oppure Registrati
Rubriche

Fedora

a cura di Lorenzo Mazzoni

Al centro di Fedora, metropoli di pietra grigia, sta un palazzo di metallo con una sfera di vetro in ogni stanza. Guardando dentro ogni sfera si vede una città azzurra che è il modello d’un’altra Fedora. Sono le forme che la città avrebbe potuto prendere se non fosse, per una ragione o per l’altra, diventata come oggi la vediamo. In ogni epoca qualcuno, guardando Fedora qual era, aveva immaginato il modo di farne la città ideale, ma mentre costruiva il suo modello in miniatura già Fedora non era più la stessa di prima, e quello che fino a ieri era stato un suo possibile futuro ormai era solo un giocattolo in una sfera di vetro.

Fedora ha adesso nel palazzo delle sfere il suo museo: ogni abitante lo visita, sceglie la città che corrisponde ai suoi desideri, la contempla immaginando di specchiarsi nella peschiera delle meduse che doveva raccogliere le acque del canale (se non fosse stato prosciugato), di percorrere dall’alto del baldacchino il viale riservato agli elefanti (ora banditi dalla città), di scivolare lungo la spirale del minareto a chiocciola (che non trovò più la base su cui sorgere).

Nella mappa del tuo impero, o grande Kan, devono trovar posto sia la grande Fedora di pietra sia le piccole Fedore nelle sfere di vetro. Non perché tutte ugualmente reali, ma perché tutte solo presunte. L’una racchiude ciò che è accettato come necessario mentre non lo è ancora; le altre ciò che è immaginato come possibile e un minuto dopo non lo è più.

Italo Calvino, Le città invisibili

_________________________________________________________

Fedora è la contemporaneità fallita del mondo capitalistico; un tempo, quando Calvino ha scritto il testo, solo dell’emisfero occidentale, oggi della società globalizzata. Fedora sono le acciaierie di Leeds, lo scempio deserto delle promesse non mantenute delle periferie operaie di Milano, i cantieri degli immigrati asiatici che da lontano osservano gli specchi di Dubai senza mai poterli toccare, se non quando devono lavarne le esteriorità a rischio della vita.
Fedora è il sogno incompiuto. La speranza che tutti i giorni, come allocchi, continuiamo a riporre nei politici, negli uomini di potere, negli attori, nei cantanti, nei burattinai del mainstream che ci mostrano, oltre i grigio miscelato con tutte le sue sfumature, la Fedora non deturpata dalla bestiale umanità, la Fedora bellissima, dentro la sfera, quella che non toccheremo mai, l’illusione che potrebbe essere così, l’immagine che ci fa aprire il portafogli per comprarci il sogno che svanisce immediatamente.
Fedora è il biglietto per l’impalpabile. Cartelli immobiliari su come sarà bella un giorno questa nostra città deturpata dalla noia, dalla stupidità, dalla superficialità, dall’ignoranza. È quell’annuncio che tutti aspettiamo, per poi accorgerci che è solo una mera fantasia per un futuro che non avremo mai. Mentre guardiamo, pieni di livore, abbattuti e vinti, quei pochi che ancora credono a una Fedora diversa, fermamente sicuri che la sfera di vetro si possa sbriciolare per mostrare all’umanità un’altra via: la rivoluzione.

Lorenzo Mazzoni

Le città e il desiderio

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati
Text selection is disabled by content protection wordpress plugin