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Novità editoriali

Le avventure di Jack Courtney

a cura di Redazione i-LIBRI

Le avventure di Jack Courtney

È il secondo capitolo della saga per ragazzi Le avventure di Jack Courtney di Wilbur Smith. Sarà in libreria dal 25 novembre.

“Un autore che ha trasformato una vita avventurosa in bestseller da milioni di copie.”

Jack e i suoi compagni di avventure, Amelia e Xander, si trovano a Zanzibar a fare immersioni per aiutare la madre di Jack, impegnata in un importante progetto a salvaguardia dei coralli. L’ultimo giorno di spedizione, però, la loro barca d’appoggio viene attirata in una trappola e i ragazzi vengono catturati da una banda di pirati somali e tenuti in ostaggio in attesa che venga pagato un riscatto per la loro liberazione. Jack è deciso a impedire che sua madre ceda alle richieste dei rapitori, e quando viene trasferito in un campo di addestramento per bambini soldato si rende conto che l’unica speranza di fuggire è Mo, un ragazzino somalo con cui ha fatto amicizia. Mo è senza dubbio pieno di risorse… ma può fidarsi di lui? E soprattutto come faranno, Jack, Amelia e Xander, a battere in astuzia gli spietati individui che li tengono prigionieri?

Wilbur Smith – È nato nella Rhodesia del Nord (attuale Zambia), ma è cresciuto e ha studiato in Sudafrica. Il padre, possidente e cacciatore di elefanti, considerava la sua passione per la lettura “innaturale e poco sana”, forzandolo a diventare un “lettore segreto” ma appassionato. “Mio padre riteneva la mia ossessione per i libri innaturale e malsana. Mi vidi costretto a leggere di nascosto. Passavo quindi così tanto tempo nel gabinetto esterno, dove nascondevo i miei libri preferiti, che mio padre ordinò a mamma di somministrarmi regolari e massicce dosi di olio di ricino.” Si è dedicato a tempo pieno alla narrativa dal 1964 e da allora ha pubblicato numerosi romanzi, basati su attente ricerche e appassionanti esplorazioni condotte in ogni angolo del mondo.

Diversi i filoni narrativi delle sue opere, che egli stesso divide sul suo sito ufficiale: il ciclo dei Ballantyne, quello dei Courtney, i romanzi egizi e gli altri romanzi. Una nuova saga sembra essere stata inaugurata dal suo La legge del deserto, apparso in libreria nel 2011, e il romanzo Vendetta di sangue, che ne rappresenta il seguito ideale. Tra i suoi libri: L’ultimo Faraone (2017), Il giorno della tigre (2017), Grido di guerra (2018) tutti editi Longanesi. Con HarperCollins ha pubblicato La guerra dei Courtney (2019), Re dei re (2019), Il richiamo del corvo (2020) e Il nuovo regno (HarperCollins Italia, 2021).

È mancato il 13 novembre 2021, come un personaggio dei suoi romanzi: di colpo, inaspettatamente, dopo una giornata passata a leggere, scrivere e godere della compagnia della quarta moglie, la tagika Niso, alla quale aveva appena dedicato l’ultimo libro, appena uscito in Italia. “Hai guarito il mio cuore e mi hai donato la forza di un esercito”, recita il messaggio all’amata consorte sulle prime pagine del volume, “grazie per avermi spinto a diventare il miglior scrittore possibile”.

Scomparso a 88 anni in Sud Africa, dove aveva quasi sempre vissuto e in cui aveva messo in scena le epiche storie che lo hanno reso uno degli autori più popolari e più ricchi del mondo. Quaranta titoli, suddivisi tra la saga sull’antico Egitto, di cui Il nuovo regno costituisce l’ultimo capitolo, preceduto da Il dio del fiume, Il settimo papiro e svariati altri, e quelle su dinastie di famiglie di bianchi come lui, cresciuto nella Rhodesia (oggi Zambia) dell’apartheid, regime che condannò aspramente, poi passate attraverso la fine del colonialismo e l’inizio di una nuova era all’insegna dell’eguaglianza razziale, come il ciclo dei Courtney e dei Ballantyne, iniziato con Il destino del leone, il fortunato esordio che lo fece scoprire e ne fece un campione di vendite. Centoventi milioni di copie vendute, un sesto delle quali in Italia, uno dei paesi dove aveva più lettori.

Suo padre fu operaio dell’industria metallurgica, diventò padrone della fabbrica in cui lavorava, era un ex-pugile e cacciatore: in Rhodesia comprò una fattoria e si ritirò lì a coltivare la terra. Ma era anche un bianco colonialista: “Gli diedi retta finché ho compiuto vent’anni e poi ho cominciato a pensare con la mia testa”, lo ricordava Wilbur. “Non volevo perpetuare l’ingiustizia, così lasciai la Rhodesia e cercai di trovare da solo la mia strada”.

Il primo manoscritto di W. Smito viene rifiutato da venti editori. Ma quando viene pubblicato, ha un successo travolgente.  “Scrivi di ciò che conosci”, lo incoraggia l’editore. “E allora ho scritto di mio padre e mia madre”, dirà Smith, “della storia dell’Africa, dei bianchi e dei neri, della caccia grossa e delle miniere, di avventurieri e donne”. Al centro di Il destino del leone c’è un uomo che rammenta suo nonno, “cacciatore di elefanti, cercatore d’oro e comandate durante la guerra contro gli Zulu”.

Nell’ultimo decennio scriveva insieme a collaboratori scelti insieme al nuovo editore HarperCollins, che ora pubblica tutti i suoi libri anche in Italia: Wilbur pensava alla trame e abbozzava il testo, uno scrittore più giovane faceva le ricerche e la riscrittura. Ormai era un marchio di fabbrica, un’azienda per pubblicare: non letteratura, ma intrattenimento di qualità.

Anche la sua vita privata è stata avventurosa, con quattro mogli: “Con la prima andavo d’accordo solo a letto, la seconda mi disprezzava, la terza ha sempre cercato di manipolarmi”. Poi l’incontro con Mokhiniso Rakhimova, una studentessa tagika dell’università di Mosca, di quasi 40 anni più giovane. I tre figli sono contrari al matrimonio, Wilbur la sposa lo stesso e rompe con i figli.

Fra gli scrittori ammirava Hemingway e Steinbeck…

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