Nato a Brescia nel 1910, Gerolamo Rovetta fu autore di testi teatrali e di romanzi. Nelle sue opere, Rovetta narrò storie della società lombarda dei suo tempo, utilizzando il linguaggio del ceto medio dell'epoca.
Francesco Flora, nella sua Storia della letteratura italiana riporta la seguente frase sul Rovetta:
Fu detto che concepisce drammaticamente anche i romanzi, e perciò "per commuovere e divertire, senza fatica di tesi, senza rigori di scuole,... usa e gli basta il linguaggio che si parla dalla gente media quando essa parla italiano, l'italiano che si parla dove le condizioni cittadinesche obbligano a deprimere i dialetti quantunque le condizioni di coltura non permettano ancora un linguaggio puro e letterario. Così ne' suoi dialoghi trasmoda la mescolanza della favella colta e dei barbarismi, delle ricercatezze e delle volgarità, come nel discorso del mondo che egli rappresenta. Questo linguaggio migliorerà, cioè invecchierà? Non gliene importa. Con l'esempio di Carlo Goldoni il Rovetta risponde che più della forma gl'importa rappresentare la vita qual è e quale si rispecchia ai suoi occhi" Ma il fatto è che il suo linguaggio non giunge a uno stile.
Tra le sue opere più conosciute troviamo Mater Dolorosa (1882), La Baraonda (1894) e Il tenente dei lancieri (1894), oltre ai drammi teatrali La trilogia di Dorina (1889) e Romanticismo (1901).
Recensioni su i-LIBRI:
- Il tenente dei lancieri (1896)

