' per non gravare troppo sul nipote, un po' per pudore. Antonio, fratello di Ernesto, della zia non ne ha mai voluto sapere, impegnato com'è con sua moglie Augusta, vogliosa e ossigenata. Finché un giorno Antonio non decide che è venuto il momento di occuparsi dell'anziana parente. Certo, non è ricca, ma si può sempre sperare in qualche briciola di eredità...

Categoria: Narrativa

Editore: Garzanti

Collana: Narratori Moderni

Anno: 2011

ISBN: 9788811683919

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Andrea Vitali sfodera l’ennesimo romanzo ove l’intreccio è sostenuto dalla potenza dell’ironia e del sorriso, che questa volta si irradia sull’epoca più malinconica della vita umana: quella della terza età, personificata da zia Antonia, un’ottuagenaria ricoverata in casa di riposo.

Sull’anziana donna, accanita divoratrice di caramelle alla menta (“i mentini”!), si riversano l’affetto di un nipote, l’Ernesto, e l’interesse puramente economico dell’altro nipote, il bidello Antonio.

I fatti narrati si collocano nel 1970: non che sia detto esplicitamente, ma il riferimento all’impazzare della canzone di Celentano “Chi non lavora, non fa l’amore” consente di datare in via indiretta la vicenda nella provincia lacustre di un’Italia canterina al di là di ogni problema reale.

Ancora una volta, il romanzo di Vitali – nei toni di una farsa che comunque induce a riflessioni sulle dinamiche della natura umana – è un trionfo di caratterizzazioni, catturate da diverse angolature. Una delle quali è sicuramente rappresentata da … l’atlante animale!

Attraverso gli occhi di suor Speranza, la superiora dell’ospizio, l’autore con benevolo sarcasmo disegna i suoi personaggi- macchietta avvalendosi dell’abitudine della monaca, che mentalmente paragona le persone agli animali.

Così, nell’atlante animale di suor Speranza, le tre suore della cucina sono le tre scimmiette, Suor Aspasia la talpa, suor Gelinda “aveva l’animo della quaglia”.

L’immancabile medico, il dottor Aloisio Fastelli, “era un merlo. Ma merlo a primavera, quando l’estro li fa cantare”.

E “l’Antonia era una vecchia gallina, ormai incapace di fare uova, tenuta in vita solo per l’affezione del padrone.”

L’Augusta (nelle nostre zone, l’articolo è obbligatorio davanti al nome proprio!), la moglie del nipote bidello, è “una faina di quelle che in una notte sono capaci di far fuori un intero pollaio.” Mentre suo marito, l’Antonio, “con quell’aria da ebete a rimorchio della moglie, non aveva paragoni nel regno animale: anche la più umile tra le bestie aveva maggiore dignità.”

E l’Ernesto, il nipote celibe che lotta fino all’ultimo per non ricoverare la zia nella casa di cura, il nipote tenero che piange quando la donna viene a mancare e mestamente attende ad organizzarne le esequie, a quale animale assomiglia? Nella fisiognomica zoologica della suora, il fratello “buono” ha l’espressione “da scoiattolo che stringe una nocciola tra le zampe”.

La narrazione è fatta di frasi veloci, nello stile inconfondibile di Vitali. Con qualche parola ricercata o vagamente arcaica infilata

nel tripudio dei discorsi diretti e nell’incalzare delle scenette degne della miglior pantomima. E con il consueto impiego di espressioni popolari, delle quali l’autore è vivace portavoce. Così “il passato lontano” è “l’epoca di Carlo Codega”, “stordire” diventa “imbesuire” e “una novità sorprendente” si trasforma in “una notizia della madonna”. Parimenti, ‘circuire un’anziana’ è “infarinare la zia come un filetto di pesce persico”. Mentre “narrare nel dettaglio” equivale a “raccontare la rava e la fava”.

Dunque, una conferma: che Andrea Vitali è uno “scrittore ridicolo”, nell’umoristica e particolare accezione descritta dal nostro nell’intervista che ha concesso a www.i-libri.com e a …

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Andrea

Vitali

Libri dallo stesso autore

Intervista a Vitali Andrea


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

È un lunedì mattina come tanti, sul treno che porta i pendolari da Brighton a Londra. Nei vagoni, visi assonnati, preoccupati, speranzosi. Qualcuno finisce di truccarsi, qualcuno legge, c'è chi chiacchiera e chi ascolta musica dall'iPod pensando alla giornata che lo aspetta. Per Karen e suo marito è una giornata felice: stanno andando a firmare per il mutuo della nuova casa, che accoglierà loro e i due figli. Lou, dal sedile accanto, li osserva e la loro evidente complicità la mette di buon umore, anche se prova un pizzico di invidia per quell'amore sereno e totale che a lei sembra negato. Anna, invece, qualche carrozza più in là, sogna di acquistare la giacca di cui ha visto la foto sulla rivista che sta sfogliando, e piega l'angolo della pagina per ricordarsene. È tutto normale, è tutto tranquillo... ma poi qualcosa, di colpo, rimescola le carte della vita e quel mattino come tanti diventa il punto di svolta, l'inizio di una settimana drammatica. Legate da una tragica casualità, le tre donne affronteranno insieme i giorni seguenti e troveranno nella loro amicizia la forza per superare il dolore. Insieme scopriranno che, se davvero basta un attimo perché tutto vada in frantumi, la vita non si ferma e ci chiede di tenere il passo...

Un attimo, un mattino

Rayner Sarah

Un ufficiale che diserta e intraprende un viaggio attraverso l'Italia devastata dalla guerra. Una ragazza di buona famiglia che diventa una partigiana pronta a uccidere un fascista dopo l'altro. Un ingegnere aeronautico che si nasconde in attesa che passi la bufera. Matteo, sua sorella Adele, il cognato Aldo: sono i personaggi di "In territorio nemico", tre giovani separati dalla guerra che, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, cercano di ritrovarsi in un paese in preda al caos. Nei venti mesi terribili dell'occupazione nazista, i tre protagonisti faranno esperienza della battaglia, dell'isolamento, dell'amore, del conflitto con se stessi, fino ad affrontare la prova più difficile: scegliere da che parte stare mentre la morte li minaccia a ogni passo. "In territorio nemico" è una nuova epica della Resistenza. Un'epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l'ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. Un romanzo vivo e toccante che, tenendo ben presente l'eredità di Fenoglio, Malaparte e Calvino, apre una rinnovata prospettiva sull'esperienza tragica e fondativa della seconda guerra mondiale in Italia.

In territorio nemico

Roma, fine anni Settanta: un quartiere appena nato che confina con l'inferno, il sogno della casa popolare che diventa subito incubo. Scilla ha quattro anni quando, sul volto di suo padre, vede disegnarsi la rabbia per la vita che li attende. Ma in un luogo dove ognuno ha un dolore a cui sopravvivere, in uno spazio di abbandono che contamina chi ci vive fino a distruggerlo, c'è anche Renata. Ed ecco che quello spazio si dischiude, poco a poco, e quei palazzoni fatiscenti diventano lo scenario in cui nasce e cresce un rapporto fatto di amicizia, desiderio e paura, un rifugio in cui Scilla e Renata si nascondono da una realtà dove nei vasi fioriscono le siringhe e il riscatto si porta sempre dietro la colpa. Perché dove non ci si può permettere di sognare, la vita corrode ogni legame, separa i destini, allontana le persone. Ma lascia, comunque, la speranza di potersi salvare.

Sangue sporco

Aragona Enrica

Con le armi del grande narratore, Ermanno Rea conduce un’indagine in forma di diario sulle ragioni del suicidio di Francesca Spada, giornalista culturale de “l’Unità” e critico musicale. A ospitare la vicenda è una Napoli lacerata dalla guerra fredda. L’inchiesta è resa difficile dalla distanza temporale da eventi avvenuti oltre trent’anni prima, in un momento in cui le coscienze si confrontavano in modo ossessivo con la politica. Una stagione per certi versi drammatica in cui si intersecano le ragioni esistenziali dei protagonisti, il destino di una città come Napoli (il cui porto era controllato di fatto dagli americani), le incertezze di una generazione appena uscita dalla guerra, alle prese per di più con un Partito comunista ancora fortemente ancorato all’identità stalinista. A poco a poco, con un andamento concentrico, si fa luce sulla complessità dei fatti che spinge la giovane giornalista al suo atto estremo. Da storia privata quindi l’indagine si fa storia collettiva di un’intera classe politica, di una generazione, delle sue speranze e dei suoi valori. Il romanzo-inchiesta di Ermanno Rea, premio Viareggio 1996: forse il suo capolavoro.

Mistero napoletano

Rea Ermanno