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Donna madre dea alle Parole di Lilly

a cura di Laura Monteleone

Donna madre dea alle Parole di Lilly – Omaggio che può stupire, oggi dedicato a una donna particolare in occasione della festa che si celebrerà a breve. La Terra, un luogo da custodire e conservare a cura e responsabilità di ogni singola creatura umana, un paradiso che ci ha dato tutto e che stiamo sfruttando troppo spesso senza il dovuto rispetto, trascurando il fatto che stiamo mettendo in gioco la nostra stessa sopravvivenza.

La terra è sempre stata un argomento interessante e affascinante sin dall’antichità. Ogni popolo ha prodotto una riflessione riguardo alla terra e generato dei miti che hanno cercato di spiegare l’origine di questo pianeta. Se si percorrono queste storie degli albori del pianeta ci si accorge che hanno tutte elementi in comune, in qualche modo hanno catturato una scintilla di verità, narrata poi con i toni incantevoli delle fiabe.

Non si può fare a meno di citare il mito greco di Gea, in greco ionico è Gaia, che parla di questa materia originaria da cui prendono vita tutte le cose. Uno dei primi poeti di cui si ha notizia, Esiodo, ha scritto proprio una Teogonia, cioè la storia di come si sono originati gli dei. Secondo questo mito gli dei sono stati generati tutti da Gea. Nel momento oscuro del caos primordiale si crea Gea. A sua volta Gea genera Urano, che rappresenta il Cielo. Dalla loro unione derivano i Titani e i Giganti. Quindi, a seguire, tutti gli dei fino ad arrivare agli uomini. Gea era il simbolo della Terra nelle civiltà agricole antiche, e rappresentava anche il ruolo della donna nel procreare e allevare i figli.

Gli antichi, pur sprovvisti degli strumenti scientifici di cui disponiamo oggigiorno, amavano riflettere sulla realtà che li circondava, osservare e studiare i fenomeni, per raggiungere una comprensione del mondo sempre maggiore. E non trascuravano di riconoscere e omaggiare ciò che loro apparteneva. Come ci rappresenta bene questo inno dedicato a Gea:

“Gea io canterò, la madre universale, antichissima, che nutre tutti gli esseri, quanti vivono sulla terra;

quanti camminano, quanti sono nel mare e quanti volano, tutti si nutrono dell’abbondanza che tu concedi. Grazie a te gli uomini sono fecondi di figli e ricchi di messi”.

Anche noi esseri umani contemporanei abbiamo il compito e il dovere di mantenere alta l’attenzione sui temi dell’ecologia, e di insegnare l’amore verso la terra alle nuove generazioni. Magari in modo giocoso e divertente con i più piccoli, perché è fondamentale iniziare bene e non è mai troppo presto per prendere coscienza del nostro ambiente. Anche gli artisti e i musicisti si prodigano in questa direzione, oggi la colonna sonora della trasmissione è tutta pensata per celebrare la terra con le canzoni più poetiche ed evocative. Pausini, Dion, Tazenda e Renga, Modugno, Giorgia, tanto per citarne alcuni.

Madre terra, con la sua energia generativa, viene evocata delicatamente in questo frammento tratto dal libro di Mauro Corona, I misteri della montagna, ed. Mondadori:

Molti anni fa, di sicuro più di cento, una donna arrancava con fatica lungo i pendii di uno sterminato pascolo montano. Aveva la pancia sporgente, ingrossata da una gravidanza al nono mese. Eppure, nonostante la situazione, quella donna di trentotto anni saliva ai prati detti di Carmelìa per aiutare i falciatori. …arrivata in cima, bevve un sorso d’acqua, si riposò un pochino e iniziò a rastrellare. Il pascolo sapeva di cardo selvatico e genziana e prestò il suo profumo a quella donna stanca e paziente. L’afrore delle erbe recise circolava nell’aria. Appena cadute sotto la falce, il sole le arrostiva e in poche ore diventavano fieno. La montagna intuì quel che sarebbe successo di lì a poco e, come una mano aperta, s’apprestò ad accogliere l’evento.

L’aria che saliva dallo strapiombo bolliva come il fiato della forgia e non contribuiva a rinfrescare il pascolo boccheggiante. A un certo punto la donna fu presa dai segnali del parto. Si accovacciò accanto a un masso e aspettò. Intanto invocò l’aiuto di altre donne intente al lavoro. Verso le due del pomeriggio, sotto il cielo blu cobalto dei duemila metri, venne alla luce un bambino. La mamma lo sollevò verso quel cielo blu, in modo che Dio lo benedisse. A quei tempi usava così: offrire i bambini a Dio. Poi lo coprirono, altrimenti il sole di luglio lo avrebbe incenerito. Donna e neonato furono portati nella frescura di una grotta. Intanto arrivò il marito e fu molto fiero di un figlio nato sui monti…. La mamma volle chiamarlo Celio, perché era nato sotto il cielo. La montagna fu contenta di quel parto nel suo grembo e fece di tutto per tenere lontani i temporali. A quell’ora, ogni giorno, saette di fuoco dissodavano le cime e la grandine sui pascoli disfaceva i covoni. Quel giorno no. Un bambino succhiava tra le braccia della mamma, la mamma allattava tra le braccia della montagna, la montagna teneva per mano le vicine in un girotondo di festa.

Insieme al nostro istinto innato, alla musica che fa da cassa di risonanza alla vibrazione terrestre, alle relazioni con tutte le creature viventi, abbiamo la cultura, in particolare quella dei libri, che ci può aiutare ad accostarci alla natura in modo sempre più consapevole e fecondo di positività. Indirizzandoci alla vita in tutte le sue forme.

Un evento consigliatissimo dunque è il salone del libro, Tempo di libri, che si tiene a Milano dal 8 al 12 di marzo. Si apre con un’anteprima festosa nel tardo pomeriggio del 7 marzo. Inaugurazione ufficiale, con la presenza delle autorità, a metà mattina di giovedì, giornata dedicata inevitabilmente al tema della donna. Veramente ricchissimo il programma, tra incontri e laboratori, letture, contest, appuntamenti. Imperdibile evento che quest’anno è stato pensato e organizzato in un momento differente da quello dello storico Salone di Torino, che si terrà in maggio. Vale la pena di esplorare il sito e ottimizzare la partecipazione.

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