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Opere

La riscoperta di Roma, i Mirabilia Urbis Romae

a cura di Diego Manzetti

Per secoli dopo la caduta dell’impero romano d’occidente la città di Roma è stata oggetto di razzie e devastazioni che ne hanno causato l’inevitabile declino. La stessa esistenza della città è stato garantito principalmente dalla permanenza del papato e di tutto l’apparato che ruotava intorno ad esso.

Proprio nell’ambito dell’ambiente clericale, nel XII secolo alcuni personaggi riscoprirono un interesse per gli antichi fasti della città. Tale interesse fu stimolato dalla curiosità che riguardava quegli antichi edifici che ancora si ergevano tra le povere costruzioni di epoca successiva. Fu proprio l’interesse per questi edifici che intorno al 1140 spinse Benedetto, canonico di San Pietro, ad inserire nel Liber Politicus (manuale di natura amministrativa), un’opera che fu destinata ad un inaspettato successo a livello internazionale, i Mirabilia. L’opera di Benedetto si inseriva nell’uso che si era radicato di realizzare degli itinerari di siti di interesse che il visitatore di Roma avrebbe potuto seguire.


A dispetto di quanto poteva sembrare, i Mirabilia non volevano essere una guida della città, ma bensì una espressione dell’ammirazione dell’autore per la grandezza della città che fu un tempo capitale del mondo conosciuto. Solo successivamente l’opera divenne un punto di riferimento per i pellegrini in visita a Roma, e fu dunque utilizzata come esempio per la realizzazione di guide che avrebbero illustrato ai visitatori le meraviglie della città di Roma.

L’opera fu originariamente organizzata in modo da presentare una descrizione, seppur non particolarmente accurata, degli edifici di Roma. L’intento dell’autore era quello di arricchire tali descrizioni con cenni di storia della città e leggende. La ragione per cui tali descrizioni non erano sempre accurate è da rinvenirsi nelle fonti dalle quali le informazioni furono ottenute dall’autore, consistenti principalmente in opere classiche che descrivevano una città ben diversa rispetto a quella che doveva presentarsi agli occhi dello stesso.

La descrizione della città e la narrazione di storie e leggende che la riguardavano era poi seguita da un’analisi degli edifici della Roma imperiale (i Mirabilia), esaltati dall’autore mediante descrizioni di come gli stessi fossero stati al tempo della loro costruzione.

I Mirabilia furono di ispirazione per la rinascita di un interesse per l’antico, nonché per la realizzazione di un imponente numero di opere nei secoli successivi, dando l’avvio dunque ad una fiorente attività di produzione di guide di Roma.

Per un approfondimento sui Mirabilia Urbis Romae, vi consiglio le seguenti fonti:

- Lucia Canuti – Cartografie senza carte, lo spazio urbano descritto dal medioevo al rinascimento – Editoriale Jaka Book, 2008; e

- AA.VV. – Roma antica nel medioevo. Mito, rappresentazioni, sopravvivenze nella “Respublica Christiana” dei secoli IX-XIII – Vita e Pensiero, 2001.

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