Narrativa

Zodiaco Street Food

Zed Heman

Descrizione: I tempi cambiano e anche la malavita è costretta a correre ai ripari. Romeo Marconato, ex affiliato alla Mala del Brenta, sa sentire il vento che cambia. Disperatamente sposato, con un figlio un po' matto e il villone padovano, sta costruendo un business al limite della legalità con il suo Zodiaco, un franchising di furgoni per panini lungo la statale che corre tra Padova e Venezia. Il passato irrompe nella sua vita con una succulenta occasione e nuove minacce, mentre lui, re incontrastato dello street food a basso costo, si ritrova a sfidare il più grande chef televisivo in un assurdo reality. Gli eventi si intrecciano e sembrano precipitare, ma lui, Romeo Marconato, è scaltro. Di una scaltrezza tutta di provincia capace di gestire le trame anche quando queste travalicano la laguna e arrivano a Mosca.

Categoria: Narrativa

Editore: Neo Edizioni

Collana: Dry

Anno: 2020

ISBN: 9788896176740

Recensito da Tommaso De Beni

Le Vostre recensioni

Heman Zed, Zodiaco Street Food, NEO edizioni, collana Dry, 226 pp.

Descrizione

I tempi cambiano e anche la malavita è costretta a correre ai ripari. Romeo Marconato, ex affiliato alla Mala del Brenta, un dono di sicuro ce l’ha: capire l’aria che tira. Con una moglie che detesta, un figlio problematico e il villone padovano, ha costruito un business ai limiti della legalità con il suo Zodiaco, un franchising di furgoni per panini – uno per ogni segno zodiacale – lungo la statale tra Padova e Venezia. C’è poi il super chef Vitiello, star televisiva del programma “The Simple Cook”, e i suoi autori, in crisi creativa per il format della prossima stagione. E c’è una mina vagante: lavora come cameriera a “L’ultimo Doge”, e suo malgrado nasconde un’estrazione decisamente diversa. Ma è Romeo Marconato il perno centrale, il motore di tutto. A lui, re incontrastato dello street food a basso costo e dalla dubbia qualità, i vecchi trascorsi riserveranno una succulenta occasione, il punto è capire se sarà in grado di fronteggiare un intreccio di eventi ben oltre la sua portata.

Recensione

Zodiaco Street Food è una lettura gustosa come un panin onto con salsiccia e salsa barbecue. Sembra facile fare un panino, e invece è tutta una questione di equilibrio. La scrittura di Zed è perfettamente bilanciata nei suoi personaggi credibili e mai esagerati, nel suo essere radicata sul territorio regionale ma che allo stesso tempo sa muoversi fuori dai confini del Veneto, sa richiamare per esempio i primi film dei Cohen (Fargo, Simple Blood), con situazioni che trasformano morte e violenza in un fatto grottesco e per niente tragico. Sa far ridere senza rinunciare alla violenza e al cinismo, sa padroneggiare il genere pulp senza sembrare una scopiazzatura di altri autori. Sa far riferimento alla nostra storia, perché di fatto è così, cioè alla Mala del Brenta, e allo stesso tempo tratteggiare caratteristiche tipiche dello stile di vita di tutti noi, dal panin onto notturno alle vasche a Venezia, e anche un po’ il nostro carattere e modo di fare. Sa disegnare un antieroe ignorante, Romeo Marconato, che ha fatto i schei e conduce un’esistenza borghese da arricchito, ma che sa arrangiarsi in qualsiasi situazione, anche perché da bocia ha avuto a che fare nientemeno che con Maniero in persona. Sicuramente non un modello, ma un personaggio che suscita comunque simpatia per la sua genuina vitalità.

Tutti convinti di aver a che fare con un povero coglione, un ebete di un campagnolo che non sa gnanche allacciarsi le scarpe perché porta sempre i zoccoli. Contadino, scarpe grosse e cervello fino. Non ti hanno mai insegnato che i contadini come me, quelli coi piedi in laguna, stanno ancora più attenti che se no gli va la terra in bocca e l’acqua su per il culo?

Non manca niente in Zodiaco Street Food, nemmeno la sexy e fatale donna dell’Est, un adolescente problematico e un riferimento a come lo show business sfrutti il fenomeno ultra-contemporaneo dei cuochi-star e della passione dei telespettatori per la cucina. Ma, come scritto prima, questa storia tra il noir e il pulp, trasformata in una commedia cinica e grottesca, funziona perché non si vuole mai calcare troppo la mano e tutti gli elementi si bilanciano perfettamente riuscendo a stare nel quadro d’insieme finale.

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