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Aurora Marella si racconta a Le Parole di Lilly

a cura di Laura Monteleone

Aurora Marella si racconta a Le Parole di Lilly

D – Buongiorno Aurora! Volevo riprendere e approfondire un discorso su di te con gli ascoltatori. Raccontaci chi sei, cosa fai, come è nata la tua passione per la poesia.
R – Mi chiamo Aurora vivo in provincia di Monza Brianza, lavoro in una scuola primaria, sono insegnante, e amo tantissimo scrivere. Prima ancora di scrivere amavo già leggere tantissimo. Da quando ero più piccola ho iniziato il percorso della conoscenza attraverso le parole scritte e una volta letto tanto, ho iniziato a scrivere in modo naturale. Mi è venuto spontaneo pensare di scrivere quello che mi veniva, esprimere ciò che mi stava a cuore.

D – A proposito del lavoro di insegnante, uno dei più belli che esistano secondo me, come hai scelto questa strada?
R – Il mio percorso è stato scandito dalle necessità familiari. Dovevo andare a lavorare in fretta, così la scelta è ricaduta sull’istituto magistrale. Durante il quinquennio ho avuto la possibilità di conoscere e sperimentare il mondo della scuola. Dopo la scuola ho iniziato a lavorare, ma mi sono anche iscritta all’università. Facoltà di scienze ambientali, studiavo matematica, chimica, biologia. Ma appena l’università di Bicocca ha aperto la facoltà di educazione primaria non ci ho pensato due volte e mi sono trasferita.

D – Quindi questa vocazione, per certi versi, è nata in cammino! Mentre la poesia ti ha accompagnato fin da giovanissima. Presentaci questo libro “Conoscenze Arbitrarie (ndr: cliccate sul titolo per visualizzare la scheda dell’opera sul sito www.lafeltrinelli.it), dove mi pare che tu metta in parole le tue emozioni, le tue esperienze quotidiane.
R – Sì, è proprio una cosa che nasce quotidianamente. Quando vivo dei momenti particolari, e capitano quasi tutti i giorni, mi viene naturale cercare delle parole per raccontarli. In realtà le parole nascono da sole. La maggior parte delle volte diventano poesia. Possono essere situazioni che mi stimolano, emozioni, relazioni con le persone o le cose che vedo.

D – Mi raccontavi che la tua creatività si sviluppa molto durante i tuoi spostamenti in auto.
R – Sì perché ci passo molto tempo, sono sola alla guida e ho tempo di pensare, magari ascoltando un po’ di musica. Emergono i ricordi e da lì nascono ispirazioni.

D – So che coltivi moltissimo la tua attività di poeta. Oltre questo libro, di cui parliamo oggi e che raccoglie una bella selezione di tue poesie, hai all’attivo una serie di pubblicazioni che ti riguardano, tra antologie e concorsi. Svelaci qualche particolare.
R – Ho partecipato a molti concorsi e ricevuto belle soddisfazioni. Collaboro poi con una casa editrice autofinanziata, che diffonde le parole degli autori. Ho una mia piccola biblioteca personalissima, in ciascun libro sono contenute 2/3 mie poesie. Sono fiera di queste produzioni. Uno dei concorsi più belli a cui ho partecipato, e in cui ho avuto la sorte di vincere il terzo premio, è quello della CISL di Milano. Era dedicato alla poesia del lavoro.

D – Immagino una poesia di cui vai particolarmente fiera.
R – Sì certamente. Partecipando sulla tematica del lavoro ho pensato immediatamente al nonno. Ho raggiunto il terzo posto a livello nazionale. Per me una grande soddisfazione. Il titolo della poesia era l’indirizzo della fabbrica dove lavorava mio nonno. Industria che produceva componenti per aerei e che durante la guerra si era trasformata in industria bellica. Uno dei versi ricorda la bicicletta verde su cui mi portava il nonno quando ero bambina.

D – Penso che uno degli scopi della poesia sia fermare le emozioni, i ricordi, non farli scappare via. Rileggerle di tanto in tanto ha un gusto sempre nuovo. Le reinterpreti in qualche modo?
R – Sì mentre lo faccio mi conosco e mi riconosco nuovamente, è uno scambio vivo con il libro.

D – Una poesia si potrebbe paragonare a una pagina di diario non prosaico, con maggiori possibilità espressive?
R – Sì. La poesia si esprime con meno parole quindi c’è più spazio per l’interpretazione.

D – Sfogliando questo libro “Conoscenze Arbitrarie” mi sono soffermata su una poesia intensa, intitolata “In Divenire” che parla di una persona, penso una ragazza. Come nasce questa poesia, a chi è dedicata?
R – Nasce da un incontro, con una mia ex allieva che ora è all’università. Ci siamo incontrate per bere un caffè insieme. Me la ricordavo bambina. Vederla adolescente è stata un’epifania, un’apparizione. Era una ragazza fiorita in tutti i sensi. Lei si ricordava di me, di ciò che avevamo vissuto insieme alla scuola elementare. Questa cosa è stata per me un dono meraviglioso.

D – Questa ragazza ti ha fatto pensare al tempo, al suo scorrere?
R – Mi è sorto spontaneo il confronto tra la vita del suo presente e quella del mio passato, e i punti in comune che abbiamo avuto.

D – La parola “divenire” oltre a essere il titolo di questa poesia mi pare una parola ricorrente nella tua poesia, forse una parola chiave. Mi pare un tentativo da parte tua di catturare il tempo nella sua evoluzione. Non lo puoi fermare, allora scegli di apprezzare questa sua evoluzione, cambiamento, attraverso le persone. Trovo un tempo circolare in questa poesia, che in qualche modo torna ma allo stesso tempo si trasforma sempre. Nel verso “sei diventata bellissima” leggo un senso generale, quello che la vita ti mette davanti. Ottimismo, non trovo pessimismo nella tua poesia.
R – Non c’è. Non ce lo voglio mettere. Non ce l’ho. Questo andirivieni tra il tempo che scorre e che torna senza contraddizioni, sono io. In realtà è come riesco a vivere io le cose. Che tornano, ma si va sempre avanti, solo migliorando.

D – Volevo chiederti un piccolo commento alla poesia “Mare”, che trovo significativa come contenuto, linguaggio e stile di scrittura. Molto rappresentativa di te come persona e come poeta.
R – Racconta il momento in cui torno dalle vacanze. Vedere il mare per me ha un valore altissimo. È il momento in cui mi pulisco gli occhi e l’anima, c’è spazio. È proprio un luogo che mi orienta e mi centra su me stessa. Ovviamente il mare non affollato. La poesia è stata scritta pensando a ciò che sentivo tornando a casa. Il distacco. Il momento di raccogliere ciò che mi ha dato per portarmelo dietro tutti i giorni.

Con l’invito di praticare la poesia di Aurora e di conservarla per tutti giorni, le Parole di Lilly rinnova l’appuntamento per il 10 gennaio e dedica a tutti i migliori auguri!

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