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SPAZIO CILE al Salone Internazionale del libro di Torino

a cura di Lucilla Parisi

Al Salone Internazionale del libro di Torino

Spazio Cile: incontro con lo scrittore cileno Diego Munoz Valenzuela

Si è appena concluso il Salone Internazionale del libro di Torino 2013 che, tra i numerosi eventi dedicati all’editoria, alla lettura e alla cultura, ha ospitato il Cile con i suoi scrittori e poeti, alcuni ancora sconosciuti al pubblico italiano.

Oltre ai dibattiti e agli incontri, lo spazio Cile ha riservato ai suoi visitatori una mostra di libri di narrativa, poesia, storia e politica e una parte del materiale della Fondazione Pablo Neruda di Santiago, composta da testimonianze, lettere, fotografie inerenti al soggiorno in Italia del poeta.

Apprezzatissima dai visitatori la mostra fotografica dedicata alla Patagonia e alle etnie Tehuelche, Selk’nam e Ona ora estinte.

Tra gli eventi seguiti dalla Redazione di i-Libri, la presentazione di tre imperdibili romanzi cileni, pubblicati per la prima volta in Italia da Atmosphere libri: Imposta alla carne di Diamela Eltit, Fiori per un Cyborg di Diego Munoz Valenzuela e L’oscura memoria delle armi di Ramòn Dìaz Eterovic.

La scrittura dell’autrice cilena Diamela Eltit, con il suo linguaggio criptico, si pone ai margini del reale, su una frontiera di dissidenza contro l’oppressione. La parola chiave della storia – ci spiega Laura Scarabelli, curatrice per l’Italia del romanzo – è pluralità, come la coppia madre-figlia al centro della narrazione: due corpi in uno capaci di sopravvivere alle sevizie e alle cure disumane dei medici della struttura in cui si trovano recluse. L’ospedale diventa la metafora della sopraffazione del sistema Stato-potere che soffoca il pensiero e censura le parole. Imposta alla carne è un romanzo di denuncia, un grido lacerante che scuote le coscienze e libera il lettore.

Lo scrittore Diego Munoz Valenzuela ha presentato al pubblico il suo libro appena uscito in Italia, ma pubblicato per la prima volta in Cile nel 1997. Fiori per un Cyborg è un romanzo di fantascienza che irrompe nella realtà del Cile di oggi, per ripercorrere la storia della dittatura di un passato recente con il suo destino di morte e disperazione, riservato a migliaia di uomini e alle loro famiglie. L’autore lo fa attraverso Tom, un androide dotato di intelligenza artificiale – ma anche di una sensibilità tutta umana – che, attraverso un’avvincente caccia all’uomo, si farà giustiziere e vettore di emozioni straordinarie. Un romanzo che dopo trent’anni di silenzio – ci racconta l’autore – ha nuovamente aperto, in Cile, la strada alla letteratura di fantascienza.

L’oscura memoria delle armi è un romanzo poliziesco, un genere che – nella sua variante latino americana – è capace, più di altri, di indagare la realtà politico-sociale in cui le storie si snodano. Il protagonista è l’investigatore privato Heredia le cui indagini su un omicidio, lo porteranno dritto dentro la storia di un Cile su cui ancora grava il peso della dittatura.

E’ un passato che non vuole passare, per i troppi conti in sospeso con la sua popolazione e con le persone scomparse ancora in attesa di giustizia. Sono molte le domande che, nella sua ricerca della verità, Heredia si pone, le stesse che rivolge al suo gatto Simenon, una sorta di incarnazione del suo alter ego. Sarà interessante scoprire la personalità di questo personaggio disincantato, capace anche – grazie alla sua autoironia – di affascinare e coinvolgere il lettore.

La letteratura cilena si fa ancora una volta portatrice di ispirazioni e suggestioni che parlano di un Paese in continua evoluzione, ma anche di un’analisi attenta ed onesta del proprio passato, per ricostruire – attraverso la verità ed il coraggio delle parole – un presente nuovo e consapevole.

Tre romanzi molto diversi ma capaci, nella loro specificità, di raccontare la molteplicità di un popolo e della sua storia.

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