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Scrittori

Cinque domande a Enrica Aragona

a cura di Bruno Elpis

Cinque domande a Enrica Aragona

D – Ciao Enrica, ci racconti qualche particolare del tuo esordio con una casa editrice importante?
R – Ciao a tutti! Be’, devo premettere che i romanzi pubblicati prima di“Sangue sporco” sono stati letti da qualche parente e pochi amici. Però mi dicevano che avevo i numeri, che mi serviva solo un pizzico di fortuna per arrivare in alto. E quel pizzico di fortuna è arrivato quando “Sangue sporco” è stato notato dalla direttrice editoriale di Corbaccio, nell’ambito del concorso di IoScrittore da cui – per le strane traiettorie che percorre il destino – mi ero perfino ritirata dopo essere arrivata tra i 300 semifinalisti. 

D – Come nasce la storia che racconti in Sangue sporco? Quanto è stato difficile narrare di un ambiente così problematico?
R –La storia di “Sangue sporco” nasce dalla mia esperienza personale abbinata a un pizzico di immaginazione. La narrazione di un ambiente tanto ostico è venuta in maniera molto naturale. Isola Nuova è la trasposizione del quartiere in cui sono cresciuta, conosco molto bene certe dinamiche, realtà che segnano e restano impresse nella memoria. In un certo senso, metterle su carta, renderle reali anche per gli altri, mi ha aiutata a fare pace con me stessa. 

D – Scilla è nata nel 1974, tu sei nata quattro anni dopo. Cosa ne pensi dei diversi decenni che hanno attraversato la tua vita?
R –  Io mi sono sempre definita una vecchia nostalgica… pur non avendoli vissuti direttamente, adoro gli anni Settanta. La cultura, la moda, il fermento sociale, tutto. Anche la violenza degli Anni di Piombo: la mia libreria è piena di testi e saggi che trattano quel decennio. Gli anni vissuti sulla pelle che ricordo con più nostalgia invece sono gli anni Novanta, forse perché sono gli anni della mia adolescenza, e quando sei adolescente, tutto ti sembra possibile. Gli anni Ottanta li ricordo a malapena, ero troppo piccola, e negli anni Duemila, troppo adulta per apprezzarli.

D – “Vorresti dire che lei per te è un’amica normale?”, chiede incredula Natalina all’amica Scilla, che è un po’ come Tiresia: passa dall’amore per una ragazza a quello per un uomo… E cos’è l’amore per Enrica Aragona?
R –In realtà Scilla non sa bene cosa sia il sentimento che la lega a Renata. Non lo sa nel momento in cui lo vive, e non lo capisce nemmeno a distanza di tempo. E se consideri che Scilla mi somiglia molto, hai la tua risposta su cosa sia per me l’amore. 

D – Nella tua scrittura incidono di più le tue esperienze di vita o le letture (“Non sei tu, è la vita che fa male. E se sono condannata a farmi male, ho almeno il diritto di scegliere da chi voglio farmi ferire”)?
R –Entrambe le cose. Cerco sempre di scrivere ciò che da lettrice vorrei leggere, e cerco di farlo nel modo in cui mi piacerebbe leggerlo.

Ringraziamo Enrica Aragona per aver risposto alle nostre domande e invitiamo tutti a leggere il nostro commento a Sangue sporco, disponibile a questo link  e il romanzo, naturalmente…

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