oppure Registrati
Rubriche

Raccontare Laura Lilli. In dialogo con Ginevra Lilli

a cura di Laura Monteleone

Raccontare Laura Lilli. In dialogo con Ginevra Lilli –  Una diretta d’eccezione alle Parole di Lilly lo scorso mercoledì 22 novembre.

Ginevra Lilli ci ha dedicato un tempo di conoscenza e di ricchezza umana che va ben oltre la durata e i confini dell’intervista:

“Questa è la prima occasione che mi si presenta per ricordare Laura a un pubblico, che è molto diverso dal custodire la sua memoria o il suo ricordo intimamente, nel quotidiano, in un dialogo segreto che intercorre fra noi… Ricordare Laura pubblicamente è ciò che le ho promesso. Sono trascorsi alcuni anni, per me molto duri dopo la sua morte, e adesso so che questa intervista con voi è un po’ come quei cippi stradali che anche qui a Roma segnalano l’inizio di una via. Il chilometro zero. Da qui partirà il lavoro di ricordo, che vorrei gioioso”.

Ginevra ci ha parlato di Laura, non a caso con il rigore e la semplicità che appartenevano alla cifra stilistica della grande scrittrice, poeta e giornalista. Ha composto per noi un racconto personale e toccante guidato dal filo dei ricordi. Un gomitolo che poco a poco si è srotolato tra le parole intime del dialogo radiofonico e ci ha permesso di ascoltare la voce di Laura:

Il Buon Dio
Lavora a maglia.
Dritto e rovescio,
Maschio e femmina.
Quale è quale?
Cade una maglia,
Cadono gli anni
E il tempo. Forse
Cade anche
La memoria.

CANZONE DEL BUON DIO da “Più dolce per le formiche” Empiria-Roma 2014

Svelando i dettagli del rapporto di Laura con la scrittura:

“Laura mi ha insegnato che il lettore va preso sotto braccio, che le parole difficili e complicate non sono necessarie, diceva anche che fosse necessario qualcosa che brillasse, da inserire fra le righe. Ci capivamo con poche parole e passare il tempo nel suo studio era ciò che più mi tranquillizzava al mondo. Spesso nella stanza c’era una luce dorata, e lei si sedeva alla scrivania con una coperta in grembo e aveva una tale dolcezza di modi che il mondo visto con lei mi sembrava diverso. Ciascuno ha il suo modo di prepararsi alla scrittura. Per lei era molto importante trovare la chiave del testo, o dell’articolo. Una volta trovata la chiave, iniziava a scrivere quasi senza fermarsi.”

 La relazione speciale con Ugo Baduel, suo marito:

“Laura e Ugo Baduel hanno avuto un amore pazzo. Si sono sposati a Capri in piazzetta, un luogo che ha avuto sempre nel cuore. Oggi Laura è sepolta assieme a Ugo Baduel nel cimitero acattolico di Capri. Lei sapeva rendere la figura di Baduel e raccontarlo in maniera che chi l’ascoltava avesse l’impressione di averlo potuto conoscere. Grande scrittore, grande giornalista, scriveva sull’Unità, era un uomo molto affascinante, amico di scrittori e artisti e con Laura aveva stabilito una grandissima complicità. Avevano in comune un gioco che prevedeva l’invenzione di personaggi e trame, sviluppate in forma giocosa e divertente. Laura ha poi condiviso questa modalità con me, inventando l’esistenza di un piccolo popolo, che lei diceva di conservare in tasca, pronto a salvarci in qualsiasi situazione di necessità. Laura spiega bene questo gioco inaugurato da Ugo Baduel, in un video che è possibile reperire in rete, insieme alle registrazioni sul convegno che Laura ha organizzato presso la Dante Alighieri qualche anno fa dal titolo Ugo Baduel, uomo libero. Laura ha curato anche il libro L’elemetto inglese, il primo volume dell’autobiografia di Baduel, rimasto l’unico a causa della sua morte prematura”.

 E il significato di questa intervista per Ginevra:

“Avere la possibilità di onorare la memoria di Laura con il pubblico, come desiderava lei. Ripercorrere il tempo che ho avuto la fortuna di condividere con lei. Quando ci siamo conosciute Laura ed io eravamo in un periodo molto duro delle nostre vite. Tra le tante cose che ci hanno unite c’era la capacità di ascolto vicendevole proprio sulle nostre sofferenze. Lei diceva che in questo mondo non c’è più spazio per il dolore, che le persone non avevano voglia, né capacità di ascoltare il dolore. Ma questo non deve far pensare a Laura come a una persona triste, tutt’altro, lei emanava serenità e dolcezza. Una grande fiduciosa positività. Il mio desiderio è che la sua memoria sia sempre accompagnata dal senso di gioiosità e di gioco di cui sapeva colorare la sua vita”.

La memoria, l’archivio di Laura Lilli, è custodita a Bologna presso la Biblioteca Italiana delle Donne. Ginevra Lilli ringrazia la precedente direttrice della biblioteca, Annamaria Tagliavini, che con Laura ha saputo instaurare un rapporto davvero speciale negli anni, e l’attuale direttrice Simona Brighetti, per lo splendido lavoro che sta portando avanti assieme alle studiose che si occupano di tutto il materiale del Fondo Laura Lilli.

Foto credit: Dino Ignani

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati
Text selection is disabled by content protection wordpress plugin