PORTIERE O PORTINAIO?
Il portiere è chi presta la propria opera per la custodia, la vigilanza, la pulizia e altri servizi accessori in un edificio di abitazione civile.
Spesso, però, ritroviamo anche la parola “portinaio” per individuare la persona che spesso abita nel nostro palazzo e si preoccupa di controllare che non entrino tipi loschi, ci consegna la posta e tiene pulito il cortile o lo stabile.
Qual è, dunque, il modo corretto per qualificare questo antico mestiere?
Sia il termine “portiere” che quello di “portinaio” sono presenti sul vocabolario della lingua italiana e i più li ritengono interscambiabili. Se vogliamo essere più precisi, però, il Devoto-Oli chiarisce che “portinaio” è usato con senso più dimesso e limitante rispetto a “portiere”.
È questa la dicitura più frequente… Ma perché?
Spesso i nomi che terminano in –logo e –fago presentano un doppio plurale. Restando nell’ambito dei mestieri possiamo citare, ad esempio, parole come “antropologo”, “archeologo” o “sociologo”. Così è anche per alcuni nomi che terminano in –co o –go, come il nostro chirurgo.
In questi casi, non esiste una regola grammaticale ben precisa che possa guidarci nella scelta del plurale. Indicativamente possiamo solo dire che i termini che si riferiscono alle persone tendono ad avere il plurale in –gi, a differenza di quelli che indicano cose.
Tuttavia, quando ci si basa su regole meramente pratiche, le eccezioni sono tante. Ecco quindi che l’uso di chirurghi è più frequente di chirurgi.
Per saperne di più, cfr. Il Salvaitaliano", di Valeria della Valle e Giuseppe Patota (Sperling & Kupfer, 2000).

