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Recensioni

Costellazioni

a cura di Laura Monteleone

Costellazioni di Ilaria Spes

Una bella scoperta il mondo poetico di Ilaria Spes. È davvero piacevole lasciarsi trasportare dagli appassionati componimenti che costituiscono questa silloge. La lettura è scorrevole e coinvolgente, immediatamente capace di suscitare immagini e sensazioni vivide e profonde. Avvincente il desiderio esplicito di comunicazione e complicità con il lettore… di certo sapete cosa significhi…

Il concerto sensoriale della Natura è il tessuto che sostiene il discorso dell’autrice, proponendosi come interprete delle passioni e dei sentimenti umani. L’autrice crea, con apparente semplicità, atmosfere sognanti che accendono tutte le dimensioni della sensualità. Tra le righe scritte danza irrefrenabile un tripudio di colori, suoni e profumi, colti con quel linguaggio incisivo e soave che solo la poesia è capace di esprimere.

L’eterno movimento dell’esistenza e dell’universo descrive perfettamente i moti dell’anima. Ci strappano un sorriso i guizzi rapidi dell’allegria, ci impongono una piega sulla fronte i movimenti lenti della malinconia, rapiscono l’ascolto i canti delle creature dell’aria o la voce rotonda del mare. La verità interiore non manca di farsi strada dentro ogni verso, ogni giro di parole meditativo, come la meravigliosa dichiarazione

… mi mancherà quell’essere figlia
 che è rifugio per la vita…

segno inequivocabile di come queste poesie sciolgano sapientemente i lacci della dimensione personale per immergersi nel rumoroso silenzio del respiro universale.

Le età della vita si rispecchiano negli accadimenti naturali, nella narrazione delle stagioni, e soprattutto scorrono a ritmi differenti sotto l’occhio vigile e magico degli astri. Le costellazioni che vegliano inestinguibili, sentinelle di speranza, custodi di germogli della vita futura destinata a un sublime eterno rinnovarsi.

Le relazioni affettive tra le creature umane trovano un senso inscritto nell’alfabeto della Natura. Un significato che si compiace di rivelarsi, ma anche una direzione, un cammino, che insegue incessantemente una geografia appropriata. Vi si leggono gli umani nella loro veste di viandanti, incapaci di allontanarsi da quel fratello maggiore che è il mare, col suo bisbiglio mutevole capace di disegnare i desideri. Vera patria di chi ha perso per sempre il suo nido terrestre. Mare che genera una vita più profonda, che si riflette nello sguardo animico ricorrente in queste poesie, che si fa di volta in volta raccolta intimità, dialogo puro, ricordo, nostalgia, mancanza. Ma anche continuità di vita oltre ogni limite.

Laura Monteleone

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L’opera verrà presentata per la prima volta venerdì 21 settembre 2018, alle ore 16:30 presso il Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo nel corso della cerimonia di premiazione della sezione narrativa del concorso letterario Antonio Semeria 2018.

La redazione

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