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Eutropia

a cura di Lucilla Parisi

Entrato nel territorio che ha Eutropia per capitale, il viaggiatore vede non una città ma molte, di eguale grandezza e non dissimili tra loro, sparse per un vasto e ondulato altopiano. Eutropia è non una ma tutte queste città insieme; una sola è abitata, le altre vuote, e questo si fa a turno. Vi dirò ora come. Il giorno in cui gli abitanti di Eutropia si sentono assalire dalla stanchezza, e nessuno sopporta più il suo mestiere, i suoi parenti, la sua casa e la sua vita, i debiti, la gente da salutare o che saluta, allora tutta la cittadinanza decide di spostarsi nella città vicina che è lì ad aspettarli, vuota e come nuova, dove ognuno prenderà un altro mestiere, un’altra moglie, vedrà un altro paesaggio aprendo la finestra, passerà le sere in altri passatempi amicizie maldicenze. Così la loro vita si rinnova di trasloco in trasloco, tra città che per l’esposizione o la pendenza o i corsi d’acqua o i venti si presentano ognuna con qualche differenza dalle altre. Essendo la loro società ordinata senza grandi differenze di ricchezza o di autorità, i passaggi da una funzione all’altra avvengono quasi senza scosse; la varietà è assicurata dalle molteplici incombenze, tali che nello spazio d’una vita raramente uno ritorna a un mestiere che già era stato il suo.

Così la città ripete la sua vita uguale spostandosi in su e in giù sulla sua scacchiera vuota. Gli abitanti tornano a recitare le stesse scene con attori cambiati; ridicono le stesse battute con accenti variamente combinati; spalancano bocche alternate in uguali sbadigli. Sola tra tutte le città dell’impero, Eutropia permane identica a se stessa. Mercurio, dio dei volubili, al quale la città è sacra, fece questo ambiguo miracolo.

Italo Calvino, Le città invisibili

Le città  gli scambi

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Eutropia è esattamente dove vorresti essere quando l’anima si assottiglia sotto il peso dei pensieri, quando il respiro si fa soffio e il giorno è già notte. Eutropia è la risposta, è il luogo degli incontri non ancora avvenuti, la vita che hai dentro. Eutropia ti attende e non è mai stata così vicina. È  la porta che si chiude alle spalle con tutto il resto dietro. È  la tua seconda possibilità o forse la terza per ricominciare altrove. Eutropia è il futuro, ma quando ci sei dentro è già passato. Eutropia è mobile, volubile, incostante.

La guardo dalla finestra di una casa buia e ormai vuota e mi accingo a uscire sulla via che mi condurrà alle sue strade note, alle sue case già abitate, al suo fiume in cui mi pare di essermi già bagnata. Il viaggio è breve e la scoperta continua. Tutto torna. È una sensazione di indescrivibile familiarità, un cambiamento atteso, un meraviglioso déjà-vu.

Lucilla Parisi

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