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Eufemia

a cura di Antonella Di Martino

A ottanta miglia incontro al vento di maestro l’uomo raggiunge la città di Eufemia, dove i mercanti di sette nazioni convengono a ogni solstizio ed equinozio. La barca che vi approda con un carico di zenzero e bambagia tornerà a salpare con la stiva colma di pistacchi e semi di papavero, e la carovana che ha appena scaricato sacchi di noce moscata e di zibibbo già affastella i suoi basti per il ritorno con rotoli di mussola dorata. Ma ciò che spinge a risalire fiumi e attraversare deserti per venire fin qui non è solo lo scambio di mercanzie che ritrovi sempre le stesse in tutti i bazar dentro e fuori l’impero del Gran Kan, sparpagliate ai tuoi piedi sulle stesse stuoie gialle, all’ombra delle stesse tende scacciamosche, offerte con gli stessi ribassi di prezzo menzogneri. Non solo a vendere e a compraresi viene a Eufemia, ma anche perché la notte accanto ai fuochi tutt’intorno al mercato, seduti sui sacchi o sui barili, o sdraiati su mucchi di tappeti, a ogni parola che uno dice – come “lupo”, “sorella”, “tesoro nascosto”, “battaglia”, “scabbia”, “amanti” – gli altri raccontano ognuno la sua storia di lupi, di sorelle, di tesori, di scabbia, di amanti, di battaglie. E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando per restare sveglio al dondolio del cammello o della giunca ci si mette a ripensare tutti i propri ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una sorella diversa, la tua battaglia altre battaglie, al ritorno da Eufemia, la città in cui ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio.

Italo Calvino, Le città invisibili

Le città e gli scambi

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Merci esotiche e parole che si scambiano e si trasformano e diventano anch’esse esotiche, parole che viaggiano insieme alle storie, storie che si intrecciano e memorie si allargano, bastimenti di lupi e di sorelle che girano e si moltiplicano per solstizi ed equinozi. Il commercio è sempre proficuo, ingrassa il nostro mondo con spezie e semi mai visti e mai provati, diventiamo ricchi e riempiamo il tempo e i bastimenti con le vite vissute lontano dalla nostra, e allarghiamo gli sguardi e comprendiamo di più e allontaniamo la noia dai nostri mercati, dove spendere e spendersi non sarà più soltanto un baratto, e il valore aggiunto non finirà mai. Libere associazioni e liberi commerci, ma non scordiamoci di gustare una buona granita al pistacchio, accompagnata da un bicchierino di zibibbo!

Antonella Di Martino

Anche la foto (Genova – Eufemia vista dal mare) è di Antonella Di Martino

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