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Novità editoriali

Una riscrittura di Antigone

a cura di Redazione i-LIBRI

Una riscrittura di Antigone di Daniele Sannipoli

Cosi Daniele Sannipoli annuncia la pubblicazione della sua riscrittura di Antigone:

“Il 2020 ci ha costretti a ridefinire i nostri spazi, il nostro tempo, la nostra intimità. È stato – e sarà – un periodo difficile e faticoso, fatto di solitudini, silenzi, a volte dolore. Abbiamo sentito sulla nostra pelle quanto può essere fragile la nostra sicurezza, quanto precaria la nostra normalità. È per questo che considero poco meno che un miracolo l’uscita, il 21 dicembre, di questo mio secondo libro, tanto più improbabile in questi giorni di cieli vuoti, in cui la cultura, in tutte le sue forme, è sempre stata la prima vittima da sacrificare. Scrivere un libro è un atto di fede, pubblicarlo un atto di coraggio: per questo ringrazio sentitamente Alessandra Prospero e la sua Daimon Edizioni , che ha accettato il rischio di stampare non un romanzo, non un saggio, ma un lavoro teatrale che affonda le sue radici in un’opera classica, l’Antigone di Sofocle. Un libro sulla carta difficile, quasi ostico, ma che – credo con convinzione – nella sua volontà di esplorare le ferite aperte dei suoi personaggi ci restituisce all’orizzonte contemporaneo degli dèi fuggiti, quando di fronte all’enormità indifferente delle cose, ci scopriamo fragili e soli. A cosa aggrapparsi per resistere? Forse come Antigone, ai princìpi? Forse all’amore, come Emone? O forse siamo anche noi come Creonte, troppo lacerati per saper vedere davvero, troppo stanchi per poter resistere? Spero che voi lettori possiate aiutare me a capire dove potersi fermare, fosse solo un istante, per tornare a respirare, anche quando sembra troppo duro vivere.”

Significativa la dedica dell’opera:

“Non si può essere buoni scrittori se non si hanno dei buoni maestri (e soprattutto, se non sappiamo vedere i difetti anche negli autori che sentiamo più vicini a noi). Per questo, in apertura di Antigone, ho deciso di ringraziare due dei drammaturghi che più amo: Georg Büchner e Sarah Kane. Entrambi morti giovanissimi, a un secolo e mezzo di distanza: il primo autore di un’opera allucinata e per frammenti, il Woyzeck, cigno nero in un’epoca di letteratura su tutt’altro tono; la seconda, morta suicida nel 1999, autrice di drammi durissimi e neri, ma sempre permeati da una candida tenerezza, da un disperato bisogno di aiuto. Georg Büchner e Sarah Kane mi hanno insegnato che a volte il teatro, con la sua essenzialità scabra, con la voce pura dei personaggi, sa farci scavare, più ancora del romanzo, nelle ferite vive che ci lacerano. Per questo a entrambi va tutta la mia gratitudine: la vostra lezione non è andata perduta. Perché la letteratura è anche, e forse soprattutto, memoria letteraria.”

Quanto ai personaggi e al loro ordine di apparizione:

”Per introdurvi progressivamente all’Antigone, voglio presentarvi brevemente i personaggi che vi compaiono e confrontarli invece con quelli dell’originale. A ben guardare, non ci sono molte differenze in termini di soggetti, ma molte per quanto riguarda l’ordine di apparizione. Scegliere quando far comparire i personaggi è un elemento cardine nell’organizzazione di un’opera teatrale, perché da questo dipende il contesto in cui si svolgeranno tutte le scene successive. Nella mia Antigone la protagonista appare solo in un secondo momento, mentre a Tiresia, il cieco indovino, è affidato il prologo. Unica aggiunta significativa nella mia riscrittura è il riflesso di Creonte, emblema ultimo di una scissione inconciliabile nel re di Tebe. Già da questo si può intuire come, se l’originale è una tragedia molto incentrata su Antigone, che ne è il centro indiscusso, nella mia versione invece più personaggi vengono posti a pari dignità: Creonte, Antigone ed Emone sono i tre orizzonti di senso di cui non è possibile fare a meno per orientarsi in un mondo muto di dèi, tre individui che tentano di vivere, fino alla fine, le diverse declinazioni della parola amore.”

Visita la pagina web di Daimon Edizioni, ove dal 21 dicembre si potrà acquistare l’opera

Chi volesse assaporare le abilità critiche di Daniele Sannipoli può leggere il suo intervento su Rimbaud, Deliri – Vergine folle, scritto per www.i-libri.com e disponibile a questo link.

Un’anticipazione delle capacità drammaturgiche di Daniele è invece rappresentata da “In sospeso”, breve pièce teatrale in atto unico concepita dallo stesso autore per la nostra rubrica “I racconti ai tempi del coronavirus”, disponibile a questo link.

Daniele Sannipoli è nato a Gubbio nel 1996. Diploma classico, attualmente frequenta il corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova. Ha ricevuto nel 2015 il premio “Alfiere del Lavoro” dal presidente Mattarella e nello stesso anno si classifica terzo alle Olimpiadi nazionali delle Lingue classiche. Sue prose e poesie sono apparse in diverse antologie e ha pubblicato il romanzo breve “A tua immagine e dissomiglianza” (LunaNera, 2019).

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